Aperitivo a Grado

Vicino Lontano: il programma del 10 maggio 2018

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Si apre domani, giovedì 10 maggio, la 14^ edizione del festival vicino/lontano, in programma a Udine fino a domenica 13 maggio sul tema “Squilibri” che sarà approfondito da oltre 200 protagonisti, fra i quali Marc Augé, Marco Paolini, Gianfranco Pasquino, Igiaba Scego, Domenico Quirico, Umberto Curi, Fabrizio Gatti, Pier Aldo Rovatti, Grégoire Ahongbonon, Ilvo Diamanti, Mauro Giacca, Angela Terzani, Stefano Allievi, Riccardo Staglianò, Maurizio Franzini, Lirio Abbate, Amir Isaa, Nicola Rossi, Folco Terzani, Fadi Hassan, Yvan Sagnet, Miljenko Jergovi?, Gigi Riva. Si parte domani con un’indagine sui nuovi scenari del mondo: un’analisi affidata allo sguardo dell’esperto di geopolitica Lucio Caracciolo, Direttore di Limes e voce fra autorevolissima nella decodificazione degli eventi del nostro tempo. Alle 16.30 a Casa Cavazzini presenterà il nuovo numero di Limes sullo “Stato del mondo”, nel dialogo con Luciano Bozzo e Gianandrea Gaiani coordinato da Guglielmo Cevolin. In serata, alle 21.30 nella Chiesa di San Francesco, è attesissima la leziona magistrale di Caracciolo sul tema “L’era del disordine mondiale”, introdotta da Gugliemo Cevolin. Gli Stati nazionali sembrano aver in gran parte perso la capacita? di controllare le dinamiche che li investono: dalle migrazioni all’economia, passando per la grande finanza, i cambiamenti climatici, il terrorismo e la criminalita? internazionale. Il risultato e? la crisi della politica rappresentativa e il parziale riflusso della globalizzazione, che pure tali dinamiche ha in gran parte prodotto. Ne e? un chiaro sintomo l’emergere di particolarismi e protezionismi, cavalcati da movimenti “di popolo” che parlano alla pancia degli elettori esprimendone richieste e pulsioni. In questo quadro geopolitico frammentato e anarchico, quali sono le forze e i soggetti, statuali e non, che contribuiscono a plasmare il corso degli eventi e gli assetti mondiali?

Il festival si apre alle 18 in largo Ospedale Vecchio a Udine con l’inaugurazione, alla quale saranno presenti, insieme ai promotori – il presidente di vicino/lontano Guido Nassimbeni, il presidente del comitato scientifico Nicola Gasbarro, le curatrici Paola Colombo e Franca Rigoni – anche il sindaco di Udine Carlo Giacomello, l’assessore alla Cultura Federico Pirone e il prorettore dell’Università di Udine Roberto Pinton. Ad dare il via alla riflessione sugli squilibri che caratterizzano il nostro tempo, sempre in Largo Ospedale Vecchio, è la performance “Bolus” del collettivo enidUDanza (ADEB), con le danzatrici Maria Anna Deidda, Erica Modotti coordinate da Elisabetta Ceron: una suggestiva traversata dello spazio performativo, proposta interpretando il tema della contrapposizione tra Paesi ricchi e paesi poveri.

Alle 18.30 nella Chiesa di San Francesco si parla della sfida che squilibri e diseguaglianze pongono alla democrazia con Laura Bazzicalupo, Giovanni Leghissa, Gianfranco Pasquino e Pier Paolo Portinaro coordinati da Nicola Gasbarro. Un confronto centrale per questa edizione del festiva: la crisi economica di questi anni, insieme al progressivo declino del welfare, ha prodotto effetti dirompenti. Si è allargata a dismisura non solo la forbice socio-economica tra le classi, ma anche la distanza tra cittadini e politica. Alle 20.30 riflettori sul documentario-inchiesta “Un unico destino” di Fabrizio Gatti, Premio Terzani 20018: scritto da Diana Ligorio il lavoro è prodotto dalla Divisione Digitale del Gruppo Gedi e da l’Espresso in collaborazione con 42° Parallelo e Sky. Documenta le verità nascoste di una spaventosa tragedia umanitaria e racconta la storia di tre medici siriani che, in fuga da Aleppo devastata dalla guerra, l’11 ottobre 2013 perdono i loro familiari mentre il peschereccio su cui si trovavano affonda nel Mediterraneo e nell’indifferenza: 268 morti affogati, 60 dei quali bambini. Fra gli eventi in programma domani segnaliamo alle 20 a Casa Cavazzini “Parole e Sassi”: la storia e il dramma di Antigone saranno al centro di un racconto-laboratorio proposto dal Teatro della Sete e condotto dall’attrice e drammaturga Valentina Rivelli, per invitare il pubblico, soprattutto quello femminile, a immaginare un futuro migliore.

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