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20 novembre: giornata delle vittime della strada

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La Giornata Mondiale del Ricordo delle vittime della strada (WDR) viene osservata la terza domenica di novembre di ogni anno in un numero crescente di Paesi in tutti i continenti del mondo. Questa giornata è dedicata a ricordare i milioni di persone uccise o ferite sulle strade, le loro famiglie e le comunità, e al contempo a rendere omaggio ai componenti delle squadre di emergenza, agli operatori di polizia e ai sanitari che quotidianamente si occupano delle conseguenze traumatiche della morte e delle lesioni sulla strada.

Perché c’è bisogno di questo giorno?

La morte e i ferimenti sulla strada sono eventi improvvisi, violenti, traumatici, il cui impatto è di lunga durata, spesso permanente. Ogni anno, milioni di nuove persone ferite o a lutto, provenienti da ogni angolo del mondo, si aggiungono ad innumerevoli altri milioni di persone che già soffrono a causa della strage stradale.

Il peso del dolore e dell’angoscia sperimentati da questo numero enorme di persone è ancor più grande per tante ragioni: in primo luogo, perché molte delle vittime sono giovani; secondariamente, perché molti degli incidenti avrebbero potuto, e quindi dovuto, essere evitati; infine, perché il sostegno offerto alle vittime e ai loro familiari è spesso inadeguato ed evidenzia insensibilità e inefficacia di fronte alla perdita della vita o della qualità della vita.

Questa particolare Giornata del Ricordo ha lo scopo di rispondere al grande bisogno delle vittime della strada che vi sia un riconoscimento pubblico della loro perdita e della sofferenza (si vedano i messaggi e i pensieri scritti dalle vittime).

Questo giorno è diventato anche uno strumento importante per i Governi e tutte le persone che operano nel campo della prevenzione dei sinistri stradali e dell’intervento sulle conseguenze, in quanto offre l’opportunità di evidenziare l’enorme portata e l’impatto dei morti e dei feriti sulle strade e l’urgente necessità di un’azione concertata per fermare la strage.

La storia della Giornata Mondiale

La Giornata è stata istituita dalle organizzazioni di Vittime della strada.Dal 1995, le ONG che rappresentano e difendono le vittime della strada aderenti alla FEVR (Federazione Europea delle Vittime della Strada) osservano questa Giornata (avviata da Road Peace nel Regno Unito nel 1993) – prima come Giornata europea del ricordo, ma ben presto come Giornata Mondiale quando le ONG del Sud Africa , Argentina e Israele si sono unite.

Non tutti sanno che ogni anno nel mondo perdono la vita circa 1.250.000 persone come dire che oggi 3.400 persone perderanno la vita sulla strada. Si pensi che per gli incidenti aerei perdono la vita circa 1.000 persone l’anno con un incidente aereo circa ogni 1.200.000 voli.
La maggior parte dei morti sulle strade, sembra paradossale, si conta proprio nei paesi che hanno ancora un minor sviluppo motoristico.
Il 90% delle morti, avviene nei paesi a basso e medio reddito, dove circola però solo il 54% dei veicoli. L’Europa ha il più basso numero di incidenti per abitante 51 ogni milione, le vittime nel 2014 sono state 25.896 cioè 71 al giorno, mentre l’Africa ha il più alto con oltre 200.000 vittime sulle strade altro che Ebola!

Tra le categorie più a rischio sul pianeta ci sono i motociclisti, tra cui si verifica il 23% delle morti, seguiti dai pedoni 22%, mentre il tasso tra i ciclisti è del 4%. Tre incidenti mortali su 4 hanno come vittime uomini.
In Italia l’ultimo report Istat – Aci aggiornato del 2015 fissa a 3.428 il numero delle vittime purtroppo con un incremento dell’1,4%, il primo dopo circa 15 anni di segni meno. Si aggiungono poi i 246.920 feriti in 174.539 incidenti rilevati.
In Italia dal 1952 ad oggi si contano quasi 500.000 morti e oltre 14 milioni di feriti sulle strade.

Sì il cammino per una maggiore sicurezza stradale è ancora lungo. E’ difficile pensare che la recente legge sull’Omicidio stradale da sola possa dare risultati particolarmente significativi.
Serve la presenza di pattuglie in divisa sulle strade capaci di intercettare i comportamenti a rischio vecchi e nuovi, dall’abuso di alcol e stupefacenti, alla velocità, all’uso del cellulare alla guida, al controllo dei tempi di guida e riposo per conducenti dei veicoli pesanti.
Essenziale è anche un intervento di riqualificazione delle strutture stradali, dall’asfalto, alla segnaletica, all’illuminazione per una protezione maggiore degli utenti deboli della strada, pedoni per primi.

Certo la celebrazione della giornata Mondiale delle vittime della strada avrebbe meritato una maggiore attenzione. Magari anche con un decisivo passo in avanti verso la riforma del Codice della strada la cui legge delega sembra invece avere un andamento troppo lento e non siamo per niente sicuri che possa essere varata entro questa legislatura. (ASAPS)

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