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All’Ombra della Mole. Appunti sul 28. Torino Film Festival – Quarta (e ultima) Puntata: and the Winners are…

MIGLIOR FILM del 28. TORINO FILM FESTIVAL, Concorso Internazionale Lungometraggi:
– WINTER’S BONE. UN GELIDO INVERNO (Debra Granik, Usa 2010)

Per le semi-deserte vie dell’ultimo giorno di festival (ma le fonti “ufficiali” e l’organizzazione
parlano di un incremento di pubblico e incasso senza precedenti, chissà) la voce si è sparsa in
fretta, ben prima della proclamazione ufficiale: ha vinto l’americano Winter’s Bone. A conti fatti
la scelta migliore, perchè la storia della 17enne Ree alla disperata ricerca del padre scomparso per
non perdere la casa in cui accudisce i due fratellini e la madre catatonica ha il respiro del grande
cinema. Lo si è capito fin dalla prima visione: Winter’s Bone è un piccolo grande gioiello di anti-
retorica, immerso in un dolente e disagiato realismo che non fa sconti e asciuga ogni orpello
narrativo mostrandoci i fatti, punto. La tenace disperazione della sua protagonista (interpretata da
Jennifer Lawrence, che si porta a casa anche il premio per la Migliore Attrice), l’omertà di un paese
di montagna corrotto e morboso, la strategia del terrore innalzata dai vicini, l’insospettabile e truce
muro della solidarietà femminile. Per Ree, moderna Cappuccetto Rosso in un mondo popolato di
lupi cattivi, la risoluzione della ricerca sarà il doloroso ma necessario passaggio alla vita adulta.
Una vita violenta e intollerabile, eppure senza alternative, unica via possibile per la sopravvivenza.

PREMIO DELLA CRITICA – PREMIO FIPRESCI:
– SMALL TOWN MURDER SONGS (Ed-Gass Donnelly, Canada 2010)

Una sinfonia per immagini. L’opera seconda del canadese Donnelly non è una narrazione
incorniciata da una colonna sonora, ma l’opposto. Del resto, il titolo parla chiaro. Quale potrebbe
essere la miglior musica di sottofondo per un’indagine sull’omicidio di una ragazza avvenuto in
un piccolo villaggio dell’Ontario? Un gospel-rock, ad esempio (interpretato dai Bruce Peninsula),
potente ed evocativo trait d’union che sottolinea i volti (quello tormentato del protagonista Peter
Stormare, quello intenso e malinconico di Jill Hennessy) e i paesaggi silenti e complici. La musica
si (con)fonde con le immagini in slow motion, con le didascalie che quasi suddividono il film
in capitoli. E senza rendercene conto noi spettatori scopriamo un mondo: scopriamo il passato
travagliato del poliziotto Walter, scopriamo una comunità in cui nessuno può dirsi innocente,
scopriamo una religiosità di facciata, che sotto la superficie nasconde demoni sopiti e pronti a
riemergere. Ma soprattutto scopriamo l’impressionante originalità di questo Small Town Murder
Songs, noir esistenziale che se da un lato ricorda Egoyan e i fratelli Coen, dall’altro li supera,
mostrandoci qualcosa di mai visto, inaspettato e per questo ancora più sorprendente.

Gli altri Premi:
– Premio Speciale della Giuria ex aequo a LES SIGNES VITAUX (Sophie Deraspe,
Canada 2009) e LAS MARIMBAS DEL INFIERNO (Julio Hernandez Cordon,
Guatemala 2010)

Premio per la Migliore Attrice ex aequo a Jennifer Lawrence (Winter’s Bone) ed Erica
Rivas (Por Tu Culpa)

Premio per il Miglior Attore a Omid Djalili (The Infidel. Infedele per Caso)

Premio del Pubblico a HENRY di Alessandro Piva (Italia 2010)

Premio per il Miglior Documentario Italiano a BAKROMAN (Gianluca e Massimo De
Serio, Italia 2010)

Premio Cipputi per il Miglior Film sul mondo del lavoro a LAS MARIMBAS DEL
INFIERNO (Julio Hernandez Cordon, Guatemala 2010)

Premio Scuola Holden a WINTER’S BONE (Debra Granik, Usa 2010)

a cura del nostro inviato a Torino Filippo Zoratti

Leggi anche gli altri articoli sul TFF di Filippo Zoratti

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