Bearzi

30enne friulana sviene a Real Bodies “Opera troppo forte”

!cid_D743DD07-A04D-4C5D-A9CF-B92A4D194AEB@webngo“Togliete il corpo plastinato della donna incinta dalla vista dei bambini e di chi, visitando la mostra, non si aspetta un’impressione così forte salendo al secondo piano”.
La sonora polemica di un visitatore di Udine, è scoppiata oggi attorno alle 13, all’interno della mostra “Real Bodies”, la più completa rassegna di corpi ed organi plastinati in anteprima mondiale a Jesolo. Motivo della protesta la perdita di sensi della compagna mentre scendeva con lui dal secondo piano della mostra che ospita la sezione dedicata all’apparato
riproduttivo.
La trentenne, anch’essa friulana, è svenuta fortunatamente quando stava scendendo dall’ultimo gradino della scalinata, quindi quando era quasi giunta al piano terra. Subito soccorsa è stata accompagnata nell’apposito spazio attrezzato infermeria e assistita da una infermiera professionale presente nello staff della mostra. Una volta distesa e arieggiata la
saletta, la donna si è lentamente ripresa.
Il marito invece, forse spaventato per l’improvviso mancamento della consorte, ha iniziato a polemizzare con gli organizzatori davanti ad altri visitatori contestando la presenza –
“troppo forte” a suo dire – del corpo plastinato della donna incinta. A detta dell’uomo infatti, la sua compagna aveva iniziato a sentirsi male proprio di fronte a questo corpo che, all’interno
della sezione dedicata all’apparato riproduttivo, evidenzia l’anatomia di una donna gravida con in grembo un bambino di 5 mesi durante la gestazione nel contesto di una rassegna dedicata allo sviluppo fetale intrauterino.
“La coppia di Udine voleva assolutamente che il corpo della donna incinta venisse immediatamente oscurato” spiegano gli organizzatori di Real Bodies “lamentandosi che una simile vista è troppo impattante per gli impressionabili, per chi ha vissuto sulla sua pelle l’aborto e anche per i bambini che arrivano con le scolaresche”. “Sono rimasti fermi in questa richiesta” continuano “nonostante abbiamo evidenziato loro il grande cartello che invita a chiare lettere tutti i visitatori a pensarci bene prima di accedere al primo piano, anticipando con chiarezza cosa contiene l’esposizione nella sezione dell’apparato riproduttivo”.
“I visitatori così avvisati non sono certo obbligati a salire” aggiungono ancora gli organizzatori “in quanto la donna incinta ed i feti di varie settimane compongono una sala dai
contenuti certamente molto forti, ma molto utile da un punto di vista scientifico e didattico per capire come funziona la riproduzione, una parte saliente della mostra. Ci dispiace ma non
togliamo una sezione così importante di Real Bodies per volontà di un visitatore, scontentandone altre migliaia che sono invece interessati a conoscere il mistero della nascita.
Piuttosto la signora di Udine, se impressionabile, poteva evitare di andare al primo piano”.
In quattro giorni di apertura al pubblico è salito a 9 il bilancio dei visitatori che sono svenuti all’interno della mostra Real Bodies, compreso quest’ultimo episodio che ha visto
protagonista una coppia di Udine. “L’esposizione di Jesolo” concludono gli organizzatori “rappresenta tra l’altro un test previsto dai produttori americani per calibrare i contenuti forti
dell’offerta culturale di Real Bodies in vista del tour mondiale che partirà a maggio per sostare nelle principali capitali del mondo”. Proprio oggi il promotore esclusivo della mostra per
l’Europa, Mauro Rigoni, ha ricevuto una delegazione di organizzatori internazionali giunti a stipulare contratti espositivi per la prima tappa già prenotata del tour, che sarà Londra,
seguita da Parigi.

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