A breve il restauro delle statue e della fontana di Piazza Libertà

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Dopo il restauro dell’intera Loggia di San Giovanni prima e della statua della Giustizia poi, piazza Libertà torna a risplendere in tutta la sua bellezza. Sono stati presentati oggi, 17 ottobre, in Comune a Udine i lavori di restauro conservativo che riporteranno a nuova vita tutte le statue e la fontana presenti sul terrapieno di una delle più affascinanti piazze del centro storico cittadino. Un intervento, che partirà nelle prossime settimane, reso possibile grazie al mecenatismo della Danieli & C. Officine Meccaniche Spa di Buttrio, che già in altre occasioni, dall’angelo del castello ai mori della Loggia di San Giovanni fino al recente intervento sulla statua della Giustizia, solo per citare gli ultimi lavori, non ha voluto far mancare il proprio sostegno per la conservazione del patrimonio artistico e architettonico della città.

A presentare i restauri il sindaco di Udine, Furio Honsell, l’assessore alla Cultura, Federico Pirone, il presidente della Danieli, Giampietro Benedetti e, per la Soprintendenza regionale, Elisabetta Francescutti, dato che il capitolato tecnico della gara per selezionare la ditta che si occuperà dei restauri è stato predisposto proprio dalla Soprintendenza.

“Non si tratta solo – commenta il sindaco di Udine, Furio Honsell – di un grande gesto di responsabilità sociale rivolto da una delle più importanti industrie metallurgiche italiane nei confronti della città, ma anche di un grande affetto per la storia e la cultura del Friuli. L’Italia è una super potenza dei beni culturali. È necessario però che tutti si rendano conto che questi beni – conclude – vengano tutelati e quello della Danieli è un esempio che andrebbe imitato da tutti”.

“Fa piacere a tutta la squadra Danieli – spiega Benedetti – contribuire a mantenere in ordine il patrimonio culturale cittadino in generale e, nello specifico, di piazza Libertà, perché siamo convinti che una città in ordine esprima anche la dignità e la civiltà delle persone che la abitano e, di conseguenza, ci fa piacere dare un contributo a questo senso e a questo significato”.

Soddisfatto anche l’assessore comunale alla Cultura, Federico Pirone, da cui è partita l’idea di coinvolgere i privati affinché utilizzassero l’Art Bonus come strumento di tutela, valorizzazione e recupero del patrimonio architettonico cittadino come, in questo caso, il restauro delle statue della piazza. “Definita la più veneziana dopo San Marco – spiega –, piazza Libertà è senz’altro una delle più belle piazze d’Italia, la più antica della città. Questo patrimonio non è solo la memoria di un passato, ma soprattutto la chiave del nostro futuro perché è un elemento di identificazione e di attrazione indiscutibile. Ogni territorio – prosegue Pirone – oggi discute molto di cosa può essere a partire dalla crisi, su che cosa impostare la propria rigenerazione. Sicuramente, per Udine, nella cura e nella promozione del patrimonio culturale ci sono risposte decisive a questa domanda. Grazie ancora una volta all’azienda Danieli, eccellenza produttiva del nostro Paese con la quale rinnoviamo la nostra collaborazione, per aver deciso di sostenere e accompagnarci in questo percorso. È fondamentale – conclude – che aziende private e amministrazioni pubbliche continuino ad essere fianco a fianco nel costruire nuovi modelli per questo territorio”.

Ma vediamo nel dettaglio le opere oggetto degli interventi, che, come ricordato, saranno resi possibili grazie a un finanziamento della Danieli di 54 mila euro attraverso l’Art Bonus, l’agevolazione fiscale voluta dal Governo e riconosciuta a tutti coloro che effettuano un’erogazione liberale a sostegno della cultura. Dopo il primo restauro, effettuato sempre dalla Danieli, sulla statua della Giustizia in occasione della mostra “Paradoxa”, così da sfruttare già l’impalcatura dell’installazione collegata alla mostra, i lavori interesseranno ora anche le altre quattro statue in pietra presenti sul terrapieno. Si tratta del Monumento alla Pace di Campoformido, delle sculture raffiguranti Ercole e Caco e della colonna con leone Marciano. A queste si aggiunge anche la fontana di Giovanni Carrara che si trova sul lato sinistro dello stesso terrapieno.

Monumento alla Pace di Campoformido
La statua in pietra d’Istria è opera dello scultore piemontese Giovanni Battista Comolli realizzata per ricordare il trattato di Pace del 1797 tra Napoleone Bonaparte e il Regno Austro Ungarico. La scultura fu portata a Campoformido nel 1813, da lì trasferita a Udine nel 1819 e collocata nell’attuale ubicazione. Il basamento cilindrico in pietra d’Istria è opera dell’udinese Michele Zuliani, detto il Lessano, e poggia su uno zoccolo ottagonale incluso dalle scale semicircolari, anch’esse oggetto dell’intervento, che conducono dal piano della piazza alla salita al Castello congiungendosi a muretti intonacati incorniciati da pietra, inclusi nell’intervento. L’ultimo restauro risale al 2000 con lavori di pulitura, consolidamento, stuccatura e stesura di consolidante su tutte le parti lapidee. Attualmente la statua è deturpata da depositi superficiali che la anneriscono. Si nota, infatti, una crescita di vegetazione superiore tra i conci. Il basamento è deturpato poi da scritte e le stuccature realizzate nel corso dell’ultimo restauro si sono in parte staccate.

Le sculture raffiguranti Ercole e Caco, per gli udinesi Florean e Venturin
Le statue seicentesche di Ercole e Caco, per gli udinesi Florean e Venturin, sono state realizzate in pietra d’Aurisina da Angelo de Putti. In origine erano collocare nel Palazzo Della Torre in piazza XX , ma nel 1717 il Consiglio dei Dieci ordinò di distruggere il palazzo. Le statue vennero salvate e portate nella Piazza Contarena, ora Piazza Libertà. Le due statue sono state oggetto di restauro nel lontano 2007 a causa della pietra resa porosa dal dilavamento delle acque meteoriche, terreno ideale per la crescita biologica di alghe e licheni dal colore grigio nero attualmente visibili su gran parte delle superfici. Attualmente, dunque, le sculture appaiono scurite in superficie e la disomogeneità delle macchie interferisce con la lettura del modellato. La loro superficie è molto scabra ed erosa, mentre i basamenti, anch’essi oggetto dell’intervento insieme ai gradini, hanno subito più interventi conservativi con sostituzioni di parti.

La colonna con leone Marciano
La colonna Venne eretta il 15 novembre 1539 ma il Leone di San Marco fu distrutto nel 1797sotto il dominio francese. Riscolpito da Domenico Mondini, su disegno di Giuseppe Masutti, il 7 agosto 1883 fu collocato sul fusto in pietra grigia di Timau. I quattro gradini del basamento, anch’essi oggetto dell’intervento, sono in pietra piasentina. Qui l’ultimo restauro risale al 1997 quando un intervento venne eseguito con una pulitura delle superfici, il consolidamento di parti ammalorate e con il fissaggio di frammenti, la stuccatura di fessure e fratture e un trattamento superficiale con protettivo. Ora si ripropongono i problemi che avevano condotto al quel restauro, in quanto si notano depositi superficiali coerenti e un annerimento generalizzato che potrebbe essere imputato all’alterazione del protettivo.

La fontana di Giovanni Carrara
La fontana di Piazza Libertà, l’antica piazza Contarena, realizzata su disegno da sempre attribuito a Giovanni da Udine, come la fontana in piazza San Giacomo, è progetto documentato (1542) dell’ingegnere bergamasco Giovanni Carrara. La fonte cinquecentesca si eleva con uno zoccolo a tre gradini sopra la quale si sviluppa una vasca circolare con specchiature rettangolari, l’elemento verticale è costituito da una candelabra che regge due bacili sovrapposti, di dimensioni maggiori e bombato quello inferiore, baccellato e più piccolo quello superiore.
L’acqua sgorga all’apice della candelabra nella coppa superiore, di qui defluisce per tracimazione nella vasca maggiore da cui fuoriesce attraverso tre gocciolatoi una forma di protomi leonine in bronzo per ricadere nella vasca del basamento. A protezione di questa vasca è posta una ringhiera in ferro, certamente non originale, ma documenta già nelle incisioni settecentesche della piazza. Forse già a quell’epoca sono riferibili le fodere in piombo, con funzione “antigeliva” all’interno delle vasche e all’estremità della candelabra da dove esce lo Zampillo, si tratta di manufatti apparentemente in buono stato di conservazione. Un’ulteriore aggiunta alla fontana cinquecentesca è la parte sottostante i tre gradini d’accesso che si estende fino al piano stradale scendendo sei gradini, dove sono presenti tre mascheroni che sputano l’acqua in piccole vasche sottostanti. Tutto il complesso compreso tra il piano stradale e il piano di calpestio della piazza oggetto dell’intervento. Il Comune di Udine, già nel 1993, aveva presentato alla Soprintendenza una Relazione sullo stato di conservazione e aveva chiesto il nulla osta per un progetto di restauro.
Attualmente l’intero manufatto si presenta in cattivo stato di conservazione e i due bacili e la vasca sono esternamente ricoperti da uno strato di depositi calcarei, da muschi e licheni e da incrostazioni dovuti alla percolazione delle acque e all’inquinamento ambientale.

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