Bearzi

Absolute Poetry 7/10 ott – Monfalcone

GIOVEDI’ 8 OTTOBRE – TEATRO COMUNALE

MARY BARBARA TOLUSSO
(Italia)

Un anti-lirismo che ricorda a tratti la malinconia dimessa dei crepuscolari e allo stesso tempo il cinico sezionamento del quotidiano di stampo minimalista, in cui impoeticamente emerge un io turbato, pressato dal tempo, dalle maschere sociali, dal non-sense del vivere, nella certezza che l’unica vita realmente vissuta sia la letteratura: tutto è posto, inevitabilmente, alla stessa – insensata – altezza. Un linguaggio essenziale, fermo, incisivo, accorato e allo stesso tempo ironico, che rifugge da ogni effusione lirica e contribuisce a fare, della sua poesia, una delle più interessanti nel panorama italiano contemporaneo.
Vive tra Trieste e Milano dove lavora come giornalista. Dal 1998 si occupa di teatro e di letteratura per le testate “Il Piccolo” e “Il Gazzettino”. Dal 2005 collabora con una rubrica di poesia al nuovo Almanacco dello Specchio (Mondadori). Ha pubblicato le raccolte poetiche Cattive maniere (Campanotto, 2000), L’inverso ritrovato (Lietocolle, 2003, Premio Pasolini 2004) e la biografia romanzata Senza titolo. Appunti di vita di Carlo Ciussi (Campanotto, 2000), nel 2008 una sezione da Il freddo e il crudele è stata pubblicata nell’Almanacco dello Specchio (Mondadori). Sue poesie sono state tradotte in tedesco, sloveno, inglese e spagnolo. Di prossima uscita il romanzo L’imbalsamatrice (novembre 2009).

EURIG SALISBURY
(Galles)

La poesia gallese negli ultimi decenni sta conoscendo una crescente fioritura di autori di talento. Tra questi si annida il giovane Eurig Salisbury, che porta avanti con coraggio un lavoro di recupero del cynghanedd, arte poetica secolare basata su un complesso modello di allitterazioni, rime e consonanze. La sua poesia indaga in particolare la condizione della gente che vive il Galles di oggi, una terra che sta attraversando anni di mutazioni della propria identità, storia e cultura.

E’ nato a Cardiff per poi trasferirsi con la sua famiglia nel villaggio di Llangynog, vicino Carmarthen, in Galles. Ha cominciato ad apprendere, a soli tredici anni e da autodidatta, l’arte complessa e antica del cynghanedd. Ha vinto premi in molti Eisteddfods (festival culturali gallesi). Il suo primo volume di versi, Llyfr Glas Eurig (Il libro blu di Eurig), è stato edito nel 2008. E’ stato inoltre uno dei giovani poeti gallesi a cui è stata dedicata una trasmissione dal programma ‘Saith Bardd’ (Sette Soeti). E’ ricercatore presso il Centre for Advanced Welsh and Celtic Studies a Aberystwyth, dove si sta occupando dell’opera di un celebre poeta gallese del secolo XV, Guto’r Glyn.

ADRIANO PADUA
(Italia)

Siamo in presenza di una poesia scandita e di una poetica e un’ideologia esposte a chiare lettere. Un verso immediatamente riconoscibile, dal carattere acido e antilirico. La parola (partorita come cellula mancante, monca) prende corpo nel ritmo martellante e ossessivo, nell’iterazione di sequenze foniche che si rincorrono, e sgorga da un ammasso di rottami e ingranaggi, cercando lo scarto, il cortocircuito ritmico-semantico, la protesta.

E’nato a Ragusa il 6 luglio 1978, dove vive. Laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Siena, si occupa di mezzi di comunicazione di massa, pubblicità, informazione e organizzazione di eventi culturali. È gestore del blog collettivo www.absolutepoetry.org e ha collaborato con numerosi quotidiani e riviste, nazionali e locali. Ha pubblicato Scansione (meccanica) della notte (in Poesia del dissenso 2, Joker, 2006), Romanzo (in Specchio poetico, Fara, 2006), Frazioni (GAMMM e-books, 2008), Le parole cadute (d’if, 2008), Alfabeto provvisorio delle cose (Arcipelago, 2009) e una plaquette bilingue fuori commercio per le ed. della libreria italo-francese Voyelles di Torino insieme al poeta e performer francese Catel Tomo. In uscita La presenza del vedere (ed. Polimata). È stato tradotto in inglese, francese e sloveno.

MARIA VALENTE
(Italia)

La poesia di Valente parte dalla consapevolezza che al reale ci si accosta solo approssimando, rinunciando agli alibi e alla infondate certezze, sempre sedotti dall’antica follia, tutta poetica, di cambiare il mondo o rifare la vita, scombinando il pensiero (dominante), i tempi, i percorsi in un fitto gioco di allusioni e rimandi, e provando a non cedere né a tentazioni geometriche rassicuranti, né alla fede in un caos superiore, né al trucco dell’intellettuale diffidente nei confronti di una poesia che voglia far concorrenza alla vita.

Nasce a Capua nel 1978. Studia Lettere Classiche alla Federico II, ma abbandona gli studi, prima della laurea. Tra i suoi insegnanti: Gabriele Frasca e Giancarlo Alfano. Un incontro fortuito con i poeti Luigi Nacci e Christian Sinicco la condurrà in Friuli dove, nel 2005, vince il Primo Trieste Poetry Slam e conosce Lello Voce, il maestro più importante. Nel 2007, a Perugia, grazie allo staff e alla disponibilità di Isabella Bordoni, realizza l’installazione del proprio testo Blu Organico. Viaggia ancora per ascoltare dal vivo altri, numerosi poeti da lei stimati, (gruppo Gammm, F. Buffoni, F. Fusco, A. Raos, Inglese, F.Forlani) approfondendo contemporaneamente gli studi: poesia italiana e straniera, saggistica, arti visive, teatro, body art. E’ co- redattrice di www.absolutepoetry.org.

MURRAY LACHLAN YOUNG
(Regno Unito)
Tromba: Mario Fragiacomo

Feroce, caustico, ironico, già un mito oltre Manica, dove le sue performance sono seguitissime, Murray Lachlan Young affresca, con un linguaggio patinato, mai volgare, e un piglio sarcastico tipicamente anglosassone, un mondo affollato di club radical-chic della società dello spettacolo, modelle e cocainomani, critici d’arte snob e popstar paranoiche, e allo stesso tempo bambini ciccioni, papà macellai, extraterrestri che invadono il giardino di casa e danneggiano i decantati prati della borghesia inglese: una pletora di personaggi surreali a cui Lachlan Young dà corpo non solo con le sue parole, ma anche con il suo corpo, i suoi gesti e la sua voce, puntando a una poesia spiccatamente pop.

Nato a Washington da madre inglese e padre scozzese. Si è laureato all’University College di Salford e vive nel Regno Unito. Ha esordito a metà degli anni ’90 nella scena underground della musica e del cabaret londinese, per poi raggiungere un’immediata celebrità grazie alla collaborazione con la band Morcheeba e alle partecipazioni su MTV. Nel 1997 ha pubblicato il volume di versi Casual Sex and Other Verse (tradotto in italiano e edito nel 1998 da Bompiani). Da allora le sue performance hanno solcato i palchi dei festival più prestigiosi d’Europa e degli Stati Uniti, anche insieme ad artisti come Pet Shop Boys, The Pretenders, Julian Cope.

www.murraylachlanyoung.com

PATRIZIA VALDUGA
(Italia)

Patrizia Valduga è una fra le voci più significative della poesia contemporanea italiana. Originale interprete della crisi che segna la poesia moderna, insieme a una continua ricerca sul linguaggio si appropria di temi (l’amore e la morte, i sensi e il dolore) e forme metriche antichi per riproporli secondo modalità del tutto inconsuete, letterarie e fisiche insieme.

Patrizia Valduga, nata a Castelfranco Veneto nel 1953, vive a Milano. Poetessa e traduttrice, ha pubblicato: Medicamenta (Guanda, 1982), La tentazione (Crocetti, 1985), Medicamenta e altri medicamenta (Einaudi, 1989), Donna di dolori (Mondadori, 1991), Requiem (Marsilio, 1994), Corsia degli incurabili (Garzanti, 1996), Cento quartine e altre storie d’amore (Einaudi, 1997), Prima antologia (Einaudi, 1998), Quartine Seconda centuria (Einaudi, 2001), Manfred (Mondadori, 2003), Lezione d’amore (Einaudi, 2004) e la postfazione a Ultimi versi di Giovanni Raboni (Garzanti, 2006). Ha tradotto, fra gli altri, John Donne, Stéphane Mallarmé, Tadeusz Kantor, Paul Valéry e, per il teatro, Molière, Shakespeare, Cocteau, Céline, Beckett. Nel 1988 ha fondato il mensile Poesia, che ha diretto per un anno.

Io mi arrendo,
congedo i miei soldati,
la mia legione di sogni
e di versi.
Combattete per altri
disarmati,
vincete in verità,
miei sogni in versi

SAM KARPIENIA TRIO
(Francia)

Direttamente dal cuore mediteraneo e occitano di Marsiglia arriva il musicista francese Sam Karpienia. Accompagnato dalla mandola di Daniel Gaglione e dalle percussioni di Mathieu Goust, presenta il suo nuovo album, Extatic Malancòni, recentissima uscita discografica densa di emozioni forti e folgorante parossismo musicale. La sua intensa poesia, in occitano o in francese, si fonde alla perfezione con la trance delle mandole, toccando ora i ritmi burleschi di uno chaâbi futurista, ora le distorsioni crude di un rock devastante.

Sam Karpienia inizia la sua carriera a Marsiglia negli anni Novanta dando vita al progetto Kanjar’oc, ispirato a uno stile che lo avvicina all’allora in voga punk-rock. In seguito inizia una collaborazione con il grande musicista marsigliese Manu Théron, rappresentante illustre della musica polifonica tradizionale. Insieme ancora oggi dividono il palco con il progetto Gacha Empega. Ma il suo progetto musicale più conosciuto sono i Dupain, formazione marsigliese che si è resa famosa cantando in occitano, recuperando le tradizioni musicali e innervandole di nuove sonorità, creando quello che essi stessi chiamano “tradinnovazione”. Insieme per circa 10 anni, l’ultimo album dei Dupain, Les vivants, è del 2005. Il suo nuovo e recente progetto Sam Karpienia Trio è fatto di rock mediterraneo intenso e acceso. Le mandole elettrificate si sostituiscono alle tradizionali chitarre, e fondendosi con la voce tipicamente flamenco di Sam Karpienia, producono un suono elettrico, mediterraneo e singolare. Un tipo di musica mediterranea fino ad adesso inalscoltata, che sa creare momenti di intensità come accendere il fervore popolare: in varie forme innovativa e universale.

VENERDI’ 9 OTTOBRE – TEATRO COMUNALE

MATTEO DANIELI e FURIO PILLAN
(Italia)
musiche e effetti sonori dei Baby Gelido:
Daniele e Stefano Mastronuzzi

2t or 2l
“Non v’illudete stranieri d’aver trovato l’amore…” così comincia “2t or 2l”, esperimento performativo che, partendo da una visione generale e superumana del mondo, scende verso una dimensione terrena e personale. 2t or 2l? Attraverso un intreccio poetico vocale tra ripetizioni, effetti, disturbi sonori, la ricerca della risposta diventa performance.

Matteo Danieli è nato a Trieste nel 1974 e vissuto a Roma, ha partecipato a slam, eventi teatrali e reading in centro e nord Italia. Nel 2007 ha pubblicato Genetica della stanza e nel 2008 è entrato nel progetto di poesia performativa Il volo del calabrone, in cui esegue il proprio materiale con il supporto musicale del duo Baby Gelido. A tutt’oggi continua a lavorare sulla fusione tra musica e testi poetici.

Furio Pillan è nato a Roma nel 1975, vive a Trieste. Poeta e performer, dal 2004 è presidente del gruppo “Gli Ammutinati”. Presente in diverse antologie, nel 2008 ha pubblicato la raccolta poesie ad olio. Ha partecipato a festival e poetry slam e ideato uno spettacolo tra arte e scienza dal titolo “Del tempo e di altre invenzioni”, i cui testi sono contenuti ne Il volo del calabrone.

JIMI LEND
(Austria)

Jimi Lend è uno dei giovani poeti emergenti nella scena del poetry slam austriaco. A teatro porterà una breve storia della sua formazione poetica, cadenzata da rabbiosi ma allo stesso tempo carichi di speranza flussi di spoken word che, partendo dagli alti e bassi dell’amore, arriveranno a denunciare le politiche della globalizzazione. Lend lavora sotto l’etichetta “Vitamine della Società”, che persegue l’idea di un network internazionale di artisti impegnati a diffondere l’arte come nutrimento per il corpo sociale globale.

Jimi Lend – il cui vero nome è Johann Wolfgang Lampl – è nato nel 1980 a Eibiswald (Austria). Dal 1999 al 2003 ha studiato recitazione all’Università di Musica e Arti di Graz, periodo in cui ha fondato i “Little Drama Boyz”, per sviluppare e mettere in scena opere teatrali indipendenti. Nel 2003 si è trasferito a Vienna, dove è entrato nel mondo del poetry slam, assumendo lo pseudonimo di Jimi Lend, divenendone in breve tempo uno dei protagonisti e un organizzatore a sua volta – ha inventato anche nuovi formati di slam, come il Drama Slam e l’Acceleration Slam, che ha presentato di recente anche a Berlino e San Pietroburgo. Poeta, scrittore e performer, continua inoltre a fare l’attore, a teatro e al cinema, ed è il cantante della band “Lickedeela”.
http://www.myspace.com/jimilend

YOLANDA CASTAÑO
(Spagna)

Le lingue minoritarie europee stanno fornendo negli ultimi anni risultati importanti per la forza, l’espressività, la qualità poetica e la capacità di scardinare i paradigmi della tradizione. E se è vero che la poesia galiziana produce oggi proposte dotate di una di quelle freschezze che solo ai margini delle culture maggioritarie può sgorgare, Yolanda Castaño – Premio Nazionale della Critica 1999 – incarna senza dubbio una di quelle freschezze.

E’ nata a Santiago de Compostela nel 1977. E’ laureata in Filologia. Poetessa e videomaker, partecipa spesso a convegni, è collaboratrice di vari giornali e riviste della Galizia ed è co-conduttrice di un quiz culturale giornaliero nella televisione galiziana. E’ stata segretaria generale dell’Associazione di scrittori in lingua galiziana, direttrice della Galleria Sargadelos di La Coruña e fondatrice di una casa editrice di poesia per autori emergenti. Ha dato luogo a diverse esperienze di fusione tra poesia e mezzi plastici, audiovisivi e musicali. Ha pubblicato Elevar as pálpebras (1995), Delicia (1998), Vivimos no ciclo das Erofanías (1998, Premio della Critica Spagnola 1999), Edénica (2000), O libro da egoísta (2003), Libro de la egoísta (2006) e Profundidade de campo (2007, XV Premio Espiral Maior).
www.yolandacastano.com

TASLIMA NASREEN
(Bangladesh)

Nata a Mymensingh il 25 agosto 1962, è una famosissima scrittrice ed intellettuale bengalese, ma prima ancora è stata medico e attivista per i diritti umani. Da molti anni in esilio per i suoi scritti laici e in difesa dei diritti delle donne, svolge un’intensa attività letteraria, con libri di poesia, saggi, romanzi, scritti giornalistici. I suoi libri e il suo pensiero spesso hanno provocato reazioni violente, ma lei non ha mai smesso di dare voce alle proprie idee, né ha smesso di scrivere nella propria lingua, il bengali.

All’inizio della sua carriera letteraria, quando ancora praticava la medicina (ginecologa e anestesista in un ospedale universitario), Taslima Nasreen si è dedicata principalmente alla poesia scrivendo, tra il 1986 e il 1993, una dozzina di raccolte, che spesso toccavano i temi dell’oppressione femminile nelle società islamiche. Inizia a scrivere prosa  nei primi anni Novanta, realizzando 3 raccolte di saggi e 4 romanzi, prima della pubblicazione nel 1993 del romanzo che le cambierà l’esistenza, Lajja (Vergogna!, Mondadori, 1996), racconto delle persecuzioni subite da una famiglia indù da parte della maggioranza mussulmana. In seguito alle minacce e agli attacchi ricevuti, è costretta all’esilio. Vivendo prima in Europa, poi negli Stati Uniti e in India, Taslima Nasreen ha continuato a scrivere e a ricevere minacce. Dal 2002 ha iniziato a scrivere la sua autobiografia, storia esemplare di una donna nella società bengalese, che conta a oggi 5 volumi. Vincitrice di molti riconoscimenti per la sua attività di intellettuale e scrittrice, tra cui il Premio Sakharov per la libertà di pensiero, ha scritto oltre trenta libri tradotti in più di venti lingue.

TIZIANO SCARPA
(Italia)

Tiziano scarpa, romanziere, poeta e drammaturgo, è uno dei più famosi e affermati scrittori italiani nati negli anni Sessanta. Negli ultimi anni si è distinto come uno degli intellettuali più attivi sulla scena letteraria e culturale, e nel 2009 ha vinto con il romanzo Stabat Mater (Einaudi) l’ambito Premio Strega. Abile performer, con le sue letture gira l’Italia e l’Europa.

Nato a Venezia nel 1963, ha esordito nel 1996 con il romanzo Occhi sulla Graticola (Einaudi), a cui è seguita nel 1998 la raccolta di racconti Amore® (Einaudi). Alternando vari lavori teatrali e radiofonici, tra cui il libro di interventi e saggi Cos’è questo fracasso? (Einaudi, 2000) e il programma radiofonico Pop corn (RadioRai, in collaborazione con Neri Marcorè), ha pubblicato nel 2001 il suo primo libro di poesia Nelle galassie oggi come oggi. Covers (con Raul Montanari e Aldo Nove, Einaudi). Nel 2002 porta a teatro Nel laboratorio di Lady Frankenstein. Del 2003 è il romanzo Kamikaze d’Occidente (Rizzoli), del 2004 la raccolta di aforismi Corpo (Einaudi). Del 2005 sono tre spettacoli teatrali (Comuni mortali, Gli straccioni, Il professor Manganelli e l’ingegner Gadda), e il poema Groppi d’amore nella scuraglia (Einaudi). Del 2006 è la raccolta di scritti e interventi Batticuore fuorilegge (Fanucci). Nel 2007 ha pubblicato un nuovo libro di microstorie accompagnando le illustrazioni di Massimo Giacon, Amami (Mondadori). L’ultima raccolta di poesia è del 2008, Discorso di una guida turistica di fronte al tramonto (Amos edizioni). Come detto nel 2008 pubblica il romanzo Stabat Mater, con cui l’anno seguente vince lo Strega.

TRAN QUANG HAI
(Vietnam)

Etnomusicologo, musicista e compositore Tran Quang Hai è forse il più grande e importante interprete al mondo del canto armonico, o canto difonico (overtones), tecnica vocale di origine sciamanica che permette l’emissione simultanea di due note, praticata in Tula, in Mongolia, in Siberia, in Sudafrica. Dotto conoscitore delle tradizioni musicali dell’estremo oriente, è performer di straordinaria forza e originalità.

E’ nato in Vietnam nel 1944. Proveniente da una famiglia che conta cinque generazioni di musicisti, Tran Quang Hai ha studiato prima al Conservatorio di Saigon e in seguito ha perfezionato la pratica e la teoria della musica orientale seguendo gli insegnamenti del padre, Tran Van Khe, presso Centro di Musica Orientale di Parigi. Polistrumentista, suona oltre 15 strumenti musicali vietnamiti, cinesi, indiani, iraniani, indonesiani ed europei. Negli anni ’70 ha appreso le tecniche del canto “khöömei”, molto diffuso a Tuva e in Mongolia, che poi ha raccontato nel film Le chant des armoniques (Il canto degli armonici), facendolo approdare e conoscere nel mondo occidentale. Nel 2002, in Francia, è stato insignito del titolo di cavaliere della Legion d’Onore. Negli anni è stato inoltre maestro di artisti come Demetrio Stratos, David Hykes, Meredith Monk, Roberto Laneri. Si è esibito in oltre 2.500 concerti in 45 paesi, contribuendo all’introduzione della tecnica difonica nella musica contemporanea.

LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
(Italia)

Le luci della centrale elettrica è il nome cha ha dato al proprio progetto musicale il cantautore ferrarese Vasco Brondi. Uscite per la prima volta nel 2007, le sue canzoni rappresentano ancora oggi una delle migliori produzioni musicali indipendenti del decennio. Innervandosi su un impianto cantautorale solido e variegato la qualità poetica dei testi è il tratto innovativo della sua proposta, che si apprezza immediatamente per l’estrema facilità con cui va incontro all’ascoltatore senza proporgli soluzioni facili.

Chitarra e Voce : Vasco Brondi
Violoncello : Daniela Savoldi
Violino : Rodrigo D’Erasmo

Le luci della centrale elettrica inizia a circolar nel febbraio del 2007 come demo autoprodotto dallo stesso Vasco Brondi, che aveva iniziato a far conoscere le proprie canzoni anche grazie all’omonima pagina su myspace, e al suo blog Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero, in cui scrive quasi quotidianamente storie e descrizioni. La demo circola, e riceve buoni riscontri di critica e di pubblico. Nel maggio 2008 sempre sotto il nome de Le luci della centrale elettrica pubblica il suo album d’esordio Canzoni da spiaggia deturpata, prodotto da Giorgio Canali, riprendendo alcune canzoni dal precedente demo. Il disco riceve un’ottima accoglienza di pubblico e critica, tanto da vincere nel 2008 la Targa Tenco come Miglior Opera Prima cantautorale. A questo riconoscimento si aggiungono il Premio P.I.M.I. e M.E.I. come rivelazione dell’anno, e il Premio Fuori dal Mucchio 2008 della rivista «Il mucchio selvaggio». A metà ottobre del 2009, edito da Baldini e Castoldi, uscirà il primo libro di Vasco Brondi, Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero, che raccoglie molto del materiale scritto sul suo blog.
SABATO 10 OTTOBRE – TEATRO COMUNALE

HEDOI ETXARTE
(Paesi Baschi)

Bernardo Atxaga è sicuramente l’autore più noto dell’odierna letteratura basca. Negli ultimi decenni però altri nomi sono emersi, anche tra le generazioni più giovani, che hanno fatto proprio il bisogno di usare il basco come lingua di comunicazione quotidiana e di ricerca artistica. E’ il caso, ad esempio, di Hedoi Etaxrte, poeta poco più che ventenne che si è subito fatto a notare con il suo primo libro di versi, introdotto da un altro talentuoso trentenne, Harkaitz Cano.
A teatro leggerà i suoi testi accompagnato da musiche che spaziano dal cantautore Mikel Laboa all’elettronica araba.

E’ nato a Pamplona (Paesi Baschi) nel 1986. Sta per laurearsi in Traduzione e Interpretariato e diplomarsi in violino. Ha suonato in molti paesi europei ed asiatici ed è stato membro della Giovane Orchestra Basca. Suzko Lilia (Giglio di fuoco) è il suo primo libro di poesie, pubblicato dall’editore Susa nel 2008: con un’estetica e un’ideologia surrealista, e un linguaggio in cui si innestano giochi linguistici e prestiti da altre lingue, Giglio di fuoco indaga l’incompatibilità tra i valori borghesi della coppia e la distanza che il mercato, ai nostri giorni, impone.
www.myspace.com/hedoietxarte

BASTIAN BÖTTCHER
(Germania)

Bastian Böttcher è salito alle ribalte dello scenario poetico europeo nel 1997, grazie alla vittoria nel primo Poetry Slam Tedesco, tenutosi a Berlino. Da lì in poi il poetry slam ha spopolato in Germania, arrivando a conquistare fette vaste di pubblico, anche in televisione, e dando a Böttcher una grande notorietà . La spiccata dimensione performativa non gli impedisce di elaborare versi che, se da una parte irrompono per il loro ritmo, dinamicità e presa diretta con lo spettatore, dall’altra dimostrano una ricerca sofisticata, sia nello stile che nelle scelte linguistiche.

Bastian Böttcher è nato a Brema nel 1974 e vive a Berlino. Ha vinto numerosi poetry slam, è stato invitato in festival letterari di tutto il mondo e, sebbene le sue performance integrino il video e la musica, il centro rimane lo spoken word. Ha pubblicato nel 2004 il romanzo Megaherz e nel 2006 il volume di poesia Dies ist kein Konzert (Voland&Quist, 2006). Böttcher non ha solamente introdotto il rap nella scena della poesia tedesca, ma ha anche contributo, come nell’album Poesiealbum (Indigo/OP23), a contaminare l’hip hop con elementi lirici. L’interesse per una fruizione multimediale delle sue opere l’ha inoltre dimostrata nel pubblicare Poetry Clips, una raccolta di videopoesie realizzata con il gruppo dello spokenwordberlin ed in particolare con il sodale Wolf Hogekamp.
www.basboettcher.de

CHIARA DAINO
(Italia)

La poesia di Chiara Daino è di natura spiccatamente teatrale/musicale. Scritta per essere detta – la performance è scandita da basi, timbriche e suoni – propri dell’Heavy Metal e dell’Hard Rock. La messa-in-scena amalgama: Musica e Voce e Recitazione, in nome di un singolare riesame del concetto “Poesia”. Il corpo dell’Attore diventa il corpo del Testo e viceversa, per potenziare, contaminandolo, il messaggio che intende trasmettere.

Chiara Daino, nata a Genova il 5 marzo 1981, alterna produzione autoriale e attività attoriale. La sua natura performativa è segnata dalla Musica e dai suoi trascorsi di cantante Heavy Metal. Tra le pubblicazioni: Retroguardie (2009, poesia), Le Altre forme delle donne (2009, poesia); Dead City Radio (di Luca Salvatore, 2008, traduzioni); Lulù (n Rac-Corti, 2007, drammaturgia); La Merca (2006, romanzo); Permis de traduir (in Animaelegentes, 2006, commedia); inversiOn (traduzione silloge poetica di Massimo Sannelli, 2007). Tra gli spettacoli: Il baule di Viv (one woman act, tributo a Vivien Leigh, per i testi di Massimo Morasso); Su un Io Colonna (one woman act, per le poesie di Emily Dickinson), 11.30 non ho preso l’Optalidon (cut-up da Pasolini e altri, 2007).
www.chiaradaino.it

HUMBERTO AK’ABAL
(Guatemala – lingua k’iche’)

Nato a Momostenango nel 1952, Humberto Ak’abal è un poeta guatemalteco divenuto famoso grazie alla sua originale poesia scritta e cantata nella lingua maya k’iche’: scelta particolarmente significativa all’interno della storia e della letteratura latinoamericana abituate a ignorare se non distruggere cultura materiale e immateriale delle civiltà indigene. La lingua k’iche’ gli permette di sperimentare una poesia che incontra la suggestione ancestrale delle cose della natura proprio attraverso la loro voce, sviluppandosi in un linguaggio poetico gutturale e ricco di onomatopee.

Senza rinunciare alla scelta di scrivere poesia in lingua k’iche’, tra il 1990 e il 2005 ha pubblicato numerose antologie bilingue (k’iche’ – spagnolo): Ajyuq’ El animalero (1990), Guardián de la caída del agua (1993), Hojas del árbol pajarero (1995), Lluvia de luna en la cipresalada (1996), Retoño salvaje (1997), Desnuda como la primera vez (1999), Gaviota y sueno (2000), Arder sobre la hoja (2000), Con los ojos después del mar (2000), Ovillo de seda (2001), Ajkem Tzij Tejedor de palabras (2001), Aqajtzij Palabramiel (2001), Corazón de toro (2002), Kamoyoyik (2002), El llanto del jaguar (2005). Le sue opere sono state tradotte in Francese, tedesco, portoghese, danese e italiano (Tessitore di parole, Le Lettere, 1998). Ha ricevuto importanti riconoscimenti quali il Premio Quetzal de Oro 1993 dall’associazione guatemalteca di giornalismo; il Premio Continental Canto de America 1998, per scrittori di lingua indigena (Messico) e il Premio Internazionale di Poesia Pier Paolo Pasolini nel 2004.

Si ringrazia la Casa della Poesia di Baronissi e Sergio Lagulli

Con le prime luci dell’alba
la voce dell’uccellino nero
chiama al lavoro:
tz’ukulik
tz’ukulik
tz’ukulik…
Il seminatore
va a lavorare la terra
Lo tz’ukulik
salta di solco in solco
cercando vermetti.
Tz’ukulik
tz’ukulik
tz’ukulik…
È un canto al lavoro
la voce dell’uccellino nero.

GINO PAOLI
(Italia)

Quest’anno a chiudere Absolute poetry ascolteremo la musica di Gino Paoli, uno dei più grandi interpreti e compositori della canzone italiana. Anzi uno degli artisti che più hanno influenzato la musica e la cultura italiana dagli anni Sessanta a oggi, scrivendo canzoni che sono rimaste non solo nella storia, ma nell’orecchio di moltissimi di noi. Proprio come la sua musica, e in accordo con il suo carattere, quello di Gino Paoli sarà un vero e proprio concerto di poesia, il modo migliore per salutare il pubblico di Monfalcone.

Tutti lo credono genovese, e in un certo senso lo è, eppure Gino Paoli è nato più di settanta anni fa proprio a Monfalcone. Ma è a Genova, dove si è trasferito da bambino, che, dopo aver fatto il facchino, il grafico pubblicitario e il pittore, debutta come cantante da balera, e poco dopo fonda una band musicale con gli amici Luigi Tenco e Bruno Lauzi. In poco tempo arriva al successo, e con gli amici musicisti della scuola genovese, nel giro di qualche anno inventa la canzone d’autore, affrancando la canzone italiana dalla musica leggera e dal puro e disimpegnato intrattenimento. Di quel periodo restano indimenticabili canzoni come La gatta, Il cielo in una stanza, Senza fine, Sapore di sale, Che cosa c’è, Vivere ancora. Passando per tanti periodi e tante esperienze, come le numerose partecipazioni al Festival di Sanremo, il successo di Gino Paoli non si arresta da oltre cinque decenni, tanto che nel 2009, anno in cui festeggia i 50 anni sul palcoscenico, torna al pubblico con un nuovo disco di inediti intitolato Storie.

STAGES DI POESIA

4 stage didattici di 4 giorni e un workshop dedicati alle tecniche di composizione di poesia, narrativa, musica. Gli stage, tenuti da poeti, scrittori e artisti di riconosciuta fama propongono a un pubblico di giovani appassionati quella serie di strumenti tecnici e teorici, i cosiddetti ferri del mestiere, che sono alla base di ogni attività di composizione e di creazione. Ogni poeta, scrittore, artista sa bene quanto sia importante l’aspetto artigianale nel lavoro creativo: e proprio l’insegnamento delle diverse abilità artigianali (e relative consapevolezze teoriche) è il punto di arrivo di ogni stage.
Info e iscrizioni: [email protected]

7 -10 ottobre
9,30 -12,30 e 15,00 -18,00
Centro di Aggregazione Giovanile (viale S. Marco, 70)

SCRITTURA CREATIVA IN VERSI
(lo stage si concentra sul riconoscimento della voce e del sistema accentuativo dell’italiano, insegnando a usare la complessa macchina sonora e retorica che è la poesia).
Docenti:
Gabriele Frasca (poeta, saggista, narratore e traduttore napoletano, insegna Letterature Comparate all’Università di Salerno)
Riccardo Held (poeta veneziano, si è distinto per la sua attività di traduttore dal francese, e dal tedesco).

TECNICHE DI NARRAZIONE
(lo stage mostra come da un testo dato si può costruire un nuovo testo narrativo. Le trasformazioni di questo “passaggio di stato” saranno lo stimolo per conoscere la pratica narrativa e i suoi peculiari attrezzi del mestiere).
Docenti:
Wu Ming1 / Wu Ming2 (due dei componenti del celebre collettivo di romanzieri che adotta il nome Wu Ming, “senza nome”).

PAROLA, MUSICA E PERFORMANCE
(nello stage si pratica il concetto di performance in relazione alla poesia, e in seguito il concetto di musica in relazione al silenzio).
Docenti:
Dome Bulfaro (giovane poeta, performer, artista, dirige PoesiaPresente e insegna all’Academia di Belle Arti di Monza).
Canio Loguercio (musicista e compositore lucano, lavora al confine tra i generi, incontrando spesso la poesia, l’arte, il teatro, la radio).

TRADUZIONE POETICA
(lo stage è dedicato tanto alla teoria della traduzione letteraria, quanto, sull’esempio di traduzioni illustri, alla pratica del tradurre).
Docenti:
Franco Buffoni (poeta e traduttore lombardo, dirige la rivista di teoria della traduzione «testo a fronte», è ordinario di Letterature Comparate).
Massimo Rizzante (poeta, saggista e traduttore, insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Trento).

WORKSHOP

10 ottobre 9,30- 12,30 e 14,00-17,00
VOCE, CANTO ARMONICO (workshop di 6 ore, max 20 partecipanti)
(Il workshop si concentra sia sulla tecnica a una cavità orale – come controllare la pronuncia dei differenti suoni vocalici; in seguito alla tecnica a due cavità orali: – come produrre canto armonico o difonico).
Docente:
Tran Quang Hai – Vietnam (Etnomusicologo, musicista e compositore, è il più importante specialista e interprete del canto armonico nel mondo).

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Absolute [YOUNG] sKool
Iniziative nelle scuole

Scuole superiori
Incontri con i giovani poeti del Festival

8 ottobre
I.S.I.S. Liceo Scientifico e Classico “M. Buonarroti” di Monfalcone
Ore 10,00 -12,00
Incontro con Chiara Daino (Italia): Poesia e musica Heavy Metal

9 ottobre
Ore 10,00 – 12,00
Istituto Statale di Istruzione Professionale di Monfalcone
Incontro con Hedoi Etxarte (Paesi Baschi): Identità, lingua, poesia

10 ottobre
Ore 10,00 – 12,00
Istituto Tecnico Commerciale “Einaudi” e Industriale “Marconi”
di Staranzano
Incontro con Eurig Salisbury (Galles): Identità, lingua, poesia

Scuole Elementari e Medie Inferiori di Monfalcone
Laboratori di poesia
6- 9 ottobre
Direzione didattica “Duca d’Aosta”: Docente – Sebastiano Aglieco
Istituto comprensivo “E. Giacich”,   Docente – Luisa Vermiglio /Associazione
Culturale Periferia Nord Est
Istituto comprensivo “G. Randaccio”: Docente – Luisa Vermiglio /
Associazione  Culturale Periferia Nord Est

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