Il Sunsplash se ne va: lunedì si saprà dove

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Tutti i dettagli dalla conferenza stampa di lunerdì 2 novembre dove è stato annunciato l’arrivederci del Sunsplash dal Friuli
Filippo Giunta, Patron del festival Sunsplash si è recato oggi (29/10) dai carabinieri per rispondere all’accusa di agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti. Giunta si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha chiesto un incontro per il prossimo 9 novembre quando presenterà le sue memorie. Lunedì conferenza stampa del direttivo RototomLa conferenza stampa servirà a chiarire gli orientamenti dell’Associazione e a rispondere agli interrogativi di tutte le testate. All’incontro parteciperanno numerosi esponenti del mondo istituzionale regionale.

È l’addio del Friuli al festival. Stupefacenti al Sunsplash. Sotto inchiesta l’organizzatore. Agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti: questa l’ipotesi di reato contenuta nell’avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Tolmezzo a carico del presidente dell’Associazione Rototom Sunsplash Filippo Giunta, organizzatore dell’evento estivo nel parco del Rivellino di Osoppo. Giunta sarà sentito oggi, accompagnato dai suoi legali, dagli investigatori del Nucleo operativo dei carabinieri coordinati dal tenente Fabio Pasquariello.

Sunsplash sotto inchiesta

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In sostanza, gli inquirenti ritengono che all’interno del festival reggae, che in questi ultimi undici anni ha richiamato sotto il forte centinaia di migliaia di partecipanti, fosse consentito quando non addirittura favorito l’uso di droghe leggere. Sostanze leggere sulle quali, sempre secondo gli inquirenti, l’attività di vigilanza da parte del personale incaricato non sarebbe stata esercitata, in quanto essa si sarebbe concentrata esclusivamente sul consumo delle sostanze pesanti.

L’ipotesi di reato è riconducibile alla violazione dell’articolo 79 del Dpr 309/90, contenente il testo unico della legge in materia di disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope. «Chiunque adibisce o consente che sia adibito un locale pubblico o un circolo privato di qualsiasi specie a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope è punito, per questo solo fatto – recita l’articolo – con la reclusione»: pena che può arrivare fino a 10 anni (e con multa fino a 26 mila euro) in base alle sostanze di cui si sia consentito l’uso.

In realtà la sede del Sunsplash, l’ampio parco del Rivellino che il Comune di Osoppo ha concesso all’Associazione Rototom per un mese circa ogni anno, non è un locale chiuso, ma il fatto che il festival si svolga in un’area recintata e interdetta al pubblico non pagante lo avrebbe reso, per gli investigatori, assimilabile a un luogo chiuso. Nel mirino degli inquirenti sarebbero entrate soprattutto le edizioni del 2008 e del 2009, sulle quali si sarebbero concentrate le attività di indagine, coordinate dal procuratore della Repubblica di Tolmezzo Giancarlo Buonocore.

Il presidente dell’Associazione Rototom Giunta sarebbe poi coinvolto (in concorso) anche nell’altra inchiesta, quella sull’i potesi di abuso di ufficio che riguarda in primis il sindaco di Osoppo Bottoni oltre a un medico e due tecnici. In questo caso le violazioni di tipo amministrativo riguardano la concessione dell’i doneità a una serie di stand per la ristorazione che la commissione prefettizia per il pubblico spettacolo aveva ritenuto non rispondere ad alcuni parametri fissati per legge.

Il sindaco aveva allora riunito una commissione ristretta che ritenne ottemperate le prescrizioni e dette il via libera agli stand. Ma quella decisione poteva spettare soltanto alla commissione prefettizia, da qui l’accusa di abuso di ufficio e di falso. Un’ulteriore ipotesi di abuso di ufficio riguarderebbe infine uno spazio adibito a campeggio all’esterno del perimetro recintato del parco.

E adesso migliaia di firme raccolte in poche settimane a sostegno della permanenza del festival in Friuli ormai, in quella che appare come una certezza, non basteranno a trattenere sotto il forte la grande manifestazione dedicata alla musica reggae che aveva fatto conoscere il nome di Osoppo un po’ in tutto il mondo.

La sedicesima edizione, quella del luglio 2009 (l’undicesima a Osoppo), aveva ancora una volta confermato il grande seguito che il festival trova in molti paesi, con 150 mila presenze in dieci giorni, 20 mila in meno però rispetto all’edizione 2008 (un calo registrato soprattutto, secondo gli organizzatori, tra il pubblico dei friulani). Ma era stata un’edizione in cui la presenza (e l’i nsistenza) dei controlli da parte delle forze dell’ordine si era fatta sentire, sempre secondo gli organizzatori, più che mai, tanto da indurre lo staff del festival a esprimere ripetute lamentele e a prospettare per l’edizione 2010 una fuga verso altri siti.

Una “minaccia” che a Osoppo e dintorni è stata vista come una grave perdita per l’economia locale e per il turismo. Sono così partite le raccolte di firme e la mobilitazione di esercenti e commercianti della zona ma anche le prese di posizione del consiglio comunale con un ordine del giorno a sostegno del festival che è stato spedito a Trieste, alla Regione, dove però non si è mai tenuto l’i ncontro richiesto.

Ora tutto questo sembra passare in secondo piano e la decisione degli organizzatori di lasciare il Friuli, al di là degli esiti della vicenda giudiziaria, appare una scelta inevitabile.

( Articolo tratto dal Messaggero Veneto del 29 ottobre 2009 )


PRONTA LA RISPOSTA DELL’ORGANIZZAZIONE DEL SUNSPLASH APPARSA SUL SITO UFFICIALE

SUNSPLASH SOTTO ATTACCO DELLA PROCURA!
Lunedi la conferenza stampa del Rototom.

Il Sunsplash, nella persona del nostro presidente Filippo Giunta, è sottoposto in queste ore a un pesante attacco giudiziario. Il reato contestato è “agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti durante il festival”. Carabinieri e un procuratore locale hanno riesumato l’art 79 della legge Fini Giovanardi (il testo è riportato più sotto) iscrivendo Filippo nel registro degli indagati e combinando questa incriminazione con svariati avvisi di garanzia per abuso d’ufficio rivolti agli amministratori di Osoppo, rei di averci semplicemente concesso l’area del Rivellino. Queste misure hanno l’effetto immediato di rendere giuridicamente IMPOSSIBILE la permanenza del festival in Friuli e di complicare enormemente anche la possibilità di essere accolti in altre regioni italiane.

In sostanza, secondo la polizia giudiziaria udinese e un procuratore di Tolmezzo, il Sunsplash è un luogo da cancellare, un’esperienza da interrompere, un errore da mondare con le misure del codice penale. Negli atti della procura, questa inaccettabile criminalizzazione non si ferma all’esperienza individuale del Sunsplash ma si estende alla musica e alla cultura reggae nel loro insieme: “essendo noto che il luogo diveniva il punto d’incontro di persone che, nel contesto dell’evento musicale e delle connesse suggestioni culturali riconducibili all’ideologia rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijuana, si dedicavano all’utilizzo di droghe” (cit. atti giudiziari).

L’interrogatorio si terrà oggi pomeriggio mentre la conferenza stampa del Rototom è già stata programmata Lunedi 2 Novembre a Udine.

Art. 79 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. Chiunque adibisce o consente che sia adibito un locale pubblico o un circolo privato di qualsiasi specie a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope e’ punito, per questo solo fatto, con la reclusione da 3 a 10 anni e con la multa da euro 3.000 ad euro 10.000 se l’uso riguarda le sostanze e i medicinali compresi nelle tabelle I e II».
29.10.2009

Lunedì nel pomeriggio i prossimi aggiornamenti, subito dopo la conferenza stampa

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