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ADRIATICO-IONICA:SERRACCHIANI,MACROREGIONI ANTICORPI FRAMMENTAZIONE UE

Bruxelles, 12 ott – Oggi realmente “le macroregioni promosse
dalla Ue, come quella Adriatico Ionica/Eusair (cui aderisce anche
il Friuli Venezia Giulia), possono rappresentare l’anticorpo alla
frammentazione dell’Europa”.

Lo ha sottolineato oggi a Bruxelles la presidente della Regione
Debora Serracchiani che è intervenuta, nella sede
dell’Emilia-Romagna, al convegno dedicato ai possibili progressi
della strategia adriatico-ionica a due anni (era il novembre
2014) dal lancio ufficiale di questa quarta strategia europea,
accanto a quelle imperniate sullo scacchiere baltico, quello
danubiano e alpino.

Possibili progressi che però – attualmente – non sembrano tali,
come un po’ tutti hanno sottolineato: dall’assessore regionale
alle Politiche europee dell’Emilia-Romagna Patrizio Bianchi,
secondo il quale “si è ancora alla ricerca di una visione”,
all’europarlamentare Ivan Jakovcic (già presidente della Regione
Istria), per il quale le politiche europee sulla coesione sono
sempre più fragili, all’assessore per le politiche Ue della
Regione Marche, Manuela Bora, al responsabile per i rapporti con
l’Europa dell’isola di Creta, George Alexakis, al presidente
della Regione di Dubrovnik-Neretva, Nikola Dobroslavic, che ha
dichiarato come “ad oggi risultati non se ne vedono, mentre resta
prioritario per l’area adriatica l’avvio di nuovi collegamenti
stradali, ferroviari e marittimi”.

La presidente Serracchiani ha così potuto ribadire che se dunque
a livello Ue è carente la capacità progettuale e di
finalizzazione di risorse finanziarie per “costruire l’Europa”,
la strategica Eusair “ha invece visione e idee, pur non avendo
ancora a disposizione i fondi necessari per sviluppare programmi
e iniziative”.

Eusair (con Regioni di otto Paesi: oltre all’Italia, Albania,
Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro, Serbia e
Slovenia) che non può venire considerata “area periferica” della
Ue, bensì assolutamente centrale in Europa, “che meriterebbe
attenzione proprio dalla Commissione europea, se non lo fanno i
Governi nazionali”.

E nell’ambito dell’Adriatico Ionica “il Friuli Venezia Giulia ha
idee chiare”, ha rimarcato Serracchiani nel corso del convegno,
al quale ha partecipato anche il presidente del Consiglio
regionale Franco Iacop. Ad iniziare dall’esigenza di attuare una
strategia all’insegna di quella che ha chiamato “connettività”,
per il miglioramento dei collegamenti e delle reti di trasporto
ed energetiche.

In questo contesto, ha affermato, un ruolo prioritario deve
essere assunto dal sistema portuale, scali dai quali far partire
i grandi corridoi europei di trasporto, e dal range ferroviario.
“Storicamente – ha ricordato – le rotaie servivano a marcare, a
dividere gli Stati; ora le ferrovie risultano indispensabili per
unire le aree transfrontaliere” all’interno in particolare di
Eusair, “rammendando l’esistente”.

Si deve dunque continuare a credere che politiche regionali e di
coesione possono ancora continuare a “trascinare” verso la Ue
Paesi e regioni che “da soli non ce la possono fare”. Per questo
è necessaria un’iniziativa molto forte da parte della Commissione
europea, anche nei confronti delle grandi macrostrategie di
matrice regionale, in quanto non può più bastare il Piano di
investimenti per l’Europa, il cosiddetto Piano Junker, proposto a
fine 2014.

A maggior ragione proprio nel territorio adriatico ionico
(un’area con 70 milioni di abitanti, “il secondo Paese Ue dopo la
Germania”, come ha ricordato in videoconferenza il
sottosegretario Sandro Gozi, annunciando la positiva posizione
dell’Italia per lo status di Paese candidato della
Bosnia-Erzegovina), che in questi ultimi periodi non può che
definirsi una “zona delicata” sul tema dell’immigrazione lungo
una rotta balcanica che tocca molte regioni Eusair.

“Eusair, infatti – ha rilevato la presidente Serracchiani – può
essere utilizzata per creare quelle condizioni di dialogo che mi
pare stiano mancando a livello di Ue e di Stati sul tema
immigrazione, per ricercare soluzioni anche in termini di
integrazione e accoglienza”.
ARC/RM/ppd

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