Agenda digitale: Panontin, 4 mld euro per banda ultra larga Ita

Udine, 19 gen – La Commissione speciale per l’Agenda digitale
della conferenza delle Regioni e Province autonome, riunitasi
oggi a Roma, ha fatto il punto sullo stato di attuazione della
strategia italiana per lo sviluppo della banda ultra larga (Bul)
evidenziando le richieste da presentare al ministero dello
Sviluppo economico (Mise). Fra queste, l’aggiornamento delle
tempistiche, l’inserimento di clausole di salvaguardia nelle
convenzioni operative con il ministero e un coinvolgimento
informativo e di monitoraggio sullo stato di avanzamento dei
lavori tecnico operativi e finanziari per permettere alle Regioni
di avere un quadro completo della situazione a livello
territoriale.

A darne conto, a conclusione dell’incontro, è stato il
coordinatore della Commissione e assessore alle Autonomie locali
del Friuli Venezia Giulia, Paolo Panontin.

“L’Agenda digitale europea – ha ricordato Panontin – ha definito
con precisione gli obiettivi per sviluppare l’economia e la
cultura digitale in Europa nell’ambito della strategia Europa
2020. Nel quadro dell’Agenda digitale europea, l’Italia ha
elaborato una propria strategia nazionale, individuando priorità
e modalità di intervento. Le risorse disponibili, circa 4
miliardi di euro fra Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr),
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), Fondo per
lo sviluppo e la coesione (Fsc), sono condizionate alla
presentazione di un progetto unitario nazionale il cosiddetto
Grande progetto banda ultra larga (Gp Bul). Dei tre bandi di gara
previsti, ad oggi ne sono stati lanciati due. I bandi in corso
vedono coinvolte 17 Regioni fra cui il Friuli Venezia Giulia”.

I bandi sono stati lanciati dopo la pubblicazione del Piano degli
investimenti per la Bul nelle aree bianche ovvero le cosiddette
zone a fallimento di mercato.

La Commissione ha espresso la necessità di un aggiornamento delle
tempistiche, fino ad ora condivise, e l’evidenza dei prossimi
passi, nel timore che i tempi di avvio dei lavori, al termine
delle procedure di gara, e i target di realizzazione e di spesa
indicati nelle convenzioni non vengano rispettati.

Un’altra richiesta da riportare al Mise ha riguardato un
coinvolgimento informativo e di monitoraggio sullo stato di
avanzamento dei lavori, tecnico operativi e finanziari, per
permettere alle Regioni di avere un quadro completo della
situazione a livello territoriale.

Sugli obiettivi di performance di spesa, visti i ricorsi
pendenti sul percorso delle procedure di gara presentati da
Telecom, Fastweb ed Eolo, è stata proposta un’integrazione delle
convenzioni che preveda una clausola di salvaguardia che tuteli i
territori da eventuali perdite di risorse dei fondi strutturali
per il completamento dei lavori panificati e la messa a
disposizione di risorse nazionali pari alle somme eventualmente
decurtate dalla Commissione alle Regioni.

Un altro punto all’ordine del giorno ha riguardato il
rafforzamento della collaborazione con Assinter, l’associazione
delle società per l’innovazione tecnologica nelle Regioni.

“La collaborazione – ha chiarito Panontin – potrà riguardare lo
scambio e la condivisione di informazioni di utilità reciproca,
ricerche di settore sui rapporti fra azioni nazionali, società
Ict in house regionali, Regioni e Province autonome, la
partecipazione a gruppi di lavoro per il supporto e l’attuazione
delle policy di settore compresa la definizione delle esigenze
degli utenti dei servizi da implementare e la verifica dei
servizi attivati”.

In quest’ottica è stata prevista nell’assemblea di Assinter
Italia la presenza stabile di due rappresentanti delle Regioni e
delle Province autonome espresse dalla Commissione speciale per
l’Agenda digitale per garantire un raccordo istituzionale alle
azioni in corso.
ARC/LP/fc

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