AGRICOLTURA: SHAURLI, AUMENTO EXPORT RAFFORZA PROSPETTIVE VINO

Rauscedo, 8 ott – “Per promuovere verso ulteriori mercati il
vigneto del Friuli Venezia Giulia occorre effettivamente puntare
sulla quantità ma non vanno dimenticate le potenzialità insite
nelle eccellenti peculiarità che caratterizzano le nostre
produzioni”.

Lo ha ribadito l’assessore regionale alle Risorse Agricole,
Cristiano Shaurli, intervenendo alla tavola rotonda “Il valore
delle Doc: cresce la viticoltura, migliora l’economia del Friuli
Venezia Giulia”, organizzato nell’ambito della manifestazione Le
radici del Vino a Rauscedo, capitale europea della produzione
delle barbatelle della vite.

Shaurli ha voluto lanciare un messaggio preciso al mondo
enologico regionale, affermando che per promuovere le grandi
prerogative della nostra terra, non solo vitivinicole ma anche
agroalimentari, occorre saper individuare il target da
raggiungere.

Anche i prodotti di nicchia dei quali il Friuli Venezia Giulia è
ricco possono infatti trovare adeguata collocazione all’estero.
Tutto sta a cogliere l’interesse di chi li può e sa apprezzare e
richiedere, di chi si può fidelizzare anche a gusti a volte
particolari ma strettamente legati al territorio di produzione.
Un percorso che oggi è possibile intraprendere con maggiori
prospettive al traino del grande successo che sta riscuotendo il
Prosecco nel mondo.

Attraverso questo importante strumento di promozione si possono
infatti aprire, come ha ricordato Shaurli, reti commerciali e
occasioni mediatiche e di promozione finora impensabili o
lasciate al caso.

La riflessione di Shaurli partiva dalla considerazione che la
produzione vinicola del Friuli Venezia Giulia rappresenta
soltanto il 2 per cento della produzione italiana e che,
finalmente, nel volgere di un anno, il mondo vitivinicolo
regionale è riuscito ad accordarsi per fare sistema e massa
critica attraverso la costituzione della Doc Friuli e della Doc
Pinot Grigio delle Venezie.

La produzione vinicola regionale che rientra nei disciplinari
delle Doc è pari all’80 per cento: tale dato colloca il Friuli
Venezia Giulia ai vertici in Italia.

Vi sono comunque delle criticità, segnalate dall’assessore
Shaurli. Per esempio, soltanto lo scorso anno è stata superata la
soglia dei 100 milioni di euro nel valore delle esportazioni. Un
traguardo importante, ha affermato l’assessore, perché le
esportazioni sono fondamentali per stabilizzare la redditività
del vigneto regionale.

Ma se le esportazioni del Friuli Venezia Giulia sono aumentate
dell’8 per cento, nel contempo altre regioni le hanno
incrementate in misura esponenziale: il Trentino, che su un
territorio molto limitato produce il 2 per cento del vino
italiano, esattamente come la nostra regione, ha esportato lo
scorso anno un quantitativo di vino di cinque volte superiore
rispetto all’anno precedente. Il Veneto, invece, produce vino sei
volte di più rispetto al Friuli Venezia Giulia, ma ha esportato
un quantitativo di prodotti enologici di quindici volte superiore.

Alla tavola rotonda, svoltasi nel contesto di un fine settimana
dedicato al mondo enologico e all’intera filiera della vite e del
vino, hanno partecipato, tra gli altri, Gabriele Castelli
(ufficio vitivinicolo Alleanza delle cooperative) che ha
sostenuto quanto le doc possano essere uno strumento di rete per
attingere alle provvidenze comunitarie e Giorgio Mercuri
(presidente nazionale di Fedagri Federcooprative) che ha
ricordato come nel primo quadrimestre dell’anno sia aumentato il
valore del vino esportato e, nel contempo, non siano aumentate le
esportazioni.

Mentre Sergio Giacomello, presidente di Fedagri FVG, ha tracciato
una fotografia della situazione delle cooperative del settore
enologico e Pietro Biscontin, presidente del Consorzio delle Doc
FVG, ha illustrato le prospettive di crescita legate allo
sviluppo della filiera enologica regionale.
ARC/CM/fc

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