Albo d'Oro: Serracchiani, sulle trincee costruito un sentiero di pace

Roma, 2 mag – Il significato di un’iniziativa che conferisce
valore alla memoria dei caduti della prima guerra mondiale e dà
l’opportunità alle famiglie di iscrivere nell’Albo d’Oro il nome
del proprio congiunto e di conservarne il ricordo attraverso una
medaglia commemorativa.

Questo lo spirito della manifestazione, organizzata
congiuntamente dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla
Military Historical Center onlus (Mhc), che oggi a Roma ha
vissuto un’altra tappa di un percorso iniziato nel 2014 con la
lettura dei nomi dei caduti della Grande Guerra a Trieste in
piazza dell’Unità d’Italia.

Davanti ai presidenti nazionali delle Associazioni d’Arma,
unitamente a quelli regionali e provinciali del Friuli Venezia
Giulia, la presidente della Regione Debora Serracchiani e il
sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, hanno conferito le
medaglie d’oro alla memoria della Grande Guerra nelle mani dei
discendenti di tre caduti.

“Perché un caduto non sia solo un numero, ma un nome, un cognome
e una storia, che è anche quella d’Italia”, ha detto il
presidente della Mhc onlus Roberto Machella introducendo l’evento.

“Questa iniziativa – ha affermato la presidente Serracchiani – ha
avuto un risvolto umano importante, perché tante famiglie hanno
recuperato una parte del loro passato grazie ad un nome e ad una
medaglia, che in molti casi è l’unica cosa che rimane del parente
caduto nella Grande Guerra”.

La presidente, dopo aver ringraziato il capo di Stato maggiore
dell’esercito Danilo Errico per la partecipazione alla cerimonia,
si è soffermata sul profondo significato di pacificazione che ha
contraddistinto l’iniziativa dell’Albo d’Oro, che ha visto
riconosciuti anche quei caduti italiani che hanno combattuto con
la divisa dell’esercito austroungarico.

“Abbiamo costruito un sentiero di pace dove c’erano le trincee”,
ha affermato la presidente, la quale ha sottolineato il
significato di questo percorso di condivisione transnazionale per
una regione di confine che ha vissuto sulla propria pelle i
drammi dei contrasti e dei conflitti fra i popoli.

In tal senso significativa anche la testimonianza del
sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, il quale ha ricordato
di aver avuto nella propria famiglia due parenti, il nonno e lo
zio, che nella prima guerra mondiale hanno combattuto su fronti
opposti. “Con l’Albo d’Oro – ha detto Rossi – abbiamo ribadito il
nostro no alle divisioni e sì a tutto ciò che ha portato in
Europa settanta anni di pace”.

La giornalista Silvia Vaccarezza, ricevendo il riconoscimento
alla memoria del prozio Ernesto Epifani, ha ricordato con
commozione l’unica testimonianza rimasta alla famiglia del
giovane tenente caduto nel 1916: un orologio, che adesso ha anche
un nome impresso nell’Albo e una medaglia commemorativa.

Hanno ricevuto il riconoscimento anche Salvatrice Schirò e
Fabrizio Fabbrini, entrambi per i rispettivi nonni caduti sul
fronte nella Grande Guerra.

Il prossimo appuntamento con l’Albo d’Oro è fissato per il 20
maggio a Trieste, nell’ex Caserma Duca delle Puglie, per
l’inaugurazione del restaurato monumento ai caduti.
Nell’occasione verranno conferite quindici medaglie d’oro, tra
cui tre alle scuole triestine che portano il nome di Carlo
Stuparich, Scipio Slataper e “Duca d’Aosta”, una alla memoria di
Pietro Apostoli – caduto muggesano con l’esercito autroungarico-
e un’altra al ricordo dell’irredentista Giovanni Naccari che
sacrificò la propria vita combattendo dalla parte dell’Italia.
ARC/GG/ppd

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