“Aldilà”: dal 22 maggio l’arte sacra torna a Illegio

EKTA 12X18 6541Tra i 60 capolavori, dall’antichità al ‘900, che saranno esposti nella mostra internazionale d’arte di Illegio (22 maggio-30 ottobre), vi sarà anche una copia dell’opera “La visione di Ezechiele” di Raffaello Sanzio, di recente al centro di una querelle tra storici dell’arte sull’autenticità dell’originale conservato al palazzo Pitti di Firenze, tra i sessanta capolavori esposti nella mostra “Aldilà. L’ultimo mistero”. La novità è stata illustrata oggi dal curatore scientifico dell’esposizione, don Alessio Geretti, nel corso della presentazione dell’evento svoltasi nella sala del Trono del palazzo Patriarcale di Udine con la partecipazione di monsignor Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, di monsignor Angelo Zanello, arciprete di Tolmezzo e presidente del Comitato di San Floriano, promotore della mostra. “Si tratta di una copia da noi ritrovata a Roma – ha spiegato don Alessio –, appartenente a una collezione privata. Lungi da noi pretendere che si tratti dell’originale – ha aggiunto –, tuttavia è un’opera molto bella che proponiamo all’approfondimento da parte degli studiosi. Anche da Illegio – ha proseguito – può arrivare un contributo perché il rebus sull’autenticità sia finalmente risolto”.

Tante le novità della mostra internazionale d’arte proposta quest’anno a Illegio, sede dal 2004 di una serie di esposizioni internazionali. A cominciare dal tema: le visioni dell’ultraterreno nella storia dell’arte e dell’umanità. “Il tema è importante – ha sottolineato l’arcivescovo – perché è fondamentale nella storia di tutta la civiltà umana, perché è il fulcro della speranza cristiana e perché di estrema attualità: il confronto con il mistero dell’esistenza dà spessore agli affetti e all’esistenza umana”. L’esposizione, come le precedenti ad Illegio, “è una meta spirituale – ha sottolineato monsignor Angelo Zanello -; il Comitato di San Floriano continua con le sue proposte a voler rieducare alla bellezza uno sguardo che sappia cogliere il valore spirituale di ogni realtà. Esprime inoltre – ha proseguito – una reazione positiva alla cultura del nichilismo, dell’individualismo e della banalità. Il nostro intento – ha concluso – è riportare le menti a celesti desideri di speranza e santità”.

Nel percorso di Illegio si inseriscono per la prima volta testimonianze delle civiltà antiche affacciate sul Mediterraneo, dall’egizia alla greca, dall’etrusca alla latina, ma anche una corposa sezione dedicata al Novecento, con autori come Pietro Annigoni, Gino Severini, Salvatore Fiume e le opere emozionanti e drammatiche, che da un lato, ha spiegato don Geretti, “riecheggiano temi e suggestioni evangelici e dall’altro ricostruiscono il senso di smarrimento e di angoscia dell’uomo Novecentesco in un’epoca religiosamente disorientata”. Tra i gioielli dell’antichità, anche “Libro dei morti” egizio su papiro del sec. V-VI a.C.

Sarà inoltre proposta una ricostruzione in scala della Cappella della madonna di San Brizio del Duomo di Orvieto, scrigno dell’arte di grandi maestri italiani da Beato Angelico a Luca Signorelli. Tra le altre opere, provenienti da Musei e Gallerie di tutta Italia ed Europa, alcuni capolavori di maestri italiani dei secoli 16° e 17° come Federico Barocci e il Guercino, e il “Polittico dell’Apocalisse” (1380-90) di Jacobello Alberegno, per la prima volta esposto fuori dalle Gallerie dell’Accademia. L’esposizione è corredata da un importante catalogo (Allemandi&C, Torino) che raccoglie i contributi degli studiosi più raffinati d’Italia e d’Europa sui temi iconografici al centro di “Aldilà”.

La mostra sarà inaugurata domenica 22 maggio, alle ore 16, alla presenza del cardinale Antonio Canizares Llovera, prefetto dalla Sacra Congregazione Vaticana per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. In apertura anche un concerto del Coro del Friuli Venezia Giulia e dell’Orchestra Mitteleuropa Fvg (con l’esecuzione di “Lux Aeterna” di Morten Lauridsen, mentre la mostra sarà accompagnata nel corso dell’estate anche da alcuni spettacoli teatrali legati al tema, su testi di Dante Alighieri e di Jean Paul Sartre (“A porte chiuse”).

La mostra è “gemellata” con l’esposizione “Le monete di Dio”, dal 28 maggio al 30 settembre al Museo della Medaglia di Buia (Udine) in cui saranno esposte per la prima volta al mondo 20 monete originali di proprietà del Vaticano, circolanti nei luoghi e ai tempi di Gesù Cristo. “Pezzi di raro valore – ha detto il sindaco di Buja, Luca Marcuzzo – che possiamo offrire al pubblico grazie alla grande disponibilità della Biblioteca Apostolica Vaticana, con cui abbiamo consolidato rapporto e che curerà anche il ricco catalogo”.

Alla realizzazione della mostra di Illegio “Aldilà. L’ultimo mistero”, organizzata dal Comitato di San Floriano, partecipano: Presidenza del Consiglio dei ministri, Progetto culturale della Chiesa italiana, Arcidiocesi di Udine, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Udine, Fondazione Crup, Comune di Tolmezzo, Carnia 700, Banca di Cividale, Credito Valtellinese, Camera di Commercio di Udine, Comunità Montana della Carnia, Coopca, Arterìa, Arti Grafiche Friulane

La mostra resterà aperta fino al 30 ottobre: da martedì a sabato 10-19; domenica 9.30-19.30. Lunedì chiuso

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