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Alessandra Guerra lascia la Lega e passa con Illy

guerra.jpgLascia la Lega nord dopo 15 anni di “matrimonio” e passa dalla parte dell’avversario. Alessandra Guerra, ex presidente leghista del Friuli Venezia Giulia, ha definitivamente chiuso con il Carroccio.
Lo ha annunciato oggi nel corso di una conferenza stampa durante la quale ha fatto sapere che il suo appoggio andrà al presidente uscente Riccardo Illy il quale ha preso di buon grado la notizia non escludendo un possibile coinvolgimento della Guerra nell’eventuale futura Giunta Illy bis. «Il commissario della Lega nord come una parte del centrodestra mi hanno offerto per il silenzio posti importanti – ha detto Guerra – sia dal punto di vista statale che in altri settori. Forse sono una pazza ma ho detto no, preferisco dire quello che penso riguardando indietro gli ideali di mio papà: l’autonomismo e la forza di questa regione». Il Carroccio, ha continuato l’ex lady della Lega «sta andando verso una deriva fascista. Ora sto con chi ha ridato dignità alla regione e rilancio all’identità del popolo friulano».

Federica seganti, candiata in regione della Lega ha replicato così dopo la conferenza stampa indetta da Alessandra Guerra

Chi, in politica e in battaglia, passa nel campo nemico viene detto traditore, mercenario o entrambe le cose. Di norma, è una persona che, specie se ha avuto un ruolo di spicco nella vita pubblica, perde il credito dei cittadini.

Come tutti sappiamo, non sempre la coerenza è una virtù. Perché se c’ è chi s’è venduto per trenta denari, chi per una poltrona, chi lungo una strada, c’è anche chi viene fulminato sulla via di Damasco e da persecutore diventa uomo di fede e giustizia. Non è questo, purtroppo, il nostro caso.

Qui abbiamo una persona passata dall’altra parte solo dopo aver scoperto di non essere candidata a Camera e Senato in un collegio blindato. Una persona che, in un momento canonico non della sua vita ma della battaglia politica, salta il fosso e rinnega quel partito che le ha consentito di uscire dall’anonimato, di poter accedere al consenso pubblico, di avere ruolo sociale e politico, di poter contare, infine, sulla lauta pensione che un Consigliere regionale friulano può incassare dopo innumerevoli legislature.

A furia di frequentare i salotti radical chic questa persona si è dimenticata della vita delle sezioni di partito, ha perso il contatto con la vita reale del cittadino e oggi, dimentica della comprensione di chi l’ha sostenuta, sbandiera i grandi sacrifici fatti in questi anni ‘durissimi”. Ma, mi auguro se ne renda conto, assai ben pagati.

Se la parole hanno un senso, mentre tante oneste persone, troppe famiglie, non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, sarebbe bene che questa persona avesse almeno il pudore di non parlare di sacrifici.

Penso di interpretare il pensiero di tutti i militanti, amici e cittadini. Parlo a nome della Lega Nord per il Friuli Venezia Giulia, parlo come leghista, un po’ amareggiata ma senza, forte delle nostre idee di libertà e giustizia.

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