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Alla Rocca di Monfalcone la rievocazione storica per “Castelli Aperti FVG”5-6 giugno

Torna “Castelli Aperti FVG” con la 35^ edizione dell’appuntamento per conoscere la storia e la tradizione del Friuli Venezia Giulia attraverso siti castellani e altre opere fortificate. Fra le 14 realtà che apriranno le porte, sabato 5 (dalle 15.00 alle 18.00) e domenica 6 giugno (dalle 10 alle 12 e dalle 14.00 alle 18.00), anche la Rocca di Monfalcone (di proprietà del Comune di Monfalcone), che per il secondo anno proporrà una rievocazione storica e visite ai luoghi d’origine medieval-veneziana.
La rievocazione storica, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monfalcone e organizzata dalla Compagnia Patriae Foriiuli, prevede l’allestimento di un accampamento medievale sul prato antistante la Rocca organizzando, attraverso la voce dei rievocatori in abito storico, una serie di punti didattici sugli usi e costumi del Patriarcato di Aquileia di fine XIV secolo. Sarà proposto anche un percorso didattico su tematiche variegate (cucina e gastronomia, medicina e igiene, gioco, caccia e attrezzatura bellica), con esposizione di riproduzioni e spettacoli di combattimento corpo a corpo.
Prenotazione obbligatoria telefonando al 3346000121 oppure via mail a [email protected]

La Rocca domina dalla sua posizione strategica Monfalcone, la pianura e le alture carsiche circostanti. Costruita sul medesimo colle occupato da un castelliere preistorico di cui rimangono pochi resti, la fortezza viene fatta tradizionalmente risalire all’epoca di Teodorico (V secolo), ma non ci sono prove certe a confermare questa datazione.

La prima attestazione della presenza di un presidio sul monte Falcone si ha nel 1260 sotto il Patriarcato di Aquileia, successivamente con la conquista veneziana del 1420 la Rocca subì diversi lavori fino alla ristrutturazione che le fece assumere la forma attuale in seguito ai forti danni subiti durante la guerra della Lega di Cambrai (1508-1516). Da quel momento la piccola fortezza ospitò una guarnigione veneta di circa 20 fanti posti sotto il comando di un castellano o un capitano veneto.

Dopo la costruzione della grande fortezza di Palmanova la Rocca perse in parte la sua importanza date le sue modeste dimensioni e le condizioni spesso critiche del ponte d’accesso e degli alloggi interni (oggi scomparsi).

Dopo la caduta della Serenissima e l’occupazione napoleonica la struttura rimase in stato di abbandono, vedendo un piccolo recupero appena nei primi del Novecento, fino allo scoppio della guerra tra Regno d’Italia e Austria-Ungheria quando venne impiegata come osservatorio dall’esercito italiano.

Oggi la fortezza porta ancora tracce di questa presenza e sono chiaramente visibili i danni subiti durante i bombardamenti delle battaglie dell’Isonzo. Rimasta in gravi condizioni fino alla fine degli anni 40, la Rocca subì una grande opera di restauro negli anni Cinquanta e oggi ospita un museo realizzato dal Gruppo speleologico monfalconese Amici del Fante.

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