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Ambiente: le buone pratiche dei comuni entrano nel Green City Network

Gorizia, 12 apr – Il Green City Network, la rete delle città
sostenibili che praticano o intendono evolversi verso l’economia
verde, approda in Friuli Venezia Giulia alla ricerca di partner e
buone pratiche.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione per lo sviluppo
sostenibile presieduta dall’ex ministro all’Ambiente Edo Ronchi,
in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e
la Regione Emilia-Romagna, mira a sviluppare attività e
interventi in grado di rendere le città italiane più green in
accordo con le esperienze europee e internazionali più avanzate.

Proprio Edo Ronchi si è fatto ambasciatore di questo innovativo
approccio alla sostenibilità locale ed ha presentato oggi ai
comuni del Friuli Venezia Giulia, in due workshop svoltisi a
Gorizia e Palmanova, le linee guida per le green city su cui è
stata aperta una consultazione per coinvolgere, in un percorso
partecipato, gli enti e le comunità locali e giungere ad un
programma di politiche, azioni e misure per lo sviluppo
sostenibile.

Le dodici linee guida già individuate sono la declinazione di tre
obiettivi generali per assicurare un’elevata qualità ambientale,
per utilizzare le risorse in modo efficiente e circolare, per
adottare misure per contrastare il cambiamento climatico.

In concreto si propone ai comuni di adottare misure specifiche
come ad esempio la riqualificazione delle aree urbane
periferiche, conciliando bellezza architettonica e funzionalità
degli edifici, il riuso o la demolizione degli edifici
abbandonati, il potenziamento delle esperienze degli orti urbani
o dell’agricoltura a filiera corta, ma anche l’incentivazione
della mobilità ciclabile e del car-sharing.

Un’inversione di pensiero che affronta come fosse una tematica
unitaria la qualità ambientale delle città e dei territori con la
qualità dell’economia che nelle città stesse si sviluppa.

D’altra parte i riflessi di alcune nuove politiche sulla crescita
economica sono già stati misurati in alcune pratiche: le
politiche climatiche di riduzione dei consumi energetici e di
promozione dell’utilizzo di energie rinnovabili hanno dato vita
ai piani di ristrutturazione energetica degli edifici, con i
quali, in un periodo di crisi economica, è stato salvaguardato il
40% del fatturato delle imprese di settore.

Allo stesso modo le filiere del riciclo dei rifiuti hanno creato
nuova occupazione e nuova imprenditorialità, così come il modello
di riparazione e riutilizzo ed il car-sharing stanno determinando
un indotto economico in grado di alimentare i territori, mentre
l’agricoltura biologica di filiera corta ha riqualificato le
campagne e di conseguenza il paesaggio e il tessuto economico
locale.

Esperienze evidenziate anche da Andreas Kipar, architetto
impegnato nella valorizzazione paesaggistica, tra i fondatori
dell’associazione Green city Italia e curatore del progetto
Carso2014+. Kripar ha ricordato l’esempio di Essen, Capitale
europea verde 2017, situata nel cuore industriale della Ruhr nel
Land della Renania settentrionale-Vestfalia. Qui la rigenerazione
green ha goduto di fondi europei, ma soprattutto della spinta
culturale attestata da un altro riconoscimento, quello di
Capitale europea della cultura 2010, a dimostrazione che il
cambiamento verso l’economia green ha radici nel valore impresso
alla cultura nella vita quotidiana.

La Regione Friuli Venia Giulia ha portato in dote al Green City
Network alcuni provvedimenti di recente approvazione: il Piano
regionale della mobilità elettrica, il Piano energetico regionale
con le azioni di mitigazione, il Rapporto dell’Agenzia regionale
per l’ambiente (Arpa) sullo Stato dell’ambiente 2018, il Piano
paesaggistico regionale, lo Studio conoscitivo dei cambiamenti
climatici e dei loro impatti sul territorio regionale, il
regolamento di invarianza idraulica da applicarsi in caso di
varianti urbanistiche e nuovi insediamenti edilizi.

Sono già 25 le grandi città italiane che hanno aderito al
network, che conta anche una task force multidisciplinare di
oltre 70 esperti che da tutta Italia forniscono il proprio
contributo tecnico-scientifico. Dal Friuli Venezia Giulia
arriveranno nelle prossime settimane le nuove adesioni e la
segnalazione di altre buone pratiche, che andranno a convogliare
nell’evento nazionale che si svolgerà a settembre a Bologna
durante il quale saranno definite le linee guida partecipate.
ARC/SSA

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