Bearzi

AMBIENTE: VITO, CONCENTRATI SU MESSA IN SICUREZZA DEL TAGLIAMENTO

CANTIERATO INTERVENTO A OSPEDALETTO, OGGI SOPRALLUOGO AD OSOPPO

Osoppo (Ud), 18 lug – Mettere in sicurezza il Tagliamento anche
in situazioni di piene straordinarie, come già successo nel 1966
e nel 1984, è un obiettivo che l’assessore regionale
all’Ambiente, Sara Vito, ha confermato oggi ad Osoppo al termine
del sopralluogo in alcune zone considerate critiche del fiume che
divide in due il Friuli Venezia Giulia.

“Nel corso di questa legislatura – ha evidenziato Vito ai
rappresentanti dei Comuni del Gemonese ed ai consiglieri
regionali Barbara Zilli e Roberto Revelant – sono stati fatti
passi avanti importanti grazie alla legge regionale 11/2015 sulla
difesa del suolo che ha segnato un cambio di passo in merito a
questa tipologia di interventi”.

“Ora – ha affermato – andiamo nelle specificità del Tagliamento
con la sua messa in sicurezza per una completa tutela del
territorio. Dopo molti anni – ha aggiunto Vito – finalmente sta
per essere realizzato un intervento sulla sponda sinistra del
fiume, all’altezza di Ospedaletto (Gemona), per il quale abbiamo
destinato 1,1 milioni di euro attraverso l’accordo Stato-Regione
per il rischio idrogeologico”.

Rilevando che il piano di gestione dei rischi da alluvione non
presenta reali emergenze per quanto riguarda questo tratto del
Tagliamento, Vito ha sottolineato l’esigenza e la volontà di
realizzare uno studio di fattibilità per garantire la pulizia
dalla vegetazione, assicurare la stabilità degli argini ed
eliminare gli accumuli di ghiaia in quest’area così come già
previsto in località Cornino di Forgaria del Friuli.

“Il piano di gestione dei rischi da alluvione relativo al
Tagliamento – ha spiegato l’assessore all’Ambiente – ha già
identificato le aree allagabili, permettendoci ora di
concentrarci sulle situazioni locali per approfondirne i
dettagli. A questo proposito, l’intervento sulla sponda destra
nell’area di Forgaria che abbiamo inserito nel sistema di
finanziamento nazionale Rendis (“Repertorio nazionale degli
interventi per la difesa del suolo”) potrebbe essere ampliato ed
integrato alla luce di quanto osservato oggi, mentre – ha
concluso – sulla manutenzione degli argini possiamo e dobbiamo
lavorare in diretta per abbreviare le tempistiche”.
ARC/FC/RM

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