AMBIENTE: VITO, GEODIVERSITÀ DA VALORIZZARE CON LA SPELEOLOGIA

Gorizia, 26 nov – Nel portare il saluto della Regione al
secondo convegno ‘Streghe, orchi e krivapete – le grotte tra miti
e leggende’, svoltasi a Gorizia, l’assessore all’Ambiente ed
Energia, Sara Vito, ha ricordato l’attenzione prestata
dall’Amministrazione alle attività speleologiche e alla
valorizzazione dell’attività delle associazioni del settore.

Grazie ad esse è stato possibile individuare i siti di interesse
speleologico e geologico (geositi) particolarmente significativi
nel Friuli Venezia Giulia, che rappresentano un’attrattiva anche
sotto il profilo turistico, ancorché rivolta a un pubblico
specializzato, in quanto valorizzano la geodiversità del
territorio.

L’impegno dei sodalizi speleologici è stato riconosciuto di
recente dall’Amministrazione, come ha ricordato l’assessore Vito,
attraverso l’approvazione della legge regionale sulla disciplina
organica dei geositi e della speleologia, e la costituzione di un
tavolo di coordinamento e confronto, che ha consentito di riunire
l’intero mondo associazionistico di volontariato del settore.

“Il patrimonio geologico del nostro territorio – ha precisato
Vito – costituisce un bene da preservare e valorizzare; così come
sono da valorizzare e tramandare le tradizioni e le credenze
legate al ‘mondo del sottosuolo’, che fanno parte del patrimonio
della storia e delle tradizioni della nostra gente”.

Vito si riferiva alla tradizione orale, trasmessa di generazione
in generazione, di famiglia in famiglia, in particolare dai nonni
ai nipoti; tradizione, che da secoli riporta emozioni e
sensazioni antiche, e ataviche, generate dai luoghi e dai siti di
vita.

I nostri avi, anche in epoche più recenti, ascrivevano tutto ciò
nel quale non trovavano spiegazione al mito e alla leggenda.
Mentre nel mondo attuale, i cambiamenti nella società,
l’affermazione della scienza e le attività di ricerca che
rispondono a numerosi quesiti, anche atavici, dell’essere umano,
fanno ricadere nella notte dei tempi le credenze popolari.

Il convegno di Gorizia, che ha richiamato da molte parti d’Italia
esperti in speleologia, nella storia, nella ricerca e nella
pratica dei siti sotterranei, era incentrato proprio su questi
temi e ha permesso di percorrere usanze, costumi, credenze che
sono parte della storia, della identità, del bagaglio di cultura
del territorio.

In particolare, si è parlato dei miti generati dagli effetti
della particolare conformazione del sottosuolo di alcune aree
della nostra regione, dal fenomeno carsico alle montagne
dolomitiche, che ha favorito la formazione di grotte e cavità
nelle quali i nostri antenati vivevano e si rifugiavano dal
freddo e dai nemici naturali.

Vito ha rivolto un plauso a quest’attività interessante,
ringraziando la Federazione speleologica isontina perché
“attraverso un lavoro di ricerca che si è tradotto in una
pubblicazione molto interessante, sta lavorando perché non
vengano dimenticate queste leggende e affinchè se ne mantengano
la conoscenza e la memoria”.
ARC/CM/Red

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