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Aperture domenicali: CGIL-CISL-UIL-UGL, “Tondo opponiti”

carrello-foto«Chiediamo alla Regione di non adeguarsi supinamente al decreto sulla liberalizzazione degli orari, ma di mettere in atto tutti gli strumenti necessari per contrastare le iniquità che questo provvedimento ha determinato e di aprire quanto prima un confronto, finalizzato a raggiungere un accordo condiviso su cui definire un intervento legislativo». Questa la richiesta che le segreterie regionali dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno presentato questo pomeriggio all’assessore al Commercio Angela Brandi, nell’incontro convocato per fare il punto sulla nuova disciplina in materia di aperture.

«Riteniamo fondamentale mantenere l’autonomia legislativa della Regione e la concertazione territoriale», si legge nel documento unitario firmato dai segretari regionali Susanna Pellegrini (Filcams Cgil), Paolo Duriavig (Fisascat Cisl) e Miriam Cerne (Uiltucs Uil), documento nel quale i sindacati sollecitano il ricorso davanti alla Corte Costituzionale. «La Regione – recita infatti il testo sindacale – deve appellarsi alla Consulta per mantenere la competenza legislativa su aperture domenicali, festive e orari».

Nella convinzione che «le implicazioni negative della liberalizzazione rendano indispensabile la modifica della norma nazionale», i sindacati chiedono l’avvio di un tavolo di settore per discutere «politiche di programmazione e di turnazioni sugli orari domenicali, atte ad assicurare ai consumatori e ai turisti la copertura di fasce di apertura più ampie, senza che ciò vada a peggioramento delle condizioni di lavoro». Tra gli altri temi oggetto di confronto anche la promozione e la tutela del lavoro, l’ampliamento dei servizi alla famiglia in rapporto alle aperture, la promozione della filiera agro-alimentare a km zero e di politiche commerciali che incentivino la riduzioni di imballaggi e rifiuti, in una ottica di sostenibilità ambientale.

“La Regione deve intervenire subito in materia con una decisione politica urgente in favore della
tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. E’ inconcepibile questa inerzia. Una soluzione
politica al problema deve essere trovata immediatamente.” Così il Segretario Regionale
dell’Unione Generale del Lavoro, Matteo Cernigoi, a seguito dell’incontro tenutosi oggi in Regione
sulla questione delle liberalizzazioni degli orari nel settore commercio.
Cernigoi afferma che il ricorso alla Consulta vada fatto, come accade per altre Regioni, perché la materia del commercio è di competenza primaria. “La legge Monti è furbetta e commette una totale invasione di campo delle prerogative regionali. Per difendere la nostra specialità – come è sempre stato auspicato dal Presidente Tondo – bisogna però essere in grado di difendere le competenze primarie che la Costituzione attribuisce alle regioni. Qui infatti, il vero paradosso, è che una Regione a Statuto speciale come la nostra, si mostri inerte nel rivendicare la potestà legislativa in materia di commercio, che come tutti sanno, é costituzionalmente prevista per tutte le Regioni.”
“Inoltre, riteniamo sia possibile regolamentare la materia e adattarla alle esigenze del nostro territorio, creando legittimi vincoli, in particolar modo focalizzando l’attenzione sulla tutela della salute dei lavoratori e della loro sicurezza, come il diritto al riposo.”
“Senza dimenticare,” conclude Cernigoi, “ che le liberalizzazioni andrebbero a favorire solamente la grande distribuzione, mentre, il nostro commercio regionale è in larga parte fatto di piccole e piccolissime aziende, con pochi dipendenti, che il Sindacato non riesce sempre a raggiungere e difendere”.
L’ UGL è favorevole ad una concertazione con le organizzazioni dei datori di lavoro in materia di assunzioni, turnazioni, premi, detassazione degli straordinari e conciliazione dei tempi di vita delle lavoratrici. Su questo punto, in particolare, l’Ugl chiede un confronto da più di un anno e mezzo su questi temi ,con l’Assessore Brandi. “Siamo fuori tempo massimo, bisogna decidere subito.”

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