Aperture: progetto fotografico e antropologico che racconta luoghi e persone dell’Alta Val del Torre

Aperture: progetto fotografico e antropologico che racconta luoghi e persone dell’Alta Val del Torre

Aperture è un’esperienza di arte visiva e relazionale. Nel mese di agosto, durante una residenza artistica di una settimana, 6 giovani artiste e artisti si sono confrontati con il territorio dell’Alta Val Torre e i suoi abitanti attraverso uno strumento analogico: una macchina fotografica di grande formato installata su un Apecar. Al termine della settimana il loro racconto è diventato la mostra fotografica Aperture, visitabile dal pubblico in tre distinte proposizioni attraverso la regione Friuli Venezia Giulia, a cavallo fra novembre e dicembre. Dopo le fortunate tappe di Udine e Gorizia delle scorse settimane, la mostra arriva ora a Trieste, alla Stamperia Westerberg di Viale Gabriele D’annunzio 71, a partire da giovedì 12 dicembre con l’inaugurazione ufficiale alle 18.00, per essere poi fruibile da tutti nelle giornate di venerdì e sabato 13 14 dicembre, dalle 10.00 alle 18.00. La tappa di Trieste chiude  il viaggio di questo progetto. La mostra è visitabile gratuitamente, per info chiamare il numero +39 3406029800 o scrivere a info@zeroidee.com.

Aperture è stata un’operazione di scoperta di un mezzo fotografico particolare: il banco ottico. Al tempo stesso si è messo in gioco un elemento scenografico ed evocativo: un Apecar. Come fosse una grande macchina fotografica su tre ruote, l’Ape Piaggio, simbolo di un mondo contadino, montano e artigianale, è stata trasformata in un grande oggetto scenico. Gli artisti che hanno partecipato alla residenza e di cui il pubblico potrà ammirare gli scatti sono Annalisa DoriguzziBartolomeo Eugenio RossiCamilla IsolaGiuliana RapacciniPietro BucciarelliLeonardo Taddei, guidati dai tutor Giovanni ChiarotMatteo Carli e Ruben Vuaran.

Qui il video del progetto  https://vimeo.com/manage/videos/1026180155  .

L’approccio adottato ha avuto un forte taglio relazionale. Lo sguardo degli artisti e delle artiste si è incontrato con le persone e i paesaggi attraversati. Attraverso la fotografia si è cercato di entrare in contatto con i luoghi, di farne esperienza, di sperimentarne l’essenza senza fermarsi al primo approccio. Il banco ottico è uno strumento ideale per allenare questo sguardo lento e insistente, costringendo l’artista a stare in un tempo lungo, a scrollarci di dosso l’approccio del mirare e scattare. È proprio grazie a questo strumento che si è riusciti, almeno un po’, ad entrare in connessione con il territorio, con le persone, con il paesaggio. Il processo fotografico non si conclude però con lo scatto. Quell’immagine, catturata dai sali d’argento, può esistere solo se sviluppata e grazie alla stampa prende poi una vita propria come nuovo oggetto nel mondo: la fotografia. Questo è stato possibile grazie alla presenza nel gruppo di uno stampatore che, in stretta sinergia con i fotografi e le fotografe, ha curato lo sviluppo e la stampa delle fotografie esposte. Assieme al lavoro dei fotografi e delle fotografe è stato sviluppato anche un racconto sonoro. L’approccio di indagine ai luoghi è stato il medesimo. L’artista sonora ha lavorato come i fotografi e le fotografe, immergendosi nel paesaggio, raccogliendone suoni, rumori, voci. Tutto questo e molto altro ancora è Aperture, visitabile dal 12 al 14 dicembre a Trieste.

Aperture è un progetto di Zeroidee APS, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con: Associazione Culturale ConstraintAssociazione Silver AgeAssociazione Ex Emigranti LuseveraCentro Ricerche Culturali – Lusevera, Associazione HybridaSoluzioni SrlsSpazio35 UdineStamperia Westerberg TriesteSpazio Cluster Multimedialità Gorizia