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Aquileia: Carabinieri recuperano 200 reperti protostorici rubati

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Oltre 200 reperti e manufatti archeologici di eccezionale valore storico artistico, 209 per l’esattezza, risalenti a diversi periodi che vanno dal pre-protostorico al paleocristiano, sono stati recuperati dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del comando Provinciale di Udine e dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia nell’ambito delle indagini su una rapina alla filiale della CariFvg di Cervignano.

Tra gli oggetti figurano 108 gemme romane incise, alcune ancora incastonate nei gioielli, alcune descritte da Plinio. La maggior parte dei reperti è stata rinvenuta all’interno del caveau della Banca “Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia” di Cervignano, dove giacevano forse da decenni, in cassette di sicurezza aperte e poi abbandonate dai malviventi. I reperti, in buono stato, probabile frutto di vecchi scavi clandestini e al momento depositati nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, potranno essere studiati per la prima volta dagli esperti e restituiti alla collettività. I manufatti ritrovati provengono quasi tutti dal sito di Aquileia, in particolare le gemme incise che venivano lavorate sul posto e poi esportate in ogni angolo dell’Impero. Le gemme, hanno spiegato in conferenza stampa il Comandante provinciale dei Carabinieri di Udine, col.Roberto Del Piano e quello del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia maggiore Giuseppe Marseglia, sono considerate tra i più preziosi reperti archeologici del mondo classico, descritte in maniera esaustiva già duemila anni fa da Plinio nel XXXVII libro della Historia Naturalis. Tra le pietre preziose recuperate dai militari dell’arma vi sono corniole, agate, nicoli, diaspri, lapislazzuli, cristalli di rocca, un cammeo, tutte incise con sorprendenti miniature che si ricollegano al vasto patrimonio iconografico del mondo greco-romano. Fra questi si distingue un esemplare in diaspro rosso di grandi dimensioni riconducibile alla categoria delle gemme magiche di origine orientale con raffigurazioni di divinità e iscrizioni in greco. Di notevole importanza anche il ritrovamento di altri reperti in metallo (asce, pugnali, cuspidi di lancia e lingotti di rame) per lo più risalenti alla tarda età del bronzo, testimonianza degli importanti insediamenti protostorici nell’area aquileiese.

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