Arrestati 2 tunisini per spaccio di droga

La Squadra Mobile della Questura di Udine, sezione antidroga, ha arrestato due tunisini, Lassaad Naoui, di 25 anni, residente nel capoluogo friulano, e Aymene Ferchichi, di 22 anni, residente a Milano, per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione, coordinata dal sostituto procuratore della Procura di Udine Andrea Gondolo, ha portato anche al sequestro di 1.027,5 grammi di hashish, rivenuti nel vano motore dell’Alfa Romeo 147 di Naoui. I due sono stati fermati al casello di Udine Sud dell’autostrada A4 dopo un pedinamento lungo il tragitto Udine-Milano-Udine. Lo stupefacente, suddiviso in dieci panetti da un etto, era destinato secondo gli investigatori al mercato degli adolescenti udinesi, in particolare alla zona del centro storico tra piazza Venerio e la ex chiesa di San Francesco. “Naoui, di professione benzinaio, era sorvegliato da circa un mese – ha spiegato il capo della Squadra Mobile Ezio Gaetano -. Lo abbiamo pedinato da Udine fino a Viale Certosa a Milano, dove l’uomo soleva rifornirsi di stupefacente a cadenza quindicinale. In questa zona – ha proseguito – Ferchichi è salito a bordo dell’auto e l’ha accompagnato a Udine” coinvolte, però, al momento non sono emersi elementi che possano far pensare a contatti a livello strutturato tra presunti gruppi ritenuti gravitanti nell’area eversiva e il Pkk. Un’operazione contro una struttura transnazionale che operava per il reclutamento e l’indottrinamento ideologico di giovani a favore del Pkk è scattata stamani anche in Francia su ordine delle autorità giudiziarie di Parigi. Il particolare è emerso nel corso della conferenza stampa in Questura a Venezia che ha fatto il punto sugli 11 arresti eseguiti dalla Digos di Venezia, in collaborazione con le strutture di altre città e dell’Ucigos, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla procura della repubblica della città lagunare. Gli arrestati sono accusati di appartenere ad una organizzazione che con finalità di terrorismo operava, attraverso campi di addestramento di natura ideologica e propagandistica, per avvicinare profughi curdi all’organizzazione terroristica che opera in Kurdistan. Allo stato, non risulta che in Italia si siano svolte attività di addestramento con l’uso delle armi; aspetto questo che sarebbe invece avvenuto in altri Paesi europei

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