Assestamento: Agroalimentare, fondi a montagna e lattiero-caseario

Sostegno a imprese attraverso Fondo rotazione per agricoltura

Trieste, 29 lug – Rispetto a quanto inizialmente previsto,
nell’assestamento di bilancio la Giunta – attraverso un proprio
emendamento – ha messo a disposizione del comparto agroalimentare
5 milioni di euro. La maggior parte dei fondi, ovvero oltre 3
milioni di euro, è destinata ad iniziative volte al contrasto
dell’abbandono del territorio montano, mentre 1,5 milioni di euro
verranno impiegati per contributi in conto capitale alle imprese
per la realizzazione di progetti integrati del comparto
lattiero-caseario.

A queste tre azioni si sommano 3 iniziative a sostegno
dell’apicoltura regionale per complessivi 277mila euro, suddivisi
tra contributi agli apicoltori per l’acquisto di attrezzature
(220mila euro), per la ristrutturazione e l’ammodernamento dei
locali destinati alla lavorazione dei prodotti apiari (32mila
euro) e interventi direttamente a favore dell’apicoltura
(25mila).

L’emendamento prevede infine lo stanziamento di 160mila euro per
contributi per la realizzazione o l’adeguamento, da parte delle
imprese del settore primario, di vasche di liquame.

Si riassume così il provvedimento presentato dalla Giunta e
illustrato in Consiglio regionale dall’assessore regionale alle
Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna
durante l’analisi dell’assestamento di bilancio.

Un ulteriore emendamento, volto a contrastare la crisi
socioeconomica causata dall’emergenza coronavirus, prevede
inoltre che il Programma anticrisi Covid-19 istituito dalla
Regione possa sostenere, assieme alle esigenze di liquidità
corrente del sistema agroalimentare, anche progetti di
investimento aziendali che assicurino la realizzazione di un
modello di sviluppo qualificato e di ripresa duratura. In questo
quadro, sempre attraverso un apposito emendamento, viene sancito
che gli investimenti in conto capitale possano, in alternativa,
essere finanziati dal Fondo di rotazione regionale per interventi
nel settore agricolo e prevedono la rinuncia, a investimenti
conclusi, a parte del rientro delle quote di ammortamento dei
finanziamenti erogati alle imprese. Il provvedimento, che può
essere applicato anche alle domande già presentate, fissa quindi
a 15 milioni di euro l’importo massimo complessivo al quale il
Fondo può rinunciare.
ARC/MA/dfd

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