AUT. LOCALI: SIGLATE PRIME 2 INTESE SUBENTRO UTI A COMUNITÀ MONTANE

Trieste, 19 lug – Sono state raggiunte oggi nella sede della
Regione a Udine le prime due delle quattro intese relative ai
piani di successione e subentro alle Comunità montane da parte
delle Unioni territoriali intercomunali/Uti, e dei Comuni che non
vi partecipano, a decorrere dal prossimo 1 agosto, ai sensi della
legge regionale 26/2014 e delle successive modifiche.

Si tratta più precisamente delle intese relative al subentro alla
Comunità montana della Carnia ed a quella del Friuli Occidentale,
secondo l’iter e la procedura prevista dalle disposizioni di
legge ed in base ad un calendario ed alle modalità comunicate
ufficialmente dall’assessore regionale alle Autonomie locali
paolo Panontin nelle scorse settimane a ciascuno degli enti
interessati.

A fronte della trasmissione delle proposte di piano presentate
entro lo scorso 8 luglio dai commissari straordinari di ciascuna
Comunità montana, nell’arco di una settimana (15 luglio) gli enti
subentranti hanno avuto la possibilità di presentare per iscritto
osservazioni e proposte, in vista delle riunioni convocate per le
intese nelle giornate di oggi e di domani.

Oggi, quindi, le Uti interessate (Dolomiti Friulane e Livenza per
il Friuli Occidentale, Carnia per l’omonima Comunità) ed i Comuni
già ricompresi nelle Comunità montane e che ad oggi ancora non
partecipano alle Uti (Fanna, Cavasso, Polcenigo e Spilimbergo per
il Friuli occidentale; Ampezzo, Cercivento, Forni di Sotto,
Sauris e Zuglio per la Carnia) sono stati convocati per la
stipula delle intese, che in entrambe le sedute sono state
raggiunte in assenza comunque dei Comuni non partecipanti alle
Uti.

“I competenti uffici della Regione hanno tenuto conto delle
osservazioni e delle proposte pervenute dagli enti interessati e
rispondenti alle previsioni di legge – ha dichiarato al termine
l’assessore Panontin – e osservo con soddisfazione che le
relative intese rispecchiano un buon bilanciamento degli
interessi pubblici in gioco”.

Lo stesso assessore Panontin ha quindi segnalato che all’odierno
incontro non sono stati ammessi i legali di alcune
amministrazioni comunali.

“Tale scelta – ha dichiarato – è stata motivata dalla necessità
di garantire un sereno, equo e costruttivo confronto
nell’interesse delle comunità rappresentate tra tutti i soggetti
istituzionali individuati ai sensi di legge come parti
dell’intesa. Ciascun referente istituzionale poteva essere
accompagnato ed assistito dai propri uffici. L’intervento di
legali non incardinati presso le Amministrazioni coinvolte
(qualora ritenuto indispensabile) avrebbe potuto essere
preannunciato e richiesto entro i termini già fissati. Ciò
avrebbe garantito la par condicio a ciascuno degli enti
coinvolti”.

“Spiace constatare – ha concluso l’assessore Panontin – come
alcuni sindaci abbiano preferito non cogliere l’occasione per
esprimere le proprie ragioni nel contesto dell’intesa. Purtroppo
questo tipo di torsioni strumentali non vanno nella direzione del
bene comune”.
ARC/RM/com

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