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Avostanis: mostra di Paolo Comuzzi – 18 ago

Con Avostanis questa volta a essere protagonista di un progetto d’arte contemporanea è la stessa comunità del piccolo paese di Villacaccia, dove ormai da 18 anni operano l’agriturismo Ai Colonos e in parallelo l’associazione culturale. La mostra “Vivi achì” dell’artista friulano Paolo Comuzzi, che verrà inaugurata martedì 18 agosto alle ore 19 nell’aia dei Colonos, è il punto d’arrivo di un lungo e delicato lavoro di ricerca che l’autore ha avviato un anno e mezzo fa nell’ambito del progetto “Insiums – progjet utopie”: un percorso laborat oriale curato da Angelo Bertani, che è curatore anche di questo evento espositivo, che nel biennio 2007-2008 ha coinvolto tre squadre di 25 artisti friulani, italiani e internazionali in un’articolata ricerca individuale e collettiva finalizzata all’ideazione di progetti di trasformazione utopistica di quel luogo di forte valenza identitaria che oggi si chiama “Colonos”.

Il lavoro di Comuzzi è fondato sull’investigazione di materiale fotografico tratto dagli album di famiglia degli abitanti di Villacaccia, i quali hanno risposto in modo massiccio all’appello dell’artista, grazie anche al coinvolgimento della maestra Maddalena Rossi, e hanno partecipato recentemente ad un’affollata riunione con lui nella loggia dei Colonos. L’intento dichiarato è quello di costruire delle sequenze di immagini che – come spiega l’artista stesso – “vogliono attraversare e scardinare le dimensioni temporali e, rendendo visibile ad uno sguardo esterno ciò che abitualmente è patrimonio di una ristretta cerchia familiare, possono innescare un meccanismo di riflessione e confronto sul passato, presente e futuro di una comunità. E’ un esperimento in cui cerco di utilizzare il mio sguardo e l’identità  che lo guida al servizio dello sguardo degli altri, che a loro volta sono chiamati a confondere e condividere le loro immagini, i loro frammenti di storia personale, nel tentativo di comporre un ‘disegno’ inedito e collettivo”.

La stessa struttura espositiva è stata pensata per rendere visibile la complessità del progetto, e sarà ospitata in tre luoghi con tre diversi livelli di fruizione: nel vecchio granaio dei Colonos, spazio di grande intimità e riservatezza che in via eccezionale è stato reso pubblico per accogliere una serie di sequenze fotografiche; sui muri del paese, dove sarà collocata una cinquantina di manifesti con le immagini familiari che in tal modo diverranno di dominio pubblico; e all’interno di alcune case degli abitanti del luogo, che accoglieranno reciprocamente un’immagine-ricordo proveniente da un’altra famiglia, in questo caso con una fruizione del tutto privata, ma in qualche modo aperta alla ri-circolazione dell’idea che muove questo progetto.

Ad accogliere i partecipanti alla mostra, martedì 18, alle ore 19, sarà un concerto di campane eseguito dall’associazione “Scampanotadôrs furlans – Gino Ermacora” con la collaborazione tecnica della ditta SIMET. Interverranno il presidente Federico Rossi, il curatore Angelo Bertani, la maestra Maddalena Rossi e l’artista stesso, mentre Francesco Ursella leggerà alcune pagine dal titolo “Savoltament gjenerâl” tratte dal libro “De senectute” di pre Toni Beline. I primi visitatori della mostra saranno, in modo riservato, gli abitanti di Villacaccia.

L’intero progetto verrà documentato con un catalogo-dvd che sarà pubblicato tra qualche mese.

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