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Più attenzione da parte del governo per le esigenze delle banche in termini di fiscalit‡. L’ha chiesta oggi, a Udine, Alessandro Azzi, presidente nazionale di Federcasse, l’associazione italiana delle Banche di credito cooperativo, parlando a margine dell’inaugurazione della nuova sede della Federazione regionale delle banche di credito cooperativo del Friuli Venezia Giulia. “Questo perchÈ tutto il sistema italiano del credito anche in tempi di crisi – ha aggiunto Azzi – ha dimostrato solidit‡ e impegno nella tutela dei risparmiatori e nel sostegno alle imprese”. Secondo il presidente “per il rilancio dell’economia mi sembra che il governo si stia comportando in maniera adeguata, ma c’È la necessit‡ di avere attenzione anche per le esigenze delle banche in termini di fiscalit‡ e di interpretazione di alcune norme”. Secondo Azzi, “la crisi viene da lontano e anche se ci sono timidi segnali di ripresa, Ë un po’ presto per dire che ne stiamo uscendo”. Dal sistema bancario, dunque, la richiesta al governo, “che vi sia la riduzione almeno di alcune componenti del peso fiscale”. Sul possibile aumento del costo del denaro, il presidente di Federcasse ha aggiunto che “stiamo immaginando una cosa non certa, ma puÚ essere che si vada verso un incremento, peraltro annunciato, della remunerazione dei depositi. Quindi per chi chiede denaro un aumento dei tassi non Ë positivo, ma lo Ë per chi invece deposita”, ha concluso.

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Nel 2010 gli impieghi delle banchedi credito cooperativo italiane sono cresciuti del 5%, contro il2-3% del resto del sistema bancario. Il dato e’ stato reso notooggi, a Udine, da Alessandro Azzi, presidente nazionale diFedercasse (l’associazione italiana delle Bcc), intervenutoall’inaugurazione della nuova sede della Federazione regionaledelle banche di credito cooperativo del Friuli Venezia Giulia. ‘Un dato che conferma la nostra presenza da protagonisti nelsistema bancario italiano – ha proseguito – e che rappresenta laconcreta verifica del nostro impegno a sostegno delle famiglie edelle piccole imprese, contando che circa il 20% dei nostriimpieghi va alle imprese artigiane di questo Paese’. Sul bilancio delle Bcc nel 2010, Azzi ha aggiunto che ‘ildato di utile complessivo sara’ in flessione rispetto al 2009,ma anche questo e’ un segno della nostra coerenza. Non avendo lapossibilita’ di ricorrere a soluzioni finanziarie speculative,ed essendo fortemente radicati sul territorio – ha spiegato -quando il territorio soffre, anche noi soffriamo. Tuttavia – haconcluso Azzi – poiche’ negli anni scorsi abbiamo accumulatopatrimonio, cio’ ci consentira’ di reggere bene anche in questecircostanze’.

Fonte: ANSA

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