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Azzurri al tappeto: obbligo di vincere contro il Samoa

rugby b1
Il rischio per Nick Mallett è quello di eguagliare il primato stabilito alla guida del Sudafrica, con cui ottenne 17 vittorie consecutive tra metà 1997 e fine 1998. Ma al contrario. Sabato a Udine proprio contro i sudafricani la sua Italia ha messo insieme la tredicesima sconfitta consecutiva, meglio interrompere una serie che rischia di arrivare veramente ai 17 ko.

Sabato prossimo ad Ascoli arrivano le Isole Samoa, squadra sicuramente alla portata degli azzurri se è vero che in questi test autunnali sono stati capaci almeno di tenere testa le due squadre più forti del mondo ovvero Nuova Zelanda e Sudafrica. Anche Samoa è messa meglio nel ranking rispetto all’Italia, undicesimo posto contro il dodicesimo. Ma è pur vero che poco meno di due anni fa gli azzurri erano al decimo.

Fino alla Coppa del Mondo 2011, che si giocherà in Nuova Zelanda, l’Italia non potrà aspettarsi test con squadre messe peggio in classifica. Dopo Milano, dopo l’evento con gli All Blacks, gli azzurri erano chiamati sicuramente a delle conferme con il Sudafrica campione del mondo in carica. Che, a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, sono pure arrivate.

E’ vero, l’ingenuità dell’esordiente Simone Favaro, placcaggio in netto ritardo su Fourie du Preez, costa all’Italia dieci minuti da giocare in 14 (nel rugby un fallo può costare un cartellino giallo che comporta un’espulsione temporanea) già in apertura. E’ proprio in questo momento che i sudafricani mettono una grossissima ipoteca sulla partita segnando, appunto dal 3′ al 13′, due mete di cui una trasformata per il parziale 12-0 (5+5 più i 2 punti della trasformazione).

E’ altrettanto vero però che gli azzurri sembrano come svegliarsi d’incanto, tornando a giganteggiare in mischia chiusa e a mettere in difficoltà Habana e compagni con azioni in velocità: Zanni va ad un passo dalla meta grazie a Parisse, Garcia ci riesce per merito di Gower e lo fa addirittura sotto i pali. Ma proprio l’apertura azzurra, appunto Craig Gower, sbaglia nel calciare i palloni tra i pali commettendo fino a tre errori (3 punti per ogni calcio, 9 punti persi). Dopo il -5 del primo tempo (12-7), poi, però il crollo azzurro del secondo tempo, contemporaneo al ritmo più alto imposto dagli uomini di coach Peter De Villiers.

Probabilmente un discorso fisico per capitan Sergio Pariss e compagni, la fatica con la Nuova Zelanda si sarà forse fatta sentire. Il 32-10 finale è per Mallett, e non solo, un risultato bugiardo. Non perché l’Italia avrebbe meritato di non perdere: “Il risultato è stato troppo severo, un 32-20 avrebbe rispecchiato meglio l’andamento della partita. L’espulsione di Favaro? Giocare in quattordici contro i campioni del mondo è molto difficile ed abbiamo preso 12 punti, ma la squadra ha reagito e ha fatto un buon finale di secondo tempo.

La difesa è stata fantastica ed è riuscita a fermare Habana. La nostra mischia è stata fortissima. Sui calci piazzati e su quelli a mano siamo stati meno bravi del Sudafrica”. L’ennesima sconfitta, ma ancora un trionfo di pubblico, di amore per questa squadra: trentamila spettatori al Friuli di Udine, il 6,1% di share su La7 (743.000 spettatori, più i 256.000 su Sky Sport 2). Ora la chiusura di sabato con Samoa. Una partita che si può vincere, anzi si deve perché un record negativo non è forse il modo migliore per prepare la Coppa del Mondo del 2011

Fonte: diregiovani.it

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