Bearzi

Barcollo: “Accanimento contro di noi”

barcollointerv.jpgIeri vi abbiamo presentato il nuovo regolamento per i locali notturni a Udine. Oggi Vi facciamo leggere un intervista che abbiamo realizzato con Michele Cattarossi titolare del Barcollo. Il locale chiuso per schiamazzi lo scorso 26 marzo

Riassunto delle puntate precedenti: cosa è successo e perché è chiuso il Barcollo?
Il 26 marzo, in seguito a diverse chiamate, la polizia municipale è intervenuta a chiudere il Barcollo, il locale di mia proprietà in fondo a Via Mercatovecchio, causa schiamazzi notturni.
Il Barcollo aveva avuto già una chiusura temporanea in passato, ma precedente alla mia gestione. Inoltre le persone che hanno segnalato gli schiamazzi non sono mai venute a parlare con me. So che avevano avuto contatti piuttosto burrascosi con la gestione precedente.

I vicini avevano ragione a protestare secondo lei?
Il problema esisteva in parte, lo ammetto, ma ho avuto proteste anche nei giorni in cui ero chiuso per turno di riposo! Qualsiasi rumore provenisse dalla strada di notte era colpa del Barcollo! Ma non sono certo l’unico locale di assembramento in quella zona. Peraltro precedentemente a questo provvedimento non avevo mai ricevuto multe per chiusure fuori orario, anzi eravamo molto ligi sull’orario di chiusura. Inoltre sono stato accusato anche di avere dei “pali” per segnalare l’arrivo della polizia e abbassare di conseguenza il volume. Assurdo.

Quindi la colpa della chiusura di chi è?
Direi l’amministrazione comunale e i vigili che hanno un 50% di colpa, mentre l’altro 50% è di responsabilità del locale e dei clienti che in certe occasioni è piuttosto difficile contenere.

E adesso come si sta muovendo?
Il locale è chiuso da oltre un mese: cosa mai vista per schiamazzi notturni. Mi hanno negato il secondo dissequestro e quindi il Barcollo in via Mercatovecchio è da considerarsi un’esperienza chiusa. C’è da dire inoltre che 13 persone che lavoravano con me nel locale sono rimaste a piedi e adesso si stanno muovendo per cercare un altro posto di lavoro. Senza contare che devo continuare a pagare l’affitto.

Cosa prevedeva nella sua richiesta di dissequestro del locale?
Avevo programmato di cambiare gli orari di chiusura del locale: quindi stop alla musica alle 23 e chiusura del locale all’1. Inoltre prevedevo nel piano che avevo sottoposto al tribunale anche la presenza di una guardia giurata fuori dal locale.

E quindi adesso come si muoverà?
Farò ricorso in cassazione perché mi venga resa giustizia. Poi mi muoverò per cercare strade alternative. Sempre a Udine. Mi dispiace che il team che avevo messo in piedi nel vecchio locale si sia diviso per la chiusura. Ma non posso biasimarli.

Il nuovo locale dovrà sottostare ai nuovi regolamenti emessi dal comune.
Il mio nuovo locale sarà insonorizzato e comunque questo nuovo regolamento, che peraltro deve ancora passare in consiglio comunale, fa ridere. Sembra scritto apposta per alcuni locali.

E lei come avrebbe risolto il problema al posto della giunta comunale?
Il problema va visto sotto più aspetti: secondo me la gestione comunale deve essere più simile a quella aziendale. Non si può far chiudere un locale che produce ricchezza. Perché anche il comune ci rimette. Il comune deve venire incontro alle esigenze di colui che investe in città: se non ci sono abbastanza attività in città organizzate dalle istituzioni noi esercenti dobbiamo inventarci il modo per sostenere l’attività, i dipendenti e guadagnare. L’amministrazione deve avere una gestione imprenditoriale. Ma forse come già si era visto in passato con l’università questo atteggiamento non è nelle corde del sindaco. Inoltre ribadisco che io mi sono visto arrivare direttamente i vigili urbani senza che mai i vicini fossero venuti a parlare con me del problema

Si sente vittima di un ingiustizia?
Diciamo che c’è stato un accanimento nei miei confronti! Sono costretto a chiudere la mia attività definitivamente in seguito a un provvedimento per schiamazzi notturni. Il tribunale non ha accettato le mie proposte per il dissequestro mentre altri locali cambiando l’orario di apertura hanno potuto riaprire ( “Osteria ai provinciali” ndr),.

E chi c’è dietro questa ingiustizia secondo lei?
Non vorrei che tutto questo dipendesse solo dal fatto che le due pratiche sono cadute in mani diverse e ognuno ha interpretato a modo suo la legge. Ma sento puzza di bruciato. Forse c’è qualcuno che prova invidia per il successo che il mio locale riscuoteva. Altri locali poi hanno molta più libertà. Evadono palesemente alcune normative ma nessuno muove un dito. Ma non vorrei ci fosse dell’altro. Magari qualcuno pensa che un immobile senza il barcollo vicino possa valere di più sul mercato immobiliare. Intanto però io ho chiuso un’attività che andava molto bene. Si tratta di una sconfitta per tutti.

(foto: Zaira Menin)

facebook

Lascia un commento

1.383