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Bearzi choc: violenze sessuali?

Avrebbe subito per sei anni violenze sessuali in un istituto salesiano e una volta diventato maggiorenne, ha lasciato la struttura e ha deciso di denunciare gli abusi. comunicato dell’Ansa di ven 5 sett.

Avrebbe subito per sei anni violenze sessuali in un istituto salesiano e una volta diventato maggiorenne, ha lasciato la struttura e ha deciso di denunciare gli abusi.L’episodio sarebbe accaduto a Udine, dove la Procura della Repubblica ha aperto una inchiesta che si annuncia molto complessa e difficile. Il ragazzo, secondo quanto si è appreso, era stato accolto dai salesiani quando aveva 12 anni. Le violenze, secondo il suo racconto, sarebbero cominciate subito e durate per sei anni. Oggi i Carabinieri di Udine hanno perquisito l’istituto salesiano dove il ragazzo era ospite, alla ricerca di riscontri. Il padre responsabile del centro dei Salesiani non ha voluto dire nulla limitandosi a precisare che i Carabinieri non hanno trovato nulla di quanto cercavano. Gli uomini dell’arma hanno solo confermato il sopralluogo e ricordato che “si tratta di una indagine complessa e molto delicata”

Gli istituti dei salesiani a Udine sono stati fondati nel 1932 da don Guglielmo Biasutti. All’inizio la struttura accoglieva ragazzi bisognosi e orfani ed erano tutti ospiti dell’istituto. Dal 1960 le varie strutture cominciarono ad accogliere anche giovani semiconvittori la cui presenza soppiantò quella dei convittori. Oggi gli allievi delle varie scuole sono tutti esterni. L’istituto salesiano ‘Bearzi’ di Udine – dove, secondo quanto si è appreso, si sarebbero consumate le violenze – è noto anche per una molto intensa attività sportiva e culturale praticata dai ragazzi

Ecco il commento del direttore de “La Vita Cattolica” apparso sul sito del giornale stesso

IL COMMENTO. Dell’indagine si sa davvero poco. Gli stessi inquirenti la definiscono “complessa e molto delicata”. Dal Bearzi si fa sapere che i carabinieri nel sopralluogo non hanno trovato riscontri a quanto denunciato. Eppure i mezzi di comunicazione vi si sono gettati a capofitto, a solleticare la curiosità morbosa inevitabilmente suscitata da una vicenda come questa. La Chiesa non si nasconde e non vuole trattamenti di favore. Ma ci si chiede come mai la denuncia sia arrivata tanti anni dopo il caso.
Parlando della pedofilia da parte di preti e religiosi lo scorso luglio durante la visita pastorale in Australia, il Papa ha detto “che i responsabili di questi mali devono essere portati davanti alla giustizia”. Anche la Chiesa, infatti, è vittima delle deviazioni dei suoi membri, perché le causano grande dolore e danneggiano la testimonianza evangelica. L’atteggiamento giusto da tenere di fronte alle notizie trapelate venerdì 5 settembre è, dunque, quello di lasciar fare il proprio corso alle indagini e trarre le conclusioni solo a processo finito. Purtroppo, dopo aver fatto del bene a migliaia di giovani friulani, i salesiani del Bearzi sono già finiti sulla graticola mediatica e c’è il rischio che, come sempre succede in casi del genere, il giudizio di condanna venga emesso immediatamente, a “furor di popolo”.

Ezio Gosgnach

dall’ansa:

”Siamo sereni e assolutamente certi di dimostrare l’inconsistenza dell’accusa”: cosi’ oggi, don Dino Marcon, direttore dell’istituto Bearzi di Udine, ha commentato la denuncia di un ragazzo italiano di origini somale, ospite dell’istituto salesiano fino al 1999, secondo la quale avrebbe subito sei anni di violenze e abusi nella struttura friulana. ”Siamo amareggiati e rattristati per la denuncia – ha aggiunto don Marcon – perche’ per quel ragazzo, come per tutti gli altri, abbiamo fatto di tutto. Abbiamo continuato a seguirlo e ad aiutarlo anche dopo il suo abbandono della nostra struttura. Solo pochi giorni fa gli avevamo dato una televisione perche’ la sua si era guastata. Insomma non potevamo immaginare queste sue denunce che a mio avviso sono del tutto campate in aria”

 

 

 

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