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Biella 86 Snaidero 69: La Cronaca di Fulvio Floreani

snaiderobask.gifLa netta vittoria nel mezzodì di Sky della GMAC Bologna aveva ridotto davvero al lumicino le speranze di salvezza degli arancione. Per tenere viva la possibilità (remotissima) del mantenimento di categoria serviva una vittoria – mai arrivata in terra biellese – questa sera.Udine ci ha provato, ha rincorso da vicino Biella per tre quarti abbondanti, ha provato a rispondere ai parziali dell’Angelico ma puntualmente nel momento decisivo ha collezionato qualche persa o qualche tiro sbagliato. Insomma, un deja vù nella stagione arancione. La Snaidero da stasera può smettere di pensare alle toppe da mettere ad un vestito nato male e cominciare a costruire il futuro, che sarà in LegaDue. In ottica 2009/2010, oggi, data anche l’assenza di Anderson, si è rivisto in campo l’agente speciale Musso (3 punti con un solo tiro, ma anche 3 recuperi per “Ringhio” ), D’Ercole ha giocato qualche minuto in più rispetto al solito (con qualche sprazzo di buon gioco e qualche stupidaggine come il fallo su tiro da tre di Aradori ad inizio dell’ultimo quarto) e Antonutti è stato uno degli uomini più impiegati. Peraltro, il coach si è tenuto in campo per ben 35 minuti a dimostrazione che la sua transizione da giocatore ad allenatore, evidentemente, non è ancora avvenuta.

La Snaidero da oggi può giocare libera da pressioni e, soprattutto, può programmare il proprio futuro. I tifosi e gli appassionati di basket non si meritano un trattamento come quello ricevuto l’anno scorso: ci auguriamo che la proprietà voglia fare chiarezza subito sulle intenzioni per il futuro, futuro che, vada come vada, non dovrebbe vedere ancora Mario Ghiacci dietro la scrivania.

Permetteteci un plauso a Lino Lardo e agli “eroi” di Rieti, vincitori in casa contro Cantù e ancora vivi per la lotta salvezza nella quale viene risucchiata anche Caserta.

Cronaca

Nella prima metà di gara Udine cerca di non far fuggire i padroni di casa che dominano a rimbalzo e tirano con ottime percentuali da fuori (soprattutto con Smith e Aradori ma anche con l’inatteso Gist), Udine sopravvive grazie alla buona vena offensiva di Ortner e a un Forte in versione Anderson (per numero di tiri presi). La Snaidero è ampiamente in partita. Dopo aver chiuso sotto 20-15 il primo quarto, va al riposo sul 39-35 per l’Angelico.

Nel terzo quarto la Snaidero riesce a ricucire un primo strappo dell’Angelico grazie alla sapiente regia di Allen che trova assist e soluzioni personali per il -2 (46-44). Ancora Joe Smith piazza la zampata da fuori (4/5 da tre al momento e 18 punti) per allontanare i suoi. Due palle perse (Romero e Allen) permettono a Biella di creare l’ennesimo piccolo vantaggio dell’incontro. Udine non è doma: 6 punti consecutivi, 2 canestri frutto di altrettanti recuperi, e la Snaidero è nuovamente a 1 possesso. Jurak con un gioco da tre punti e un 1/2 ai liberi di Smith riportano l’Angelico sul +7 del 30′: 55-48.

La Snaidero con i lunghi riesce ancora una volta a rientrare in partita, ma Lollo D’Ercole “prova” a vanificare tutto con un fallo sul tiro da tre di Aradori: Biella nuovamente a +8. Antonutti e Aradori si scambiano canestri da tre punti e Biella continua a mantenere il solito margine di 6-7 punti, che si dilata grazie al buon lavoro sotto canestro dell’operaio specializzato Goran Jurak. Udine, come ha fatto tutta la stagione, nel momento di maggiore difficoltà si affida al tiro da tre, che, però, non entra. Sul 73-57, Forte trova 5 punti che convincono coach Bechi a chiamare time-out. Altri due punti di Jurak e due liberi di Garri segnano, di fatto, la fine della partita, nella quale Biella ha fatto il vuoto a rimbalzo (40-16). Negli ultimi istanti c’è gloria per Soldan (tripla) e Contento (1/2 ai liberi) e per Molinaro e Maganza in campo con Antonutti in un quintetto “all furlan”. Al 40′ il punteggio (ingeneroso per Udine) è 86-69.

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