Udine

Bilancio delle Giornate del Cinema Muto 2009

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Non potrebbe essere più positivo il bilancio della 28a edizione delle Giornate del Cinema Muto conclusasi ieri sera (sabato 10 ottobre) a Pordenone con il successo trionfale dello spettacolo Ukulelescope che ha visto, per la prima volta in Italia, la trascinante Ukulele Orchestra of Great Britain accompagnare un collage di brevi film muti del British Film Institute selezionati dagli stessi musicisti sotto la guida di Bryony Dixon. Il primo confortante e importantissimo dato che si può ricavare tracciando un bilancio a caldo di questa edizione 2009 è la presenza dei giovani alle proiezioni. Paradossalmente si può dire che il muto ha un futuro e chi ne volesse la riprova concreta non deve far altro che venire alle Giornate. A Pordenone si è formato e consolidato un pubblico nuovo, preparato e attento, che è stato coinvolto direttamente nel festival con varie iniziative. Si pensi per esempio alle tre matinée che hanno coinvolto i ragazzi delle scuole della provincia di Pordenone, alle Masterclasses sull’accompagnamento musicale che si sono svolte ogni giorno all’Auditorium della Regione, ai seminari quotidiani del Collegium, e allo spettacolo di domenica 4 ottobre al Teatro Verdi (che ha registrato il tutto esaurito) con le piccole orchestre di ragazzi – debuttanti musicisti per il muto – delle due scuole medie di Pordenone e Cordenons. Sul piano artistico è stata sicuramente una delle edizioni più felici, per il riuscito mix tra cinefilia e spettacolarità. Un contributo in questo senso è venuto, oltre che dal programma dedicato a Sherlock Holmes e ai suoi epigoni, dalla rassegna del “canone rivisitato” che ha riproposto capolavori meritevoli di essere incontrati più volte, magari in nuove copie fresche di restauro. Un successo annunciato e confermato, tanto che gli organizzatori stanno già pensando per l’edizione 2010 (in programma dal 2 al 9 ottobre) di presentare questi classici in prima serata – e tutte le sere – per dare modo anche ai non specialisti di scoprire e ripercorrere tappe fondamentali della storia del cinema muto. Tra le altre notizie lasciate filtrare sulla prossima edizione, l’omaggio al cinema muto giapponese, a Rex Ingram, a Michael Curtiz (il regista di Casablanca); e ancora, le comiche francesi, Leo McCarey, l’animazione. Andando oltre, le Giornate hanno in serbo per il 2011 una grande retrospettiva sul western americano. Per il presidente del festival Livio Jacob l’edizione 2009 va ricordata “per la sensazionale scoperta archeologica del cinema di Pacchioni e per la qualità degli accompagnamenti musicali, spesso belli quanto i film”. Passando alla più prosaica contabilità, i numeri sono questi. Quasi mille gli accreditati con il 40 per cento di italiani a conferma che le Giornate sono, tra i festival che si svolgono nel nostro paese, quello più internazionale. Come sempre, la maggior parte degli ospiti stranieri proviene dagli Stati Uniti. Un dato curioso e da sottolineare è che ben seicento accreditati si sono sobbarcati le spese di trasporto, vitto e alloggio, segno di un’affezione alla manifestazione che, soprattutto in un momento di crisi economica così forte, non può far altro che piacere. E sono da ringraziare in primo luogo quelle famiglie di Pordenone che hanno aperto le loro case per ospitare un centinaio di accreditati delle Giornate. Fondamentale per la realizzazione del festival è stato il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del Comune e della Provincia di Pordenone, della locale Camera di Commercio, della Fondazione CRUP e della Banca FriulAdria-Crédit Agricole.

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