Calcioscommesse: cosa rischia l’Udinese? – il precedente del Pescara assolto in appello

Udinese deferita in attesa di giudizio probabilmente il 10 agosto, giorno anche del sorteggio di Champions League).

qui gli highlights del 3-3 fra Udinese e Bari

Udinese deferita per violazione dell’Art 4 comma 2

2. Le società rispondono oggettivamente, ai fini disciplinari, dell’operato dei dirigenti, dei tesserati e dei  soggetti di cui all’art. 1, comma 5.

 

Pepe è stato deferito per violazione dell’articolo 7 comma 7

7. I soggetti di cui all’art. 1, commi 1 e 5, che comunque abbiano avuto rapporti con società o persone che  abbiano posto o stiano per porre in essere taluno degli atti indicati ai commi precedenti ovvero che siano  venuti a conoscenza in qualunque modo che società o persone abbiano posto o stiano per porre in essere  taluno di detti atti, hanno l’obbligo di informarne, senza indugio, la Procura federale della FIGC.
8. Il mancato adempimento dell’obbligo di cui al comma 7, comporta per i soggetti di cui all’art. 1, commi 1  e 5 la sanzione della inibizione o della squalifica non inferiore a 6 mesi e dell’ammenda non inferiore ad euro  30.000,00.

 

Art. 18
Sanzioni a carico delle società
1. Le società che si rendono responsabili della violazione dello Statuto, delle norme federali e di ogni altra  disposizione loro applicabile sono punibili con una o più delle seguenti sanzioni, commisurate alla natura e  alla gravità dei fatti commessi:
a) ammonizione;
b) ammenda;
c) ammenda con diffida;
d) obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse;
e) obbligo di disputare una o più gare con uno o più settori privi di spettatori;
f) squalifica del campo per una o più giornate di gara o a tempo determinato, fino a due anni;
g) penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace  nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;
h) retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione  agonistica obbligatoria; in base al principio della afflittività della sanzione, la retrocessione all’ultimo posto  comporta sempre il passaggio alla categoria inferiore;
i) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con  assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;
l) non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato,  del girone di competenza o di competizione ufficiale;
m) non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni;
n) divieto di tesseramento di calciatori fino a un massimo di due periodi di trasferimento

____________

Una situazione analoga ha visto protagonista il Pescara che era stato deferito per responsabilità oggettiva per il comportamento del suo tesserato Nicco (che aveva una posizione più pesante di quella di Pepe) per un approccio di Gervasoni che aveva contattato Nicco per combinare la partita col Piacenza. 

In primo giudizio Palazzi chiese una pena che fosse afflittiva nei confronti del Pescara e i biancazzurri furono effettivamente condannati con un -2 da scontare nella prossima stagione.

In appello però la condanna al Pescara fu cancellata 

In tal senso la situazione di Pepe è molto più leggera di quella di Nicco che

” all’epoca dei fatti calciatore della società DELFINO  PESCARA 1936, fu deferito per violazione dell’art. 7, commi 1,  2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva, per avere,  prima della gara PIACENZA – PESCARA del  9/04/2011, – condannato in prima istanza a 3 anni e successivamente a 1 anno e multa mentre Pepe rischia al massimo 6 mesi

e la responsabilità oggettiva dell’Udinese potrebbe essere quindi assolutamente insignificante

La UEFA è stata molto chiara nei giorni scorsi, interpellata dall’ansa:

 l’articolo 2 comma 04 del regolamento della Champions League recita: “Il club non deve essere stato implicato, direttamente o indirettamente in alcuna attività mirata ad alterare o influenzare il risultato di una gara a livello nazionale o internazionale”. L’Uefa riconosce un margine interpretativo prima di adottare sanzioni: “Ogni caso è diverso e bisogna valutarlo nella sua globalità. Tuttavia, nel caso italiano, le sanzioni debbono essere comminate dalle autorità italiana”, assicurano. Sarà quindi in ultima istanza la Figc a decidere, dopo la fine dell’iter giudiziario, le sei squadre che rappresenteranno l’Italia nelle competizioni europee per la stagione 2012-2013.“Nutriamo piena fiducia nelle decisioni della federazione italiana. La Figc è perfettamente al corrente della “tolleranza zero” dell’Uefa in materia di partite truccate. Siamo quindi sicuri che la lista che consegnerà all’Uefa comprenderà solo squadre perfettamente abilitate a partecipare alle nostre competizioni”, ha concluso l’Uefa.

Lascia un commento

406