FEFF22

calendidonna
Dopo il battesimo nel 2004 e dopo aver attraversato l’India, il Nord Africa magrebino, la Cina, il Giappone e l’Iran, Calendidonna torna ad esplorare l’universo femminile africano calandosi questa volta nel Sud del continente nero. Il festival, in programma il 7 e l’8 marzo a Udine e il cui cartellone è stato presentato oggi a palazzo Morpurgo, è pronto a esplorare stavolta gli aspetti salienti della cultura femminile sudafricana, consentendo al pubblico di conoscere alcune figure di scrittrici, artiste e testimoni in grado di trasmettere la complessità storica e culturale del controverso Paese africano.

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La rassegna, ideata e promossa dal Comune di Udine e realizzata da C.E.C., C.O.R.E. e CSS Teatro stabile di innovazione del Fvg con la collaborazione di Amga, Gervasoni e ateneo friulano, ha scelto infatti quest’anno il Sudafrica in una sorta di staffetta immaginaria con i prossimi mondiali di calcio che si svolgeranno a giugno proprio nello Stato che fu simbolo dell’apartheid. “La grande risonanza mediatica che l’evento sportivo trascinerà con sé – commenta il sindaco di Udine, Furio Honsell – porterà sotto i riflettori del mondo intero un Paese che è l’emblema delle contraddizioni, terreno di formazione e di crescita culturale per lo stesso Mahatma Gandhi, padre della disobbedienza civile non violenta. Il Sudafrica – prosegue – è stato devastato dai più odiosi razzismi istituzionalizzati come l’apartheid, ma si presenta oggi, alle soglie del XXI secolo come un modello d’integrazione e di sviluppo sostenibile”.

Ma un altro tema che si impone all’attenzione dell’opinione pubblica, è anche la tremenda piaga dell’Aids, a lungo passata sotto silenzio a causa della difficoltà di mettere a disposizione farmaci molto costosi a milioni di persone poverissime. E sarà proprio la mostra fotografica “Volti positivi. Sudafrica, viaggio per ripensare l’Aids” a inaugurare, domenica 7 marzo alle 11 al Visionario, Calendidonna, che per l’edizione 2010 ha chiamato come propria consulente scientifica Maria Antonietta Saracino, una delle massime esperte di letterature e culture dei paesi anglofoni, e in particolare del Sudafrica. L’esposizione, curata da Silvia Amodio e aperta fino al 18 marzo nella sala espositiva del Visionario, mostrerà volti di persone malate e non, ma soffermandosi sulla speranza e il coraggio più che sulla sofferenza e il pietismo.
“Come è ormai tradizione della nostra rassegna, unica in Italia per contenuti e impostazione – chiarisce l’assessore comunale alla Cultura, Luigi Reitani –, apriamo la finestra su un particolare Paese, attraverso la prospettiva della condizione femminile. L’edizione del 2010 ci permetterà di capire una realtà di altissimo interesse, in cui una autentica rivoluzione sociale e culturale – il superamento della apartheid – è stato possibile senza ricorso alla violenza. Una rivoluzione – conclude – in cui le donne hanno avuto un ruolo determinante”.

Grande ospite del festival di quest’anno sarà Sindiwe Magona, straordinaria donna nera espatriata dopo sofferte esperienze di vita imposte dall’apartheid e rimpatriata dopo la scarcerazione di Mandela. Tra le più importanti e note scrittrici sudafricane, Magona ha scandagliato nella sua opera le fasi travagliate del cambiamento epocale sudafricano. A dialogare con lei, lungo l’arco della manifestazione, ci sarà oltre a Maria Antonietta Saracino, anche Natalia Molebatsi, poetessa, scrittrice e giornalista freelance ritenuta tra le più importanti esponenti della nuova poesia africana.

“Nonostante la forma inevitabilmente ridotta in cui si presenta Calendidonna quest’anno – spiega Marisa Sestito, vicepresidente dell’associazione Core – , riteniamo tuttavia che la proposta sia significativa e suggestiva non solo per la qualità delle ospiti, ma per i rimandi interni che costruiscono la coesione dell’insieme. Così, accanto alla letteratura qui rappresentata dall’importante opera di Magona, il tessuto connettivo si costruirà intorno al tema dell’Aids, su cui si impernia la mostra di Silvia Amodio e il film “Shouting Silent”.

Ma come consuetudine, ad accompagnare gli incontri e le conferenze della due giorni tutta al femminile (il 7 marzo alle 16 al Visionario e l’8 alle 10 all’università di Udine), ci saranno anche numerose proiezioni cinematografiche curate dal Cec al Visionario, e lo spettacolo teatrale prodotto dal Css, “The Syringa Tree”, prima edizione italiana proposta in replica per Calendidonna il 7 alle 21 al teatro San Giorgio. “Nel 2009 – racconta l’attrice e co-direttore artistico del Css, Rita Maffei – la mia amica Maria Adele Palmieri mi fece leggere la sua traduzione italiana del testo di Pamela Gien, autrice di questa pluripremiata opera teatrale. È da lì che è nata l’appassionata idea di produrre la prima versione italiana dello spettacolo che debutterà in prima nazionale il 6 marzo qui a Udine”.
“The Syringa Tree” è la storia intensa e profondamente evocativa del sentimento forte e contrastante che lega due famiglie, una nera l’altra bianca, e di due bambine nate nella stessa grande casa, ma cresciute in due ambienti del tutto diversi nei primi anni Sessanta in un sobborgo di Johannesburg.

Di grande spessore anche la proposta cinematografica con tre pellicole che toccano temi importanti del Sudafrica di oggi o della sua storia come l’apartheid e la tragedia dell’Aids. “Nel programma preparato appositamente per Calendidonna – chiarisce Linda Carello del C.e.c. – spicca la prima nazionale, il 1° alle 20, di Shouting Silent della regista sudafricana Xoliswa Sithole, un intenso documentario in cui l’Aids viene presentato dal punto di vista dei bambini rimasti orfani proprio a causa di questa malattia”. Imperdibili anche “Il colore della libertà – Goodby Bafana” (il lunedì alle 18), tratto dall’autobiografia “Nelson Mandela, da nemico a fratello” di James Gregory e Bob Graham, e “U-Carmen E-Khayelitsha” (sempre lunedì alle 20.55 circa), ispirato all’opera di Bizet e ambientato in una baraccopoli ai margini di Città del Capo.

Spazio, infine, anche alla solidarietà. Per Calendidonna, infatti, la locale associazione “Time for Africa” raccoglierà fondi (o sostegno a distanza) per il progetto di costruzione di un asilo a Zondi, la bidonville al tempo dell’apartheid riservata ai soli neri. L’obiettivo è quello di accogliere circa 200 bambini garantendo loro almeno un pasto al giorno, l’accesso alle cure mediche e alla scuola. “Time for Africa” sarà anche presente a Calendidonna per raccogliere firme in favore della campagna “Premio Nobel 2011 alle donne africane”.

La VII edizione del festival, ideato dal Comune e curato da Core, Css e Cec, s’immergerà tra fascino e contraddizioni della cultura sudafricana

Tra le protagoniste attese a Udine Sindiwe Magona, Natalia Molebatsi, Maria Antonietta Saracino e Silvia Amodio

Tutti gli incontri, le proiezioni cinematografiche, la mostra, lo spettacolo teatrale sono gratuiti. La replica del 7 marzo dello spettacolo “The Syringa Tree” al Teatro S. Giorgio è a ingresso libero fino ad esaurimento posti; è necessario ritirare prima il proprio biglietto alla biglietteria del CSS al Teatro Palamostre: piazzale Paolo Diacono 21 tel. 0432/506925 (da martedì a sabato, ore 17.30-19.30). Per le repliche dal 6 al 14 marzo di “The Syringa Tree” e per “L’aggancio” del 24 marzo è applicata la riduzione (12 € anziché 15 €; 7 € per studenti) a chi si presenta con il pieghevole della manifestazione alla biglietteria di Teatro Contatto al Palamostre o direttamente al Teatro S. Giorgio dalle ore 20 per “The Syringa Tree”.
Per informazioni: Comune di Udine, Ufficio Cultura (0432/414714), CSS (0432/504765), C.E.C. (0432/299545).

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