Bearzi

Capodanno Udine: 20 in ospedale per alcol, 8 sono minori

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Una ventina di persone, di cui 8 minorenni, sono stati costretti a ricorrere alle cure dei sanitari del 118 per abuso di sostanze alcoliche. Altri quattro giovani sono stati denunciati per imbrattamento e danneggiamento. È il bilancio dei festeggiamenti della notte dell’ultimo giorno dell’anno a Udine e provincia. In pronto soccorso non sono stati registrati, tuttavia, casi di coma etilico. Hanno passato invece la mezzanotte in questura quattro ragazzi udinesi di 17, 18, 19 e 22 anni che avevano deciso di trascorrere la serata imbrattando muri con lo spray e dando fuoco ai cassonetti. La polizia li ha sorpresi intorno alle 23 dopo che nella zona di Sant’Osvaldo era stato appiccato un incendio a un contenitore per la raccolta dei rifiuti. Per spegnere le fiamme è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco

Foto: Frank Berra

Botti: feriti -30% rispetto 2014, Napoli ancora al top
Nessuna vittima, cala anche il numero dei minorenni coinvolti

Sarà l’effetto delle campagne di sensibilizzazione, magari combinato al grande freddo di quest’anno e alla crisi che ‘morde’ le spese non essenziali. Fatto sta che i feriti per i botti di Capodanno sono diminuiti di un terzo rispetto al 2014: al momento ne sono stati registrati 251 a fronte dei 361 della volta precedente. Nessuna vittima, come già l’anno scorso. In calo anche il numero dei minori feriti, 68 contro gli 89 del 2014. La città di Napoli e la Campania si confermano ancora una volta al top nell’uso dei botti. Il bilancio delle forze dell’ordine parla di 71 feriti, 48 nel solo capoluogo campano dove si sono registrati alcuni episodi di particolare rilievo. Nel quartiere Barra, alla periferia orientale, uno scoppio ha provocato il crollo dell’androne di un palazzo, provocando tre feriti non gravi. Più pesanti invece le conseguenze per un 37enne ricoverato con prognosi riservata: l’esplosione di un botto gli ha lesionato l’addome in profondità. Un bambino di 10 anni, che secondo la madre è stato ferito da un botto raccolto in strada, rischia di perdere un occhio. Lesioni gravi si sono registrate anche nel resto d’Italia. A L’Aquila un 14enne ha subito l’amputazione parziale della mano destra. A Milano un egiziano di 30 anni ha perso le dita della mano destra per l’esplosione di un botto dentro casa: alcuni amici lo avevano lanciato contro la finestra ma senza accorgersi che il vetro era chiuso, così il petardo è rimbalzato nella stanza e l’immigrato ha provato ad allontanarlo, finendo invece per essere investito dallo scoppio. A Porcari (Lucca) un uomo di 38 anni ha subito l’amputazione del piede sinistro. Minori coinvolti in altri due casi in Toscana. A San Momme (Pistoia) un 14enne è stato raggiunto al viso dallo scoppio di un petardo, con ferite al naso e ad un occhio. Tanta paura a Forlì per una bambina di 6 anni: mentre rientrava a casa, un petardo attaccato a un paracadute in fiamme le ha incendiato una manica del cappottino. Per fortuna la piccola ha riportato solo ustioni guaribili in pochi giorni. Secondo il bilancio diffuso dalla polizia, diminuiscono anche i ferimenti dovuti all’uso di armi da fuoco, 7 rispetto agli 11 del 2014. In calo, complessivamente, la gravità delle lesioni: i feriti lievi con prognosi inferiore o uguale ai 40 giorni sono 241 a fronte dei 345 del 2014, quelli più gravi, cioè quelli con prognosi superiore ai 40 giorni, sono 12 rispetto ai 16 dello scorso Capodanno

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