Bearzi

Capricci – danza – Udine -24 mar

Compagni Abbondanza Bertoni
di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con Eleonora Chiocchini, Chiara Michelini, Tommaso Monza, Antonella Bertoni, Michele Abbondanza
live set Elisa Amistadi, Michele Bazzanella
progetto musicale Corrado Bungaro, Carlo La Manna
musiche originali Amistadi, Bazzanella, Bungaro, La Manna
costumi realizzati in collaborazione con Rizzi Sartoria
coproduzione Festival Oriente Occidente

Non
si cede a un capriccio poiché si ritiene l’eventuale suo
soddisfacimento inutile: ecco perché questo spettacolo si chiama
Capricci. Come il pubblico seduto in platea questa sera, anche in
quello che vedrete c’è chi voleva e poteva esserci. Avremmo potuto
essere in otto come in due o quindici. Siamo in sette per caso e
necessità. Abbiamo continuato su questa strada di necessità e casualità
anche costruendo i primi pezzi e ci siamo accorti subito che non
volevamo legare nulla a qualcos’altro. Né a una logica, né a un
personaggio, né le nostre azioni a un senso, né raccontare o essere
particolarmente utili a qualcosa o qualcuno. Insomma quello che stava
avvenendo era soprattutto un mettersi in moto, sentire la differenza
tra spento e acceso e quindi partire. In cammino o fermi su di un
palcoscenico-molo e non più in uno spazio, ponte per qualcos’altro.
Abbiamo sottoposto i musicisti allo stesso trattamento, non dando loro
punti di riferimento ma chiedendo di attingere provocatoriamente a
tutta la musica, suoni e rumori per avere indietro un impasto sonoro
incapricciato. Abbiamo voluto fare uno spettacolo ballato e ballabile,
su niente. Che non contenesse messaggi e soprattutto non avesse niente
da dire. Naturalmente abbiamo subito realizzato che non c’era niente di
più utopico, che era impossibile un grado-zero di comunicazione, ma che
ci si poteva avvicinare a esso attraverso passaggi di sottrazione di
senso. Non so se ci siamo riusciti ma non è questo il punto che ci
interessava, quanto l’esserci misurati con degli aforismi coreutici,
haiku danzati, proverbi ginnici, massime gestuali: insomma capricci del
corpo. Lasciateci l’utopia di provare a rendervi felici almeno per un
po’, non facendovi consumare niente, perché la gente felice non consuma.

Martedì 24 Marzo 2009  –  21.00

UDINE
Palamostre

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