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Terremoto ad Haiti: salve le due suore friulane

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“Un’enorme catastrofe”. Così l’ambasciatore di Haiti negli Stati Uniti ha definito le quattro potenti scosse di terremoto – la prima alle 16.53 locali (22.53 italiane) di magnitudo 7,3, la seconda di 5,9, la terza di 5,5, la quarta di 5,1 – che hanno fatto tremare nel giro di un’ora l’isola caraibica. Seminando distruzione e morte in uno dei paesi più poveri della regione, dove dove il reddito pro capite è di appena 1.300 dollari all’anno. Secondo l’Usgs (l’Istituto Geologico statunitense) che monitora i terremoti, il sisma ha avuto epicentro sulla terraferma, a 15 chilometri a sudovest della capitale Port-au-Prince e ad una profondità di 10 chilometri. La popolazione si e’ riversata in strada, difficili le comunicazioni. Testimoni parlano di caos totale. Tra gli edifici crollati anche un ospedale. Gli Stati Uniti hanno riferito che le line telefoniche fisse e mobili sono state interrotte nella capitale di Haiti.

Migliaia di persone sono sotto le macerie. Gravemente danneggiato anche il quartier generale dell’Onu. Calata la notte e senza elettricita’ la gente scava al buio fra le macerie. Obama ha garantito aiuti, cosi’ come anche Frattini. Una settantina gli italiani residenti, tra cui 12 della ditta romana Ghella, in un cantiere nel nord, stanno bene, ha reso noto l’ambasciata di Santo Domingo.

Dei quattro ospedali di Port-au-Prince, tre sono crollati per il terremoto e l’unico rimasto in piedi e’ ormai pieno. Lo ha detto in una intervista a SkyTG24 il vicepresidente della Croce Rossa internazionale, Massimo Barra. Per Joyandet,segretario Stato francese alla cooperazione, 200 persone sarebbero disperse tra le macerie di un grande albergo di Port-au-Prince crollato nel sisma. 2 aerei francesi con aiuti e squadre di soccorso sono in partenza oggi per Haiti.

Sono crollati ospedali, il palazzo presidenziale, vari ministeri, hotel, edifici per uomini d’affari, grandi magazzini, il Quartier generale della missione militare e civile dell’Onu

Ci sono anche due religiose friulane, impegnate da anni nell’assistenza a bambini e famiglie, tra gli italiani che si trovano in questo momento ad Haiti, devastata da un terribile terremoto ieri sera alle 17 locali (le 23 in Italia).

Le due suore, Anna D’Angela, originaria di Varmo (Udine), e Olivia Pia Colussi, di Casarsa (Pordenone), lavorano in collaborazione con l’associazione “Pane condiviso” di Colloredo di Prato (Udine), che da ieri sera non ha loro notizie.

«Ogni comunicazione telefonica, già difficile – ha riferito suor Ivana Agosto, interpellata dall’Ansa – è diventata impossibile».

Le due religiose operano nella Casa delle Salesiane, alla Cité Militaire, vicino all’aeroporto di Port Au Prince. «Si occupano – ha riferito suor Ivana – di 1.100 bambini che vanno a scuola, di altri 100 bambini di strada in una casa di accoglienza e di altri progetti per le famiglie bisognose. Speriamo – ha concluso – che stiano bene e che nonostante la distruzione tutto questo possa continuare»

Hanno fatto sapere si star bene, con un messaggio via cellulare, le due religiose friulane che operano ad Haiti e di cui non si avevano notizie dopo il sisma della scorsa notte. Lo ha riferito – interpellata dall’ANSA – la presidente dell’associazione ”Pane Condiviso”, Ivana Agosto. ”Abbiamo contattato via cellulare – ha detto – un giovane che abita vicino alla casa delle suore, alla Cite Militaire. Ci ha detto di aver ricevuto un sms con scritto ‘Stiamo bene’, poi – ha concluso – la comunicazione e’ caduta”. Le due suore, Anna D’Angela e Olivia Pia Colussi, sono nell’isola caraibica da oltre 50 anni e gestiscono attivita’ di sostegno a bambini e famiglie.

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