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Cave del Predil a 100 anni dalla tragedia

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8 gennaio 1910 – 8 gennaio 2010. Sono passati 100 anni quando nelle miniere di Raibl a Cave del Predil, l’ospedale sprofondò per oltre 150 metri a causa della frana nei cunicoli della miniera di una parete di roccia. Nella tragedia morirono in 7 persone, il medico con la famiglia e alcuni infermieri in servizio. Questa mattina si è tenuta una cerimonia davanti al monumento costruito per ricordare l’avvenimento

(segue tratto da www.cavedelpredil.com)
Le gallerie della miniera si snodano sotto il territorio del villaggio anche se a notevoli profondità. L’8 gennaio 1910 una parete di roccia s’infrange, consentendo l’ingresso in galleria di migliaia di tonnellate di ghiaia frammista ad acqua proveniente dal Rio del Lago. Alcuni tratti di galleria franano sotto la pressione delle acque. Verso le ore 13, l’ospedale demaniale viene letteralmente inghiottito dalla terra, sprofondando per oltre 150 metri. Nella tragedia perdono la vita sette persone che si trovavano nell’edificio: il medico, sua moglie, il figlio, una cuoca, una cameriera, un capoposto dei gendarmi in pensione e la moglie infermiera. In memoria delle vittime del tragico crollo, nel 1914 la comunità locale erige un monumento ancor oggi visibile nei pressi dell tunnel d’uscita della miniera.

Raibl è l’antico nome del piccolo paesino circondato da boschi di faggio e abeti ed ora conosciuto come Cave del Predil. Situato a circa 10 km a sud di Tarvisio è un perfetto esempio di company town, città costruita intorno alla sua principale fonte di reddito (in questo caso l’attività estrattiva) dalle Aziende che si sono succedute nella gestione del sito minerario.
La storia della miniera di Raibl affonda le sue radici in epoca pre-romana. Alcuni ritrovamenti, infatti, lasciano presupporre che già 800 anni prima di Cristo ci fosse un’ attività di tipo estrattivo, seppur ridotta agli strati superficiali della futura miniera. Testimonianze della presenza di una via di comunicazione verso l’est europeo che attraversava la valle sottostante il Monte Re, rafforzano l’ipotesi di un qualche genere di attività estrattiva anche in epoca romana. Nel 1006 Enrico II concesse alcuni territori facenti parte della Signoria federaun, tra i quali anche quello di Raibl, al Vescovado di Bamberga.
Il primo documento storico che fa esplicito riferimento all’attività estrattiva risale al 1320, quando il re Federico II, detto Il Bello, rilascia ad un gruppo di minatori del tarvisiano la concessione per l’esercizio dell’attività estrattiva. La strada di Cave del Predil, definita “nova e insueta” a causa della sua asprezza e pericolosità, offriva un passaggio alternativo per raggiungere i paesi del nord Europa.




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