CGIL/CISL/UIL di Udine all’attacco: meno parole più fatti

Ecco il testo della lettera aperte che la triade sindacale ha indirizzato al presidente della provincia Fontanini nel corso della consueta riunione sul mondo del lavoro che ha visto partecipare anche l’assessore regionale Angela Brandi

Signor Presidente,

abbiamo riflettuto a lungo sul senso della nostra presenza all’odierna riunione del Comitato.

Con sobrietà e dopo l’esito incerto delle ultime riunioni di quest’ultimo, avevamo più volte rimarcato la necessità di ripristinare il senso originale di un organismo alla cui nascita, nel 2005, i nostri sindacati assicurarono forte spinta e convinzione.

Riaffermare, attraverso il metodo del confronto e della concertazione, la centralità del Friuli nelle scelte di politica economica” non era per noi solo la premessa, ma anche il fine al quale ricondurre gli sforzi comuni di tutta la preziosa pluralità di soggetti che al Comitato avevano aderito.

Ricorderà con quanta insistenza nel 2008 avevamo chiesto di rimettere in moto quest’ultimo, dopo anni di sopore, intuendo per primi la devastazione di una crisi montante ma ampiamente sottovalutata o addirittura negata, battendo e ribattendo sul valore del “fare coesione, fare rete, fare sistema” in una comunità, quella friulana, collaudata e capace di risposte alte.

Ricorderà parimenti il nostro impegno alla stesura del documento “Obiettivo Friuli”, efficace sintesi metodologica e pedagogica di un percorso ampio e partecipato, fatto non solo di analisi e letture, ma anche e soprattutto di indicazioni e proposte esplicitamente rivolte alla Regione ed al Presidente Tondo, attraverso una vera e propria missione esplicitamente affidata all’esercizio del suo ruolo istituzionale provinciale.

Missione che riteniamo, a questo punto, sostanzialmente elusa, perché sostituita da una serie di “approfondimenti” affidati alla disponibilità di assessori regionali istituzionalmente orientati ad avere di fronte più uditori che interlocutori autorevoli, riconosciuti come tali.

Ed è proprio nell’azione volta al riconoscimento di questo livello relazionale, alla valorizzazione di un confronto che riconsegni alla “comunità friulana” nel suo insieme, un attestato di valore da tempo sbiadito, che si manifestano i più assordanti silenzi.

Non si può continuare a far lievitare il peso delle domande quando servirebbero le risposte.

Quattro anni di crisi buia e feroce, hanno cambiato forse irrimediabilmente il volto della nostra economia locale, infierendo sui segmenti manifatturieri ed aprendo prospettive terribili sul piano sociale.

Molti segnali, compreso l’ordine del giorno della riunione odierna, ci riferiscono che nel frattempo la Regione sta orientando scelte, opportune oppure sbagliate, come nel caso della soppressione dell’Agenzia Regionale del Lavoro, ma secondo una successione di priorità che non mette al centro l’economia reale, la necessità di sostenere non con le parole e gli auspici, ma con risorse concrete, il motore autentico del benessere che il Friuli ha costruito negli ultimi 50 anni.

Si tratti di grandi aziende quali la Safilo di interi distretti come quello della sedia, oppure di centinaia e centinaia di piccole imprese che chiudono i battenti per sempre, il profilo di attenzione e soprattutto di impegno non ci sembra capace di interrompere l’emorragia, o almeno di provarci, con energia.

Questa nostra, Signor Presidente, se stigmatizza la ripetitività delle cerimonie inconcludenti, non intende farsi interpretare come una fuga oppure un disimpegno.

Ad un Friuli protagonista attivo della sua storia, continueremo a credere ancora.

Ma con una più forte attribuzione di valore alle dovute coerenze.

Alessandro Forabosco Segretario Generale Provinciale CGIL di Udine

Roberto Muradore Segretario Generale CISL Comprensorio Udinese e Bassa Friulana

Franco Colautti Segretario Generale CISL Comprensorio Alto Friuli

Ferdinando Ceschia Segretario Generale UIL Provinciale di Udine

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