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Massimo Tartaglia, l’aggressore di Berlusconi è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. E’ lui l’uomo che ha aggredito Silvio Berlusconi. Incensurato, la Digos neppure lo conosce, segno che non appartiene a centri sociali o organizzazioni extraparlamentari. Nessun precedente penale. Solo il ritiro della patente per motivi di viabilità qualche mese fa: nulla di più. Quarantadue anni, abita con i genitori in un’elegante palazzina a Cesano Boscone (Milano); l’aggressore di Silvio Berlusconi è un ingegnere elettronio che lavora nell’azienda del padre, la AL.TE.TEK di Corsico, specializzata nella realizzazione di obliteratrici per autobus. Vota Pd, come tutta la sua famiglia, “ma in casa – assicura il padre Alessandro – nessuno odia Berlusconi. Mai fatto politica attiva”, spiega il genitore. “Non ha mai fatto del male a nessuno: è un volontario del WWF”.

Nella giacca una bomboletta al peperoncino. Ma in tasca, Massimo aveva, insieme ad un altro souvenir del tipo usato per colpire il premier, una bomboletta di spray urticante al peperoncino che ha fatto protendere il procuratore aggiunto Armando Spataro, capo del pool antiterrorismo milanese, ad ipotizzare che il gesto di questa sera in piazza del Duomo fosse premeditato. Il pm lo ha scritto chiaro in calce al provvedimento di arresto: “Lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione”.

“Io non sono nessuno”. Per tentare di ricostruire i trascorsi dell’aggressore e tracciarne un profilo mentale meno approssimato, in serata era arrivata nella Questura di Milano anche la psicologa che ha in cura Tartaglia da 10 anni. Una vicina di casa di Massimo Tartaglia, in via Giusti, nella zona residenziale di Cesano Boscone, ricorda che qualche volta sentiva l’uomo “urlare nel suo appartamento”. E quando i poliziotti lo hanno trascinato via dalla piazza dopo l’aggressione, ripeteva: “Non sono io. Io non sono nessuno”.

L’inventore dei “Quadri musicali”. Giù 15 anni fa, il nome di Massimo Tartaglia era comparso sui giornali interessati a pubblicare le strane invenzioni degli Archimede di casa nostra. Accanto al nome del futuro aggressore di Berlusconi, comparve la foto dei cosiddetti “Quadri musicali”. Coniugando la passione per l’elettronica con il gusto per l’arte astratta, Massimo Tartaglia realizzò dei piccoli quadri che si illuminavano di luce colorata diversa ogni volta che nella stanza in cui erano appesi si ascoltava della musica. A quanto pare, però, l’invenzione finì presto in un cassetto e dei “Quadri musicali” non si sentì più parlare.

Fonte: Repubblica.it

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