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Chiusi dall’8 marzo in FVG cinema, teatri, discoteche, pub, sale scommesse e musei

La Regione Friuli Venezia Giulia informa che, su disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale, oltre a confermare le precedenti restrizioni, sono stati assunti in particolare ulteriori provvedimenti:

1. sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati.

2. è sospesa l’apertura dei musei e di altri istituti e luoghi di cultura. Sospesa anche l’attività di cinema e teatri.

3. svolgimento dell’attività di ristorazione e bar, con obbligo a carico del gestore di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

4. è fortemente raccomandato presso gli esercizi commerciali, all’aperto e al chiuso, che il gestore garantisca un accesso con modalità contingentate per impedire assembramenti di persone, sempre nel rispetto della distanza interpersonale di un metro.

5. sono sospesi eventi sportivi di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo: pubblico o privato. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi, nonché gli allenamenti degli atleti agonisti, all’interno di impianti a porte chiuse. In ogni caso le associazioni e le società sportive sono tenute, attraverso il proprio personale medico, ai controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus tra gli atleti, gli accompagnatori, i tecnici e di dirigenti.

Tutte le disposizioni hanno efficacia dalla giornata di oggi fino al 3 aprile. Sull’applicazione del decreto stamani si è tenuto il Comitato operativo al quale ha partecipato il vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Nel corso della riunione è stato deciso che le misure che prevedono di evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori della Lombardia e dalle provincie indicate nel decreto (tra cui Padova, Treviso e Venezia) – salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero spostamenti per motivi di salute – saranno oggetto di approfondimento nel corso di uno specifico tavolo convocato nel pomeriggio tra rappresentanti dei Ministeri e i presidenti delle Regioni. Di un tanto, rende noto la Regione, verrà data tempestiva comunicazione. L’Amministrazione regionale ricorda che il numero 112 va chiamato solo in caso di urgenze sanitarie e che, per ogni ulteriore informazione relativa al coronavirus, è attivo il numero verde della Protezione Civile 800 500 300.

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