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È tutto pronto per il “Carnevale Civico Studentesco”, simpatica iniziativa già sperimentata, con successo, in altri territori. Quest’anno toccherà alla Città Ducale, coinvolta a partire dalle 10.30 nella zona Foro Giulio Cesare/Piazza Ristori. L’iniziativa è proposta dal Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico Fogolâr Civic e dal Circolo Universitario Friulano Academie dal Friûl, in accordo con il Club Unesco di Udine e con la partecipazione attiva della locale scuola secondaria di primo grado “Elvira e Amalia Piccoli”. In caso di maltempo, l’appuntamento sarà spostato a giovedì 6 marzo.
Si tratta di un evento scolastico ispirato a vicende, riti e utopie di sovvertimento (o restaurazione) dell’ordine civile da sempre connessi anche alle tradizioni carnascialesche alpino-adriatiche. Sarà idealmente ripetuto il gesto delle antiche autorità di Venezia, le quali, alle origini del più prestigioso Carnevale dell’area, abbattevano in laguna a colpi di mazza, in occasione del giovedì grasso, dodici sagome di castelli simboleggianti la prepotenza dei potenti del Friuli. A crollare saranno alcune artistiche torri di cartone, realizzate e intitolate dalle scolaresche alla prepotenza e alle negatività della nostra società contemporanea.
«Risulterà davvero interessante – sottolinea il professor Alberto Travain, coordinatore generale del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico Fogolâr Civic e dal Circolo Universitario Friulano Academie dal Friûl – capire come i giovanissimi studenti della città madre della regione crocevia d’Europa siano per lo meno in grado di sognare un mondo migliore, anche immaginando di eliminare in effige i peggiori mali che affliggono il vivere moderno».
Travain compie anche una digressione storica che contestualizza l’appuntamento: «L’evento è legato ai giorni commemorativi della “Crudel Zobia Grassa” friulana del 1511, prima grande rivolta antifeudale della storia europea moderna, che se non toccò direttamente Cividale, tradizionale roccaforte nobiliare, poté facilmente entusiasmarne il popolo, da sempre in lotta per contare in seno all’amministrazione della comunità – conclude -. Un’occasione certo propizia anche per ricordare, nel 610° anniversario, la principale eppure sfortunata e troppo spesso dimenticata rivolta civica cividalese del Medioevo, quella Bertulo di Porta Brossana, del 1404, fatto importante per la memoria e per la coscienza della cittadinanza locale».

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