Collino si dimette dagli enti locali PDL. C’è dietro FLI?

collino”Ho rassegnato le dimissioni da coordinatore del Dipartimento Enti Locali del PDL venerdi’ scorso – ha detto Collino -; una scelta sofferta che ho maturato in questi mesi, a fronte di tante delusioni che quotidianamente hanno caratterizzato la mia attivita’ politica”. Secondo l’auroparlamentare ”il progetto iniziale che ho fortemente sostenuto e in cui ho fortemente creduto aveva come obbiettivo un partito di massa capace di rappresentare tutti i ceti sociali attraverso una gestione partecipata delle idee quale motore di ogni attivita’. Ci siamo trovati invece di fronte ad una struttura fortemente oligarchica – ha detto Collino – dove ogni decisione, anche legata all’attivita’ operativa del dipartimento da me coordinato, e’ stata costantemente assunta in luoghi diversi. Ho maturato la consapevolezza in questo lungo periodo che l’attuale modello organizzativo e i metodi legati all’approccio dei problemi non troveranno ne’ soluzione ne’ tantomeno radicali modifiche. Il momento politico che stiamo vivendo richiede ad ognuno, in base alla propria storia e ai propri valori di riferimento – ha proseguito Collino – la responsabilita’ delle proprie azioni e quindi delle proprie scelte. Ho sempre creduto che la politica debba avere il compito di favorire e consolidare la cultura del rispetto delle istituzioni e delle regole, considerate il fondamento della coesione civile, e non inutili ostacoli posti dall’individualismo politico”. ”Per tutto questo e per la chiarezza che devo a me stesso ho scelto la strada di dimettermi dal mio incarico e di prendermi liberamente il tempo necessario per una pausa di riflessione su quello che dovra’ essere, se dovra’ essere, il mio futuro impegno in politica – ha proseguito l’europarlamentare -. Nel frattempo continuero’ a svolgere, in seno alla delegazione italiana all’interno del Partito Popolare Europeo, di cui condivido le finalita’ politiche, il mio ruolo di parlamentare nel rispetto dell’impegno assunto con gli elettori. Ringrazio tutti gli amministratori del PDL con i quali ho collaborato in questi anni per la vicinanza che mi hanno sempre dimostrato e per il lavoro che abbiamo svolto a supporto delle autonomie locali – ha concluso Collino – che rappresentano la vera risorsa e il presidio del nostro territorio”.

‘Giovanni Collino denuncia le stesse cose che denunciavo da tempo, quelli che erano stati i miei primi timori che poi si sono verificati”: lo ha detto oggi il coordinatore di Fli Roberto Menia. Interpellato dall’ANSA sulle dimissioni dell’europarlamentare da coordinatore nazionale Enti locali del Pdl, Menia ha aggiunto che ”Collino e’ stato pure sul ponte di comando, e quindi ha visto sicuramente come andavano le cose. Voglio esprimere il massimo rispetto per quello che ha fatto e che fara’, senza voler metter becco – ha aggiunto – su qualunque scelta personale”. Riguardo all’ipotesi che Collino possa aderire a Fli, Menia ha sottolineato che ”avevamo ovviamente mantenuto ottimi rapporti, quindi ci siamo sentiti, ma in modo casuale. Lo sentiro’, come e’ logico, ma non per fare campagna acquisti, che a Futuro e Liberta’ non interessa – ha concluso – senza forzare nulla”

”Lasciare il proprio partito e’ una scelta difficile e se viene da un uomo di esperienza come Collino, deve essere stata maturata profondamente e a lungo”: cosi’ l’europarlamentare del Pd, Debora Serracchiani, commenta le dimissioni dell’europarlamentare Giovanni Collino da coordinatore nazionale Enti locali del Pdl. Secondo Serracchiani, ”il grave malessere che attraversa il Pdl e che si esprime anche al livello delle sue personalita’ piu’ autorevoli, non puo’ essere ridotto alla formula dello scontro personale o di corrente; e’ invece il riflesso di una diffusa esigenza di ritorno alla normalita’ della dialettica democratica, che il Paese richiede con forza crescente e che si sta affermando nei settori piu’ responsabili del centrodestra”. ”L’esigenza di rispetto delle istituzioni e delle regole invocata da Collino, percio’ – ha proseguito Serracchiani – rappresenta un apprezzabile segnale di discontinuita’ rispetto al declinante sistema berlusconiano: un sistema che si sta sfarinando ovunque – ha sottolineato – dal Governo al Parlamento europeo”. ”Nella distinzione dei nostri ruoli, Collino e io abbiamo lavorato a Bruxelles nell’interesse della nostra Regione e per il bene di tutto il Paese, e non dubito – ha concluso Serracchiani – che continueremo in questa direzione”.

”Le sue critiche saranno ascoltate”: lo ha detto oggi il coordinatore regionale del Pdl del Friuli Venezia Giulia, Isidoro Gottardo, commentando le dimissioni di Giovanni Collino da coordinatore nazionale Enti locali del partito. ”Le sue riflessioni – ha spiegato Gottardo, interpellato dall’ANSA – non vengono lasciate cadere. Secondo me, l’analisi di Collino e’ in senso costruttivo e non per giustificare un disimpegno. La sua decisione – ha aggiunto – non e’ un fulmine a ciel sereno. Il partito e’ in una fase di rodaggio, e’ chiaro che vi sono delle situazioni da mettere a punto, pero’ bisogna anche valutare i problemi che capitano quando si devono fondere piu’ partiti in uno. So che Giovanni – ha proseguito – ha aperto un dialogo con la dirigenza nazionale per capire dove stanno i problemi, per trarre dalla sua posizione esperienze utili. Sono fiducioso che sara’ mantenuto un rapporto di collaborazione”. Gottardo ha anche sottolineato ”l’aspetto umano” della scelta. ”Ne abbiamo parlato piu’ volte – ha detto il coordinatore – e’ chiaro che lasciare il Senato per andare a Bruxelles ha reso complicato anche dal punto di vista della logistica seguire l’incarico di coordinatore nazionale”.

”Sono dispiaciuto per queste dimissioni, che da quanto so, fanno riferimento ad un disagio nazionale, non certo regionale. Spero rimanga nel Pdl”: cosi’ il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, ha commentato le dimissioni di Giovanni Collino da coordinatore nazionale enti locali del Pdl. ”L’ho sentito telefonicamente – ha detto Tondo, interpellato dall’ANSA – e mi ha confermato assoluta vicinanza e continuita’ nei confronti della Giunta che rappresento”. ”Oggi, di fatto – ha aggiunto Tondo – si e’ solo dimesso da responsabile degli enti locali, non ha abbandonato il partito”. ”Spero – ha auspicato Tondo – che rimanga solo un disagio di carattere nazionale e che possa rimanere con noi, perche’ Giovanni Collino e’ una risorsa”. ”E’ presidente della Commissione paritetica – ha sottolineato Tondo – e’ europarlamentare: non verra’ meno il suo impegno, ma se rimane nel Pdl, francamente, sono piu’ contento”, ha concluso.

”Auspico che l’amarezzaßdi Collino, legata alle difficolta’ a livello nazionale, si trasformi in forte volonta’ di contribuire con la sua esperienza e le sue capacita’ a rendere il Pdl regionale ancora piu’ forte e coeso”: lo ha affermato il vicecoordinatore regionale del partito, Sergio Dressi, commentando le dimissioni di Collino da coordinatore nazionale Enti locali del Pdl. Secondo Dressi, Collino potra’ ”valorizzare ancor di piu’ il suo ruolo fondamentale di presidente della Commissione Paritetica Stato-Friuli Venezia Giulia, a sostegno del governo regionale del presidente Tondo che, pur in un difficile contesto economico nazionale e internazionale, sta ottenendo eccezionali e lusinghieri successi”. ”Le decine di migliaia di preferenze, di elettori del Pdl, che lo hanno eletto al Parlamento Europeo – ha concluso Dressi – gli attribuiscono anche un ruolo imprescindibile nella gestione della politica del Pdl in regione”

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