Comitato Zardin Grant: chi vuole fermare il parcheggio agisca subito

In queste due settimane di presidio noi del comitato Zardin Grant abbiamo avuto la conferma di quanto sapevamo già: a non volere il parcheggio sono tantissimi cittadini, al di là delle appartenenze politiche e partitiche e delle idee su altri temi. La battaglia è condivisa: le oltre duemila firme raccolte finora lo dimostrano.
Anziché continuare con polemiche sulle tecniche di protesta scelte o su presunte appartenenze, puntandosi il dito a vicenda, il Comitato Zardin Grant invita chiunque si voglia opporre in modo concreto a quest’opera ad agire di conseguenza, sia rendendo pubblica la propria posizione sia intraprendendo azioni legali ove si riscontrassero irregolarità, al fine di bloccare il prima possibile questo cantiere. Questo vale in particolar modo per chi ha facile accesso alla documentazione, come i consiglieri comunali di centrodestra che dicono di non volere il parcheggio. Lo dimostrino facendo qualcosa.
Il Comitato Zardin Grant raccoglie persone che si oppongono alla costruzione del parcheggio, con motivazioni ampie e documentate (nonostante il muro di gomma della Pubblica Amministrazione, che ostacola non poco l’accesso alle carte sull’opera). Rimarchiamo che tutte le persone che in questi sedici giorni si sono spese al presidio non sono qui per sollevare sterili polemiche. Sono qui per fermare questo cantiere, a differenza di tutte quelle sigle che, sbandierando la loro contrarietà, retoricamente affermano che “ormai è troppo tardi”. Non è troppo tardi: chi è contrario al parcheggio cerchi e trovi, come noi, le strade per agire.
A margine, una nota alla proposta di Confcommercio: sorprende positivamente la crescente attenzione per la parte della città interessata dal cantiere, meglio tardi che mai. Facciamo solo notare come tali soluzioni non tengano conto dell’inquinamento prodotto dai mezzi e dallo scavo (5650 viaggi di camion solo per l’asporto dei materiali). A tal proposito, suggeriamo quindi che le future botteghe artigiane ivi ubicate si dedichino alla produzione di maschere contro polveri e smog e di cuffie anti-rumore, gadget che sicuramente vedrebbero un incremento delle vendite nel caso in cui quest’opera sia realizzata.

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