Comune di Udine: le notizie della Giunta

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La giunta ha approvato la convenzione quadro per la costituzione dei Gruppi d’acquisto del fotovoltaico sul territorio del Comune di Udine per la produzione di energia elettrica. L’iniziativa si propone di promuovere il fotovoltaico utilizzando una procedura caratterizzata da trasparenza, rapidità di esamina delle domande presentate, semplicità nella modulistica per accedere al sistema di incentivi. Il Comune di Udine garantirà inoltre che il processo di installazione degli impianti rispetti i migliori standard europei, che sia introdotta la garanzia di risultato solare, in modo tale che i cittadini siano tutelati e garantiti nell’investimento che attueranno. Scopo della convenzione lo snellimento delle procedure burocratiche per il finanziamento e la realizzazione di impianti fotovoltaici e il successivo ottenimento delle tariffe incentivanti introdotte dal “Conto Energia” in base al decreto ministeriale del 19 febbraio 2007. Potranno beneficiare dell’iniziativa tutti i cittadini proprietari dell’immobile oggetto di intervento, ma anche i condomini per gli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini e coloro che detengono l’immobile in comodato, purché autorizzati dal proprietario stesso attraverso apposita dichiarazione di assenso alla realizzazione dell’intervento. “L’amministrazione comunale organizzerà degli incontri informativi su tutto il territorio – sottolinea l’assessore alla Qualità della città Lorenzo Croattini – per presentare l’iniziativa”. Gli installatori che aderiranno alla convenzione si impegneranno a fornire ai beneficiari un servizio “pacchetto chiavi in mano”, comprensivo di sopralluogo, preventivo, materiali e trasporto, manodopera, collaudo, oneri per la sicurezza e ogni altra spesa accessoria per l’entrata in esercizio dell’impianto. La proposta contrattuale formulata al beneficiario dovrà includere anche una offerta di manutenzione annuale degli interventi realizzati, con indicazione delle operazioni previste e determinazione di un prezzo forfetario annuale pari a 100 euro (esclusa la pulizia dei pannelli). La convenzione fissa inoltre un tetto massimo di spesa, che a seconda della potenza va da 4.100 a 5 mila euro per kw per gli impianti integrati e da 3.900 a 4.800 euro per kw per gli impianti parzialmente integrati. Il Comune di Udine svolgerà inoltre un ruolo di supervisione nei confronti dei beneficiari degli interventi, dal momento che l’accordo stabilisce standard qualitativi superiori rispetto a quelli previsti dalle vigenti leggi per l’ottenimento delle tariffe incentivanti “Conto energia”. L’iniziativa rientra tra le azioni attuative del Piano energetico comunale e segue l’adesione al “Patto dei Sindaci” cui ha aderito anche l’amministrazione comunale di Udine alla fine del 2009. Aderendo al Patto il Comune ha accettato di perseguire politiche volte a una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra di almeno il 20% entro il 2020 rispetto al 1990, tra l’altro attraverso un incremento del 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. In questo filone di interventi rientra anche la concessione di alcuni terreni di proprietà comunale in zona Partidor per l’installazione di impianti fotovoltaici. L’area in questione, situata nell’ambito dello scalo ferroviario Ziu-Zau per una superficie complessiva di circa 1.500 metri quadrati, sarà concessa per un periodo massimo di 21 anni in base a un bando che assegnerà i terreni a chi, in sede di gara, presenterà il canone annuo più alto.

Asilo Gabelli, il progetto preliminare in consiglio per la deroga al Prgc. Il progetto preliminare dei lavori di ampliamento e ristrutturazione della scuola dell’infanzia Gabelli in via Bariglaria andrà in consiglio comunale, ai fini dell’approvazione del progetto e della concessione della deroga ai parametri edilizio-urbanistici del piano regolatore comunale. “L’ampliamento non risponde ad alcuni parametri urbanistici, come ad esempio la distanza dai confini – spiega l’assessore alla Gestione urbana, Gianna Malisani – e pertanto è previsto un passaggio in consiglio comunale per superare queste piccole difformità urbanistiche”. I lavori consisteranno nella realizzazione della terza sezione, nella ristrutturazione completa della cucina interna e degli spazi accessori e di servizio alla mensa (spogliatoi cuochi, lavanderia). L’edificio esistente ha una superficie coperta di 700 metri quadri circa. La scuola è composta da due aule didattiche normali, una sala per attività collettive, il refettorio ed i servizi di supporto alle attività (servizi igienici, cucina, ripostigli, ufficio della direttrice, ecc.), oltre ad avere un piano interrato dotato di dispensa, deposito e magazzino, centrale termica con accesso dall’esterno dell’edificio. Il progetto nasce per rispondere alle esigenze della scuola che negli ultimi anni ha visto crescere il numero degli alunni iscritti, visto che il quartiere è in costante crescita demografica. L’intervento progettuale prevede di modificare la struttura esistente verso il cortile interno, dove c’è il porticato, con ampliamento di circa 50 metri quadri per realizzare una nuova aula con relativi servizi igienici, per accogliere almeno 20 bambini. Inoltre è previsto l’ampliamento del refettorio ed è stato progettato il completo rifacimento, con ampliamento e adeguamento degli spazi della cucina, insufficiente a supportare il carico di lavoro per le tre sezioni. A margine verranno adeguati e migliorati gli spazi di servizio all’attività scolastica attraverso la realizzazione di un piccolo ufficio per il personale insegnante e per l’accoglienza degli utenti, una dispensa al piano interrato e adeguati spogliatoi per il personale di cucina. Tenuto conto dei tempi per l’approvazione dei progetti definitivo ed esecutivo e dell’aggiudicazione dell’appalto, i lavori, per una spesa complessiva pari a 650 mila euro, dovrebbero cominciare a marzo del 2011 e terminare entro l’autunno dello stesso anno.

Loggia di San Giovanni, ok al progetto di restauro. La giunta ha dato il via libera al progetto definitivo per i lavori per il restauro, il superamento delle barriere architettoniche e la valorizzazione interna della “Loggia di S. Giovanni”, che avranno un costo di 750 mila euro, cofinanziato con contributo regionale. Costruito tra il 1532 e il 1565, il Loggiato di S. Giovanni costituisce assieme alla Loggia del Lionello e al Castello il complesso monumentale più significativo e rilevante della città. Il restauro della loggia si pone un duplice obiettivo: risanare e adeguare l’edificio e dare nuova vita al terrapieno antistante, spesso trasformato in scenario di eventi e manifestazioni, oltre che meta di turisti e visitatori. Con questa finalità, dunque, il progetto prevede il recupero dei vani esistenti. I tre piani in cui è articolata l’ala sud saranno serviti dalla scala in pietra ridisegnata in modo da garantire il collegamento dei vari piani tra loro (e con servizi igienici al primo piano). Il progetto inoltre prevede il risanamento delle murature, dei solai in legno e del manto di copertura, il recupero dei manufatti in pietra, il risanamento dei pavimenti in legno e in pietra, il restauro o il rifacimento dei serramenti in legno. Completano l’intervento la realizzazione di nuovi impianti elettrici e speciali come l’impianto di rilevazione incendi e quello antintrusione. Nato come “scenario” della nuova piazza pubblica, ha ospitato per secoli la Chiesa di S. Giovanni in platea e, nell’ala sud, la Camera dei pegni, la Cancelleria criminale e la Cancelleria della Patria. Fino alla fine dell’800 la Loggia non ha subito rilevanti rimaneggiamenti, se si escludono la demolizione dello Scalone Gritti del 1884 e la riforma della chiesetta di S. Giovanni adattata a Tempietto ai Caduti ad opera di Raimondo D’Aronco nel 1924. Attualmente nei tre piani in cui si articola l’ala sud sono ospitate associazioni d’arma (paracadutisti, alpini e avieri) e un sindacato della Polizia di Stato.

Via libera al nuovo bando per il fondo affitti. C’è tempo dal 26 aprile al 31 maggio (per i soli proprietari che mettono a disposizione alloggi sfitti a inquilini meno abbienti fino al 30 giugno) per presentare domanda di accesso ai benefici economici del fondo affitti. Lo ha stabilito la giunta, che ha approvato il bando 2010 del fondo dedicato alle spese per le locazioni. Possono fare richiesta del contributo per il sostegno al pagamento del canone di locazione (relativo all’anno 2009) i nuclei familiari in possesso di un Indicatore della Situazione Economica (Ise) non superiore a 31.130 euro. Questa soglia è elevata a 34.243 euro per i nuclei familiari che includono situazioni di particolare debolezza sociale, come anziani, giovani coppie, disabili e genitori con minori a carico. Gli importi del contributo, che vengono calcolati in prima battuta sulla quota di affitto, ma anche sull’incidenza del canone di locazione sul reddito, con un importo massimo erogabile di 3.100 euro per i nuclei con Isee uguale o inferiore a 11.150 euro e di 2.325 euro per i richiedenti con Isee uguale o inferiore a 16.420 euro, saranno suddivisi proporzionalmente in base al numero di richieste pervenute e ai fondi messi a disposizione dalla Regione. Possono presentare domanda i residenti nel Comune di Udine in possesso di un contratto di locazione. Rispetto all’anno, quando la normativa regionale richiedeva almeno 10 anni di residente continuativa in Italia (di cui 5 in regione), con il bando 2010 possono accedere al beneficio i cittadini residenti in Italia da almeno 10 anni (di cui 1 in regione) anche non continuativi. Le nuove regole regionali equiparano inoltre la residenza all’attività lavorativa. Da quest’anno, infatti, il bando è aperto anche ai residenti fuori regione che lavorano in una ditta la cui sede si trova sul territorio comunale e siano in possesso di un contratto di locazione. Complessivamente sono attese oltre 2 mila domande, per un totale di oltre 3 milioni di euro. “Diversamente da quanto succede in altri Comuni dove i contributi vengono elargiti fino a esaurimento dei fondi e in base a una graduatoria – spiega l’assessore ai Servizi Sociali Antonio Corrias –, a Udine tutti i richiedenti ottengono un finanziamento, in misura proporzionale”. Al momento la giunta comunale, ad integrazione degli importi stanziati dalla Regione e dallo Stato, ha messo a disposizione una quota di circa 400 mila euro per far fronte alle numerose domande in arrivo. Nella redazione del bando l’amministrazione comunale ha voluto inserire alcuni elementi migliorativi a vantaggio dei cittadini. Come avviene in pochi altri Comuni in Italia, il contributo sarà accessibile anche alle persone separate che siano state costrette ad assumere un’abitazione in affitto in seguito all’assegnazione al coniuge, da parte del giudice, dell’alloggio familiare. Infine, in caso di morosità, l’inquilino potrà chiedere che il contributo vada direttamente al proprietario, evitando un eventuale sfratto. “Per le fasce deboli della popolazione può essere una boccata d’ossigeno soprattutto in questo momento di grave crisi economica – osserva Corrias –. Inoltre è una garanzia per i proprietari, che sanno di poter contare sulla copertura dell’amministrazione comunale”. Rispetto all’anno scorso, inoltre, si allunga il periodo dedicato alla raccolta delle domande. “Per venire incontro alle esigenze dei richiedenti e soprattutto dei proprietari – sottolinea Corrias –, che così avranno più tempo per trovare un inquilino abbiamo ampliato il periodo di raccolta, garantendo anche l’apertura straordinaria del sabato”. I cittadini interessati dovranno redigere la domanda sull’apposito modello a disposizione negli uffici comunali e sul sito www.comune.udine.it e presentarla presso lo sportello del Centro Polifunzionale Micesio, in via Superiore 3. Il servizio di raccolta delle domande sarà garantito da una squadra di lavoratori socialmente utili, che proprio in questi giorni stanno completando la formazione necessaria. Lo sportello sarà aperto il lunedì pomeriggio, dalle 13,45 alle 17,45 e, dal martedì al sabato dalle 8,30 alle 12,30 e sarà accessibile solo su prenotazione telefonica chiamando i numeri 0432.228294 (gli operatori risponderanno il lunedì dalle 9,00 alle 12,00 e dal martedì al venerdì dalle 14,00 alle 17,00) e 0432.271035 (gli operatori risponderanno dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 12,00). Saranno escluse dal beneficio le domande presentate in maniera difforme a quanto previsto dal Bando comunale. “Tutti i cittadini che vorranno accedere al beneficio saranno ricevuti da un operatore – sottolinea Corrias –. In questo modo eviteremo code ed eventuali disagi ai cittadini, come ad esempio la presentazione di domande incomplete”. Si invitano i cittadini a presentarsi all’appuntamento muniti di tutta la documentazione, preferibilmente già fotocopiata (domanda compilata; contratto di locazione; ricevute di pagamento del canone relativo all’anno 2009; ricevuta di pagamento dell’imposta di registro; attestazione Isee in corso di validità e aggiornata al nucleo familiare anagrafico; ulteriore documentazione prevista dal bando). Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere all’ufficio Abitare Sociale e progetti speciali, in viale Duodo 77 (tel. 0432 271900 – 271660 – 271696 – 271491).

Ristrutturazione della piscina del Palamostre, il Comune contesta il collaudo: lavori eseguiti nel 2007 da rifare. Sarà necessario riaprire il cantiere che nel 2007 aveva messo mano, ristrutturandola completamente, alla piscina del Palamostre. A partire dall’anno scorso, infatti, si è riscontrato un aggravamento di alcune infiltrazioni dal soffitto nella zona degli spogliatoi, sotto il solarium della piscina esterna per bambini. L’aggravarsi della situazione, però, ha reso necessario da parte dei tecnici, incaricare un professionista per una perizia suppletiva. Perizia che ha denunciato una errata scelta del sistema di impermeabilizzazione della zona interessata dai lavori iniziati ancora nel 2005.
“Visto il perdurare del problema – spiega l’assessore ai Gestione Urbana, Gianna Malisani –, gli uffici hanno richiesto una perizia, che per fortuna ha messo in evidenza che i solai dal punto di vista strutturale non hanno subito danni. Per questo motivo – prosegue – possiamo con alcune limitazioni tenere aperta in completa sicurezza la vasca esterna dell’impianto per questa estate. Questo però non vuol dire – precisa – che tutto sia stato fatto a regola d’arte. Anzi, è emersa la necessità di reimpermeabilizzare tutta l’area esterna”. Il cantiere che dovrà rimettere mano all’impianto di via Ampezzo, dunque, potrebbe già partire non appena conclusa la stagione estiva.
La giunta Honsell, comunque, ha dato anche mandato all’avvocatura del Comune perché proceda, nei confronti di tutti i soggetti coinvolti dall’appalto dell’opera, all’attivazione di tutte le azioni giuridiche per chiedere i danni subiti o che l’amministrazione subirà.
La storia dei lavori: dal 2003 ad oggi.
L’iter dei lavori alla vasca esterna del Palamostre è iniziato nel 2003 con l’approvazione del progetto redatto dall’Associazione temporanea di professionisti costituita tra l’ing. Claudio Cargnelutti, capogruppo, l’arch. Lorena Petris, l’ing. Marco Virgilio, l’ing. Franco Pascoli, l’ing. Gianpaolo Pascoli, l’ing. Marco Pascoli, l’ing. Flavio Bianco, l’arch. Luca Morea e il dott. geol. Giuliano Chili. Nel novembre 2004 era stato infatti approvato il progetto definitivo (l’esecutivo è del marzo 2005) per un importo complessivo di 3 milioni 739 mila euro. L’esecuzione dei lavori, poi, nel settembre del 2005 era stata affidata all’Ati costituita tra “Valle costruzioni Srl” di Enemonzo (capogruppo) e la ditta “Maso Europe Srl” di Tolmezzo. Prima che i lavori terminassero (il cantiere si è chiuso il 31 maggio del 2007), era infine stata affidato l’incarico di collaudo tecnico all’ing Roberto Franceschinis per un onorario complessivo 9.962 euro. E il collaudo redatto dallo stesso ingegnere era arrivato in Comune il 4 luglio del 2008.
Visto tuttavia il perdurare delle perdite dal soffitto, a settembre dell’anno scorso era stato dato incarico all’ing. Paolo Morassutti di effettuare una perizia suppletiva, per individuare le soluzioni tecniche da adottare per il ripristino della funzionalità dell’immobile con relativa quantificazione dei costi e dei danni arrecati all’amministrazione. La perizia ha così evidenziato l’errata scelta del sistema impermeabilizzante, nonché una serie di manchevolezze che hanno di fatto reso necessari costanti interventi manutentivi per permettere l’apertura dell’impianto durante le stagioni estive del 2008 e del 2009, nonché per la prossima del 2010.
Per tutte queste ragioni la giunta comunale ha deciso ora per la reiezione del collaudo approvato e di intraprendere i lavori. Allo stesso tempo ha dato mandato all’avvocatura di adire alle vie legali.

Il Comune fra i soci fondatori della Fondazione per l’hospice. Il Comune di Udine entrerà a far parte come socio fondatore alla “Fondazione Hospice – R.S.A. Morpurgo Hofmann – Azienda Sanitaria Medio Friuli”, finalizzata alla realizzazione di un centro per le cure palliative (hospice) dotato di almeno 15 posti letto e di una residenza sanitaria assistenziale (Rsa) dotata di almeno 58 posti letto. L’adesione ha avuto l’ok della Giunta e ora dovrà passare in Consiglio. Il Comune aderirà alla Fondazione in considerazione del suo apporto al patrimonio dell’ente, visto che mette a disposizione l’area dell’ex caserma Piave, di sua proprietà, di circa 8.700 metri quadri, il cui valore è pari a circa un milione 300 mila euro, a cui si aggiungono ulteriori 1.300 metri quadri circa di proprietà comunale, da utilizzare come viabilità e parcheggi. La partecipazione del Comune sarà pari al 12%, tenuto conto che l’Ass4 “Medio Friuli” deve avere una quota di partecipazione di almeno il 60 %, come stabilito dalla legge regionale 19/2006, che la Regione ha modificato l’anno scorso per estendere la possibilità di partecipare alla Fondazione anche ad altri soggetti pubblici e privati. La presenza del Comune, , si aggiunge a quella degli altri due soci originari, l’Ass4 e la Fondazione Morpurgo-Hofmann.
Gli organi della Fondazione sono il Presidente e il vicepresidente, il Consiglio di amministrazione e il Collegio dei revisori. Il Cda è formato da sei componenti nominati dai fondatori originari (tre dall’Ass4, uno dall’Ass4 in rappresentanza delle associazioni di volontariato che lavorano in campo oncologico, due dalla Fondazione Morpurgo-Hofmann), a cui si aggiunge un consigliere nominato da ciascun soggetto che viene ammesso come socio fondatore (dunque uno spetterà anche al Comune di Udine). I consiglieri durano in carica tre anni e possono essere riconfermati.
Con questo ulteriore passaggio prosegue quindi, secondo i tempi previsti, la realizzazione dell’hospice e, più in generale, la creazione del secondo polo sanitario. Dopo aver affrontato il problema della dispersione territoriale dell’offerta sanitaria udinese, infatti, il Comune e l’Ass4 hanno deciso di ipotizzare due poli territoriali nei quali concentrare i servizi sanitari della città di Udine: il primo a nord della città, per l’offerta ospedaliera incentrata sull’Azienda ospedaliero-universitaria “Santa Maria della Misericordia” e il secondo a sud, per l’offerta riabilitativa (Gervasutta), distrettuale, l’hospice, la Rsa e le altre strutture di assistenza socio-sanitarie a valenza prevalentemente territoriale. Per la realizzazione del nuovo distretto socio-sanitario, inoltre, il Comune individuerà ulteriori 14.800 metri quadri, contigui all’area su cui sorgerà l’hospice.

Approvata una variante puntuale al Piano regolatore. Sulla scorta degli ultimi indirizzi del Consiglio comunale in materia di modifiche agli strumenti urbanistici, la giunta nella sua ultima seduta ha approvato una variante puntuale al Piano regolatore in relazione a una serie di situazioni di interesse collettivo. “La possibilità di adottare varianti puntuali al piano regolatore – sottolinea l’assessore alla Pianificazione Territoriale Mariagrazia Santoro – ci consente di dare una risposta tempestiva alle situazioni e alle emergenze più urgenti che possono emergere in città”. In seguito all’acquisizione da parte della parrocchia del Cristo della proprietà di un immobile situato tra via Marsala e via Montebello, il Comune adegua la destinazione urbanistica dell’edificio trasformandolo da zona omogenea P per pubblica amministrazione ad area dedicata ad attrezzature urbane e di quartiere, corrispondente a chiese e opere connesse. In questo modo la parrocchia potrà procedere a interventi organici sulla sua proprietà. Sempre in quest’ottica la variante ha modificato la destinazione urbanistica di un immobile della fondazione “Casa dell’Immacolata di don Emilio De Roja” e di due edifici situati in via Gemona e via Monte San Michele e di proprietà rispettivamente dell’educandato Uccellis e della Pia Società di San Francesco Saverio per le missioni estere. Il complesso della “Casa dell’Immacolata” potrà procedere con la realizzazione di una sala polifunzionale da dedicare ad attività aggregative per i giovani ospiti del centro. La destinazione urbanistica dell’immobile in questione, attualmente caratterizzato da prevalente destinazione residenziale, non consentirebbe di procedere con la realizzazione del progetto. La variante provvede al reinquadramento del sedime interessato nella zona propria in cui sono già classificati i rimanenti immobili di proprietà della Fondazione, consentendo conseguentemente alla stessa di poter operare correttamente nell’ambito delle finalità istituzionali. Altre due modifiche di destinazione urbanistica consentiranno all’educandato Uccellis di realizzare un convitto e alla Pia Società di San Francesco Saverio di ampliare l’attuale collegio. Su richiesta di un gruppo di cittadini dei Rizzi, la giunta ha inserito nella variante al Piano regolatore anche un provvedimento normativo per la salvaguardia di un edificio storico situato nella località cittadina. L’immobile, che in origine ospitava una centrale elettrica, per essere poi utilizzato quale laboratorio di un fabbro, sarà inserito nella categoria dei “complessi legati alla storia industriale”. Questa variante complessiva è stata assunta in base alla delibera consiliare 27 del 6 aprile 2009, che inseriva tra gli obiettivi dell’amministrazione comunale l’utilizzo delle varianti locali, puntuali o specifiche, agli strumenti urbanistici, quale modalità per garantire la coerenza dei documenti di programmazione territoriale alle esigenze della città. La variante passerà ora al vaglio del Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Ex deposito Enel in via del Bon, approvato l’accordo di programma. La giunta ha approvato la bozza di accordo di programma con l’Ater per la riqualificazione di un’area dismessa situata in via del Bon e precedentemente utilizzata dall’Enel come magazzino e deposito. L’ambito dell’intervento riguarda una superficie di circa 11 mila 500 metri quadrati, fino ad ora con destinazione urbanistica definita “Attrezzature Tecnologiche” e quindi già asfaltata e cementificata. Il recupero dell’area permetterà di realizzare un insediamento residenziale di circa 48 appartamenti in totale, all’interno di un progetto condiviso con l’Ater di Udine. Metà delle abitazioni, infatti, saranno costruite in edilizia agevolata (12 con la formula convenzionata e 12 con quella sovvenzionata). L’altra metà degli insediamenti abitativi saranno messi sul libero mercato. Una porzione di circa 1.600 metri quadrati dell’area, inoltre, sarà attrezzata a parcheggio pubblico e ceduta al Comune. “Considerata la totale dismissione dell’attività industriale da parte dell’Enel – spiega l’assessore alla Pianificazione urbanistica Mariagrazia Santoro – e verificato l’interesse dell’Ater a realizzare nuovi alloggi popolari, per i quali c’è molta richiesta, abbiamo scelto di recuperare un’area già cementificata che altrimenti sarebbe rimasta inutilizzata e abbandonata a se stessa. In un periodo di crisi economica come questo, inoltre, contribuiamo a creare occupazione e lavoro per le imprese”. Come prevede la normativa per quest’area della città anche questo insediamento residenziale sarà realizzato secondo modalità a basso impatto ambientale: le palazzine, in particolare, non supereranno i tre piani. Inoltre, in base al nuovo regolamento edilizio, gli alloggi si classificheranno in classe B nella scala CasaClima, consegnando quindi abitazioni ad alta efficienza energetica. In particolare sarà predisposto un sistema di risparmio e recupero delle risorse idriche, con la raccolta delle acque meteoriche, che saranno riutilizzate per l’irrigazione degli spazi verdi e per alimentare lo sciacquone del water. L’alta efficienza energetica degli edifici sarà garantita anche dall’esposizione degli stessi: saranno utilizzati metodi per la valorizzazione della risorsa energetica solare sia in modalità attiva (posizionamento pannelli solari) sia passivo (irraggiamento diretto degli spazi giorno orientati a sud). Nell’edificazione saranno utilizzati prevalentemente materiali di origine naturale. Il programma funzionale prevede la realizzazione di fabbricati per appartamenti di diverse dimensioni. La parte Ater comprende alloggi a una o due camere con singolo o doppio servizio. Per la parte privata la tipologia degli alloggi e più vasta: casa con due o tre camere e giardino privato oppure appartamento a due o tre camere e doppi servizi. Gli spazi verdi aperti saranno inquadrati con utilizzo libero, per evitare l’eccessiva frammentazione in micro-giardini.

Scuolabus, approvato protocollo d’intesa tra i Comuni di Udine e Pasian di Prato. La giunta comunale ha approvato lo schema di protocollo di intesa relativo al trasporto, con scuolabus di proprietà del Comune di Pasian di Prato, di bambini e/o alunni residenti a Udine che frequentano le scuole dell’infanzia e dell’obbligo presenti nel comune limitrofo al capoluogo. In base a questa convenzione, che si basa su un decreto del ministero dei Trasporti del 1997, gli alunni residenti a Udine potranno utilizzare lo scuolabus di Pasian di Prato per recarsi nelle scuole di quel comune.

Esposti da domani al 26 aprile alla Gamud due capolavori mai visti di Mirko Basaldella. Due capolavori assoluti della prima produzione di Mirko Basaldella, la coppia di “Chimere” realizzata in bronzo nel 1935, sarà esposta per pochi giorni alla Galleria d’Arte Moderna di Udine da domani, 21 aprile, al 26. Le opere che non sono mai state esposte finora al grande pubblico, faranno infatti tappa nel capoluogo friulano in quanto gli antiquari Copetti, con galleria a Udine, sono riusciti ad acquisirli dagli eredi di Anna Letizia Pecci Blunt, che li acquistò alla prima mostra personale di Mirko a Roma, senza mai però farli uscire dalle sue prestigiose collezioni. Gli antiquari porteranno le “chimere” alla mostra della Permanente a Milano, importante fiera antiquaria internazionale prevista per i primi di maggio e, in considerazione del fatto che le due opere non sono mai state esposte al pubblico dal 1935 ad oggi, e che probabilmente verranno in tale contesto ben presto alienate, si sono resi disponibili, in omaggio alla città natale di Mirko, a prestarli per qualche giorno alla Gamud. I due capolavori, quindi, troveranno spazio, soltanto per poco tempo, nella sala dedicata a Mirko insieme con le altre sculture, leoni e chimere da lui successivamente realizzate, ed accanto alla “Chimera” di Arturo Martini, modellata dal maestro ed ispiratore di Mirko nel 1934.
Grazie alla gentile disponibilità dei prestatori, l’operazione non costerà nulla al Comune, fatto salvo l’estensione della polizza assicurativa già attiva per i musei cittadini.

Il Comune sostiene e collabora all’edizione 2010 del Premio Terzani. Anche quest’anno il Comune di Udine sosterrà, con un contributo di 45 mila euro, l’edizione 2010 del Premio Terzani, la manifestazione organizzata da vicino/lontano che da sei anni a questa parte affronta, da punti di vista e con approcci disciplinari diversi, il tema del confronto tra culture nel mondo globalizzato attraverso un insieme di iniziative incontri, conferenze, letture, spettacoli e proiezioni. La kermesse, in programma dal 5 al 9 maggio prossimi, beneficerà anche dell’esenzione delle tasse di occupazione di suolo pubblico e della riduzione delle tasse di affissione, nonché l’uso gratuito delle sedi di proprietà comunale che saranno usate per la manifestazione. Il tutto grazie a una convenzione triennale stipulata tra l’associazione e il Comune.

Variazione di bilancio. Utilizzando l’avanzo di amministrazione dell’esercizio 2009 la giunta ha deliberato una variazione al bilancio per investimenti sopravvenuti dopo l’approvazione del bilancio 2010. Complessivamente sono state finanziate opere per circa 435 mila euro: 110 mila euro per il rifacimento della pista di atletica dell’impianto sportivo Dal Dan, 60 mila euro per l’ottenimento del Certificato di idoneità statica dello stadio Friuli (integrazione a seguito ulteriori prescrizioni della Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo), 40 mila euro per l’ottenimento dell’agibilità dell’impianto sportivo di rugby Gerli. Tra i finanziamenti inseriti nella variazione figurano anche 130 mila euro per l’adeguamento dei locali di viale Forze Armate da destinare a deposito/archivio dei volumi nel corso dei lavori di ristrutturazione della sede della Civica Biblioteca. Il provvedimento ha iscritto a bilancio anche la spesa di 95 mila euro per l’acquisizione degli ex beni di Luciano De Sario.

Via libera al riassetto del complesso dell’istituto Bearzi. Dopo aver approvato la convenzione con l’istituto Bearzi la giunta ha varato la variante al Piano regolatore per completare il riassetto del complesso di via Don Bosco. “L’istituto Bearzi svolge storicamente un’importante funzione educativa e ricreativa – osserva l’assessore alla Pianificazione Territoriale Mariagrazia Santoro – nell’ambito della città di Udine e a servizio anche del territorio circostante. Per questo è nostra intenzione trovare soluzioni condivise per migliorare l’organizzazione interna dell’intero polo scolastico”.
L’area in questione è stata interessata negli ultimi anni da rilevanti interventi infrastrutturali, quali la realizzazione del raccordo ferroviario in trincea, che ha comportato l’eliminazione dei passaggi a livello, la chiusura di un passaggio a livello considerato superfluo e pericoloso, e lo spostamento degli assi viari di collegamento locale. Come conseguenza delle variazioni alle infrastrutture sono rimasti collegamenti stradali interrotti, e lotti residuali divenuti marginali. Di contro, l’Istituto è costantemente cresciuto nella quantità e varietà dei servizi offerti e, conseguentemente, si è trovato nella necessità di acquisire ulteriori aree da destinare ai propri scopi.

Procede l’iter per la variante urbanistica dell’ex macello. La giunta ha preso atto della mancanza di osservazioni alla variante relativa ai lavori per il recupero architettonico e funzionale del complesso edilizio dell’ex macello comunale. Il completamento di questo passaggio permette al procedimento di approvare in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Formalizzata l’acquisizione dei beni ex Luciano De Sario. La giunta ha deliberato l’accettazione del trasferimento di proprietà all’amministrazione comunale dei beni confiscati per associazione mafiosa al deceduto Luciano De Sario. L’acquisizione riguarda in particolare un’abitazione di 10 vani situata al piano attico dello storico palazzo Moretti”. La procedura per il trasferimento di proprietà ha richiesto una spesa di circa 95 mila euro per la trascrizione ipotecaria e catastale e lo svincolo dei gravami incombenti sul cespite.

Foto: Glauco Comoretto

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