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Confagricoltura FVG in piazza Montecitorio

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Oltre che nelle 4 province della regione, Confagricoltura Fvg si è mobilitata anche per essere presente al sit-in in piazza Montecitorio. “L’attenzione alle sollecitazioni di Confagricoltura da parte dei parlamentari della maggioranza e dell’opposizione, a Roma e nelle varie provincie, ci fa ben sperare che le legittime attese e rivendicazioni degli agricoltori possano essere prontamente recepite”. Spiega Sergio Vello, direttore di Confagricoltura Fvg che giovedì ha preso parte alla manifestazione nazionale insieme ai presidenti provinciali Giorgio Pasti (Udine) e Piergiovanni Pistoni (Pordenone) e ad una folta delegazione friulana.

“Ci auguriamo che gli emendamenti vengano confermati integralmente in fase di esame parlamentare”. Si è così espresso il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni riferendosi agli emendamenti presentati dall’on. Massimo Corsaro (relatore della Legge Finanziaria) annunciati ieri dal sottosegretario per le Politiche agricole Antonio Buonfiglio. Emendamenti che, sollecitati dalla protesta di Confagricoltura, prevedono per il Fondo solidarietà nazionale lo stanziamento di 250 milioni di euro per il pregresso, e di 116,2 milioni di euro per le annualità 2010 e 2011.

Nel corso del sit-in sono intervenuti numerosi esponenti politici a portare la loro solidarietà alle richieste di Confagricoltura. In evidenza gli interventi di Pier Ferdinando Casini (UDC) e Antonio Di Pietro (Italia dei Valori), del presidente della Commissione Agricoltura della Camera Paolo Russo (PDL) e del vicepresidente Angelo Zucchi (PD); degli on. Carlo Nola (PDL) e Michele Vietti (UDC).

Il presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli Vecchioni, ha sottolineato che “Confagricoltura non chiede aiuti ma semplificazione burocratica e incentivi per superare la drammatica crisi in atto” – proponendo – “che venga esteso concretamente lo scudo fiscale anche all’agricoltura alla pari degli altri settori produttivi”.

A Roma Confagricoltura ha ribadito che intervenire per salvare l’agricoltura vuol dire non solo salvaguardare il reddito e l’occupazione di centinaia di migliaia di operatori agricoli e dell’indotto, ma anche preservare il patrimonio culturale, paesaggistico, ambientale che l’agricoltura rappresenta quale fattore non secondario di competitività del nostro “sistema Paese”.

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