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CONFINDUSTRIA: BOLZONELLO, CULTURA LAVORO È NEL NOSTRO DNA

Torreano di Martignacco (Ud), 19 set – Specialità intelligente,
cultura del lavoro, internazionalizzazione ma soprattutto
guardare all’attuale cambio di paradigma senza più rapportarsi ai
dati del 2008 perché le regole, i modelli, non sono più gli
stessi.

E’, in sintesi, uno degli aspetti affrontati, oggi, dal
vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello,
durante la tavola rotonda moderata da Rosalba Reggio del Sole 24
ore e organizzata in occasione all’assemblea generale delle
aziende associate di Confindustria Udine, con il presidente
nazionale Vincenzo Boccia, il presidente di Confindustria Udine,
Matteo Tonon, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Claudio De Vincenti.

Bolzonello ha sottolineato l’importanza dell’assise quale momento
significativo in cui trattare i temi della manifattura,
dell’industria 4.0, dell’internazionalizzazione, dello sviluppo
in un’ottica futura.

“Oggi, dopo questo terremoto economico, in questo cambio di
paradigma – ha indicato Bolzonello – dobbiamo guadare a
traiettorie future per capire come il mondo e il Friuli Venezia
Giulia si pongono sul tema della manifattura”.

“Siamo consapevoli che senza l’innovazione le nostre imprese non
possono essere competitive – ha aggiunto Bolzonello – e su questo
siamo impegnati tutti, parte pubblica e privata, per dare delle
risposte”.

Ha poi ricordato l’impegno di Confindustria Udine e della Regione
“che in questi anni si è orientato sui temi del rilancio delle
imprese, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione”.

“Non abbiamo attraversato la crisi – ha precisato – ma siamo
all’interno di un cambio di paradigma molto forte che deve essere
affrontato in un modo diverso per il quale è necessario
modificare tutti i ragionamenti perché i temi della
competitività, della produttiva restano validi ma rientrano in
un sistema che non è più quello del 2008”.

E ha ricordato tre momenti di similitudine fra il 40. del sisma
del ’76 e “questo terremoto economico” ovvero “la
ricostruzione, che non ci porta mai esattamente dove eravamo
prima”.

“I nostri paesi ricostruiti – ha evidenziato – non sono identici
a prima, sono paesi che hanno utilizzato tecnologie diverse per
questa ricostruzione ed in modo analogo possiamo dire del tessuto
imprenditoriale”.

“La ricostruzione – ha proseguito – deve avere la lungimiranza di
evitare per il futuro una serie di problematiche, infine, il
lavoro che deve essere fatto insieme. Questi aspetti vanno
traslati all’interno di quel cambio di paradigma. Oggi i numeri
che abbiamo ci incoraggiano a guardare avanti”.

Bolzonello ha parlato poi di “specialità intelligente”, mutuando
l’espressione coniata da Tonon che significa “saper mettere a
sistema un’intera comunità regionale riuscendo a fare in modo che
la visione della politica sia realmente vicina a quella delle
imprese e sia in grado di entrare nella quarta rivoluzione
industriale nel modo corretto”.

“Attraverso la specialità intelligente – ha osservato – abbiamo
delineato le future politiche industriali mettendo al centro il
manifatturiero per dare competitività alle imprese”.

Ha poi sottolineato la necessità che i consorzi industriali si
aggreghino come da normativa regionale nell’interesse del sistema
impresa “diversamente sarà necessario commissariarli”.

Sull’internazionalizzazione Bolzonello ha espresso la convinzione
di come sia necessario “avere un sistema Paese all’interno del
quale ci sia un sistema Regione, in una condivisone con categorie
e imprese, in grado di proporsi sui mercati internazionali”.

Tonon nella sua relazione fra i tanti temi toccati ha ripercorso
la storia delle ricostruzione, il rilancio della specialità, la
riforma costituzionale.

“Oggi – ha rimarcato – è un’occasione di memoria dei quarant’anni
del terremoto in Friuli ma non solo perchè proprio quei valori
trasmessi, ancora oggi si legano ai nuovo diversi percorsi di
crescita” e va in questo senso la proposta di una nuova
definizione di specialità intelligente “ossia – ha chiarito –
unire le componenti delle specializzazione intelligente, che
traggono origine dalla specialità regionale, su cui la Regione
FVG ha lavorato positivamente, e fare in modo che la nuova
declinazione vada a favore dei tanti settori rappresentati dalla
nostra economia, legati alle sfide della digitalizzazione ossia
la quarta rivoluzione industriale”.

Boccia a margine dell’incontro ha sottolineato, invece, come il
Governo del FVG è in linea con Confindustria “su una grande
priorità che è la questione industriale” e ha richiamato
l’intervista della presidente della Regione, Debora Serracchiani,
dei giorni scorsi che pone l’importanza e la strategicità della
questione industriale in Italia e in Friuli Venezia Giulia. “Mi
sembra in linea con un’idea che noi possiamo condividere – ha
aggiunto – in termini generali”.

Sulla crescita lenta del manifatturiero ha evidenziato la
necessità di accelerare sulle scelte selettive e, in particolare,
a livello regionale, ha ribadito l’importanza di “una
convergenza di politica economica che veda l’industria come
motore di sviluppo”.

Infine De Vicenti ha rimarcato l’esempio positivo della
ricostruzione del Friuli da cui trarre degli insegnamenti che
saranno utili all’Italia Centrale.ù

“Ricostruire quei Paesi dov’erano e com’erano ma in modo nuovo e
– ha concluso – mentre li ricostruiamo dobbiamo fare un passo
avanti importantissimo sulla sicurezza antisismica”.
ARC/LP/fc

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