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Confindustria: da Udine l’allarme, “Non solo IMU, anche altre tasse da cancellare”

luci_adriano--400x300“Una tassazione sulle imprese e sui cittadini non soltanto sempre più asfissiante, ma anche sempre più subdola perché in silenzio continuano a passare norme talmente invasive che continuano a mettere mano nelle nostre tasche. Tutti parlano sempre e solo di IMU, senza accorgersi però di tante imposte indirette che si annidano nella nostra quotidianità: l’imposta di bollo su conti correnti, strumenti di pagamento, titoli e prodotti finanziari (oltre 3 miliardi con un incremento del 106,7%) è una di queste. Ma dove vanno a finire tutti questi nostri soldi?”.
La denuncia è di Adriano Luci, presidente di Confindustria Udine, che pone l’indice di accusa sull’insostenibile aumento da parte di imprese e cittadini delle entrate tributarie erariali, +3,8%. Nel periodo gennaio-novembre 2012, sulla base dei dati curati dal Dipartimento delle Finanze, le imposte dirette sono cresciute del 4,8%, quelle indirette del 2,6%.
Mentre il dibattito politico – elettorale si è concentrato sull’IMU, un ibrido tra imposta immobiliare e patrimoniale, l’incremento della pressione fiscale è determinato da un complesso di misure che vengono ad ampliare la base imponibile o a incrementare sulle aliquote.
“La maggior tassazione non deriva soltanto dall’IMU della quale solo si parla, commenta il Presidente di Confindustria Udine, Adriano Luci. Nel caso dell’imposta di bollo sui conti correnti, l’incremento ha interessato le persone non fisiche, le aziende in particolare, detentrici di un conto corrente, 20 milioni circa, con una aliquota fissa che sale da 73,8 euro a 100, mentre per le persone fisiche, 40 milioni di conti correnti, l’aliquota resta pari a 34,2 euro con esenzione per i conti sino a 5.000 euro. Le imprese sono chiamate a un aggravio di 524 milioni di euro in più”.
“A questo si aggiunge l’imposta di bollo sui prodotti finanziari: l’aliquota dell’1 per mille prevista per il 2012 (con un minimo di 34,2 euro ed una soglia massima di 1.200 euro) sale nel 2013 all’1,5 per mille annuo senza soglia massima: un’imposta regressiva che colpisce di più in proporzione i piccoli risparmiatori. Il gettito stimato complessivo è di 2,6 miliardi di euro per il 2012 e di 4,7 per il 2013”
“Questa imposta per come congegnata è stata definita una mini-patrimoniale che è però tanto mini quanto presenta un’incidenza sensibile, non indifferente rispetto a quella dell’IMU, in termini di incremento di gettito per l’ampia platea di contribuenti cui si applica. Va tenuto conto dell’esigenza che il risparmio, in particolare il piccolo risparmio, che costituisce il consumo futuro sia salvaguardato. In questo senso non posso auspicare che anche questo tipo di imposizione, non solo l’IMU, quindi, come da promesse elettorali, venga riconsiderato”

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