Consiglio, approvato il piano per il passaggio delle funzioni “istruzione e ambiente” dalla Provincia alla Regione

palazzo-belgrado
Approvazione del piano di subentro per le funzioni in materia di istruzione e ambiente dalla Provincia alla Regione, via libera alla variazione di bilancio da 667 mila euro, protocollo d’intesa con l’Università di Udine a sostegno dell’attività scientifica e didattica dell’ateneo per l’anno accademico 2016-17. Sono stati i principali punti all’ordine del giorno del Consiglio provinciale odierno che si è aperto con un minuto di silenzio proposto dal presidente Fabrizio Pitton in omaggio all’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Per quanto riguarda la variazione di bilancio, la maggior parte delle risorse della manovra (pari a 474 mila euro) sono destinate a interventi di manutenzione nelle scuole superiori del territorio, da Tarvisio a Lignano passando per Udine. I fondi della variazione derivano da maggiori entrate collegate all’Ipt e da minori spese, e verranno impiegati anche per sostenere progetti didattici nelle scuole paritarie (20 mila euro), per attrezzare, con adeguata cartellonistica, le direttrici di due cammini religiosi che interessano il nostro territorio coinvolti nel progetto “Romea Strata” promosso dalla diocesi di Vicenza (ufficio pellegrinaggi) che mira a portare i pellegrini dalla Slovenia a Roma (30 mila euro). Stanziamento di risorse anche per l’organizzazione di iniziative in memoria di pre Checo Placereani di cui quest’anno ricorrono i 30 anni dalla morte.
Via libera al piano di subentro per le funzioni istruzione e ambiente, competenze che passeranno dalla Regione alla Provincia a partire dal 1 gennaio 2017 (25 favorevoli, un contrario e un voto di astensione). Un piano che dettaglia la dotazione del personale coinvolto (46 dipendenti), il patrimonio (sarà ceduto alla Regione parte del palazzo dell’ex prefetto contiguo a palazzo Belgrado), le risorse finanziarie, i contenziosi, le attrezzature. Iter più complesso, invece, quello per l’edilizia scolastica in funzione di un passaggio che prevede il trasferimento ai Comuni della proprietà degli immobili e alle Uti la gestione dei plessi. Uti che si trovano in situazione di impasse tant’è che nei giorni scorsi si è tenuto un incontro con i sindaci in cui hanno sede le scuole superiori, durante il quale è emersa la loro preoccupazione per la funzione che dovranno assumere in termini di adeguata dotazione del personale, incertezza delle risorse. Da qui, la decisione di elaborare, insieme alla Provincia, una proposta da inoltrare alla Regione alternativa al dettato legislativo così come modificato con la legge regionale 14/2016 che prevede anche la delega della gestione dell’intera edilizia scolastica provinciale (130 edifici per complessivi 22 mila alunni) all’Uti dove si trova il Comune più popoloso, ovvero l’Uti del Friuli Centrale con capofila Udine. Al centro della discussione alimentata sul punto dal Pd, il futuro della Provincia, del suo organo politico in relazione alla riduzione delle competenze. Dai banchi della maggioranza e dal presidente Fontanini è stata espressa la volontà di proseguire nell’azione amministrativa supportati sia dal mandato elettorale sia dal nuovo statuto regionale che prevede il proseguimento dell’attività solo per la Provincia di Udine fino al 2018. Spazio temporale durante il quale l’Ente potrebbe continuare a mettere a disposizione del territorio competenze e professionalità, a esempio, nell’edilizia scolastica, settore delicato e che vede i primi cittadini preoccupati per il trasferimento del passaggio tra pochi mesi. Altrimenti, l’ipotesi prefigurata dal presidente Fontanini, è un esposto alla corte dei conti contro la Regione per danno erariale. Quanto alla composizione della Giunta, i gruppi insieme al presidente, faranno le scelte conseguenti.
Approvata con 17 voti favorevoli, 7 contrari e due astenuti, la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi per l’esercizio 2016; unanimità, invece, per il protocollo con l’Università di Udine che prevede il sostegno da parte della Provincia di Udine ad una serie di attività di ricerca scientifica per un totale di 92 mila euro.
Con 20 voti favorevoli e 6 contrari, è stato approvato l’ordine del giorno proposto dal consigliere Fabrizio Dorbolò finalizzato a sostenere la richiesta di Sindaci e consigli comunali delle Valli del Natisone davanti alla Regione volta a impostare un tavolo di concertazione finalizzato alla creazione di un’Unione territoriale intercomunale o un’autonomia giuridica proprio del territorio.
La grave situazione del Venezuela e le difficoltà che moltissimi friulani stanno attraversando in quel paese, sono state richiamate nell’ordine del giorno esposto dal consigliere Federico Simeoni e condiviso da tutte le forze politiche. Attraverso l’approvazione all’unanimità con cui è stato votato il dispositivo, viene conferito mandato al presidente della Provincia di Udine di attivare mezzi propri dell’Ente o anche tramite l’Ente Friuli nel Mondo per fornire sostegno economico, materiale e morale alle comunità friulane del Venezuela. Da registrare, quale ulteriore dato negativo, anche la chiusura dei due storici Fogolârs di Caracas e San Cristobal. Impegno assicurato da parte di Fontanini che porterà l’odg in seno al consiglio direttivo dell’Ente Friuli nel Mondo chiedendo l’attivazione delle necessarie misure.

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