Cooperazione: Serracchiani, servono nuove regole sulla vigilanza

Trieste, 24 giu – Per quanto riguarda il mondo della
cooperazione “è arrivato il momento che il Governo italiano metta
mano al sistema della vigilanza e del prestito sociale.
Parallelamente è arrivato il momento di saper distinguere tra chi
è realmente cooperativa e chi non lo è”.

Lo ha ribadito la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora
Serracchiani, oggi a Trieste, ai delegati di Coopservice, uno dei
principali player nazionali nella progettazione, erogazione e
gestione di servizi integrati alle imprese, alle comunità e alle
pubbliche amministrazioni, che ha per la seconda volta ha scelto
Trieste, “città di cultura europea”, per tenere la propria
assemblea generale con all’ordine del giorno l’approvazione del
bilancio 2016.

Coopservice, con sede a Reggio Emilia, vanta oltre 5.500 soci,
occupa 19.000 persone (60% donne), di cui 540 in Friuli Venezia
Giulia dove collabora con Generali, Electrolux, strutture
ospedaliere e, di recente, con il magazzino del farmaco di
Pordenone. Azienda solida che, come hanno sottolineato il
presidente Roberto Olivi e il direttore generale Emil Anceschi
nelle loro relazioni, presenta numeri “che consentono di guardare
con fiducia al futuro”.

Nel suo indirizzo di saluto ai delegati, riuniti al Molo quarto,
Serracchiani, oltre a parlare del sistema Fvg, con un accenno
particolare alle infrastrutture, agli sforzi per ridurre la
disoccupazione e alla riforma sanitaria, ha ricordato le
criticità legate al mondo della cooperazione, “a Trieste con le
Coop Operaie, in Carnia e nel pordenonese con CoopCa”, e ha
evidenziato come “se abbiamo in parte risolto i problemi lo
dobbiamo anche alla solidarietà del mondo della cooperazione”.

In ogni caso, per Serracchiani “una cooperativa rimane comunque
dentro il sistema delle imprese un’azienda che ha bisogno di
avere dirigenti competenti, capaci, preparati. Un’impresa che può
avere utili e perdite e quindi quando investe i soldi dei propri
soci deve avere rispetto per gli stessi soci”.

Da qui ancora una volta il richiamo alla necessità di nuove
regole sulla vigilanza, affinché ci sia chiarezza sulle
responsabilità e sui controlli.
ARC/PPD/fc

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