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Coppia uccisa Pordenone: nessun provvedimento restrittivo per l’indagato

teresa trifone
“Non sono stati assunti provvedimenti restrittivi, ma valuteremo nei prossimi giorni l’intero contenuto delle dichiarazioni rese”. Lo ha affermato il procuratore di Pordenone, Marco Martani, incontrando la stampa al termine dell’interrogatorio di Giosuè Ruotolo. “L’indagato, contrariamente a quanto affermato nelle dichiarazioni rese come persona informata sui fatti, ha confermato di essere stato presente nella zona del palazzetto dello sport la sera del duplice omicidio”, ha specificato Martani. “Ruotolo ha detto di essersi recato all’impianto sportivo per andare in palestra – ha aggiunto Martani -, ma di non aver trovato parcheggio e quindi di aver preferito fare ritorno verso casa. L’indagato ha anche affermato di essersi fermato effettivamente per qualche minuto all’esterno del parco di San Valentino per fare della pratica sportiva, ma di avere poi desistito quasi subito”.

Si è concluso dopo oltre otto ore l’interrogatorio di Giosuè Ruotolo. Da quanto si è appreso, l’unico indagato per il duplice omicidio di Pordenone avrebbe rigettato le accuse rispondendo alle domande degli investigatori.

Nel corso dell’interrogatorio Giosuè Ruotolo ha ribadito sostanzialmente la versione fornita nelle precedenti audizioni, seppur in una veste diversa, cambiando soltanto la parte relativa alla sua presenza sul luogo dell’omicidio. Lo si apprende da fonti della procura. Ha anche ribadito di avere sostanzialmente interrotto la assidua frequentazione di Trifone dai tempi del trasloco di quest’ultimo nell’appartamento con la fidanzata Teresa, dal maggio 2014. Da allora i due commilitoni si sarebbero visti sporadicamente e soltanto in maniera quasi casuale in caserma e in altre zone cittadine.

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