Coronavirus: aggiornamenti su rientro in Fvg dall’estero

Da oggi scattano nuove misure per ingressi e transiti

Udine, 13 ago – Per informazioni specifiche sul rientro in
Italia per tutte le persone per cui è previsto l’obbligo di
sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario in arrivo da Stati
o Paesi esteri diversi da quelli facenti parte dell’Unione
Europea è possibile chiamare il numero verde della Protezione
Civile 800500300 o scrivere un messaggio e-mail a
[email protected]

I contatti dei Dipartimenti di Prevenzione della Regione Autonoma
Friuli Venezia Giulia sono i seguenti:
ASU FRIULI CENTRALE – Udine 0432 553264
[email protected]
ASU GIULIANO ISONTINA – Gorizia 0481 592836 – 0481 592874
[email protected]
ASU GIULIANO ISONTINA – Trieste 040 3997492 – 040 3997490
[email protected]
AS FRIULI OCCIDENTALE – Pordenone 0434 369952
[email protected]

Lo ricorda il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con
delega alla Salute e Protezione civile, ribadendo anche i
contenuti dell’aggiornamento sulle indicazioni per il rientro in
Italia dall’estero oggetto dell’ordinanza del Ministro della
Salute del 12 agosto.

A decorrere dal 13 agosto sono vietati l’ingresso e il transito
in Italia delle persone provenienti dai seguenti paesi: Colombia
– Bosnia Erzegovina – Kosovo – Macedonia del Nord – Moldova –
Montenegro – Serbia – Bangladesh – Armenia – Bahrein – Brasile –
Cile – Kuwait – Oman – Panama – Perù – Repubblica Dominicana.
Tale disposizione non si applica al personale viaggiante e agli
equipaggi dei mezzi di trasporto che entrano in Italia per lavoro
da Bosnia Erzegovina, Kosovo Macedonia del Nord, Montenegro e
Serbia alle condizioni che il transito sia di breve durata
(permanenza massima di 120 ore o di transito in 36 ore, permane
l’obbligo di segnalare l’ingresso in Italia).
A partire dal 13 agosto coloro che fanno ingresso in Italia, con
qualsiasi mezzo di trasporto, dopo aver soggiornato o transitato
nei quattordici giorni antecedenti in Croazia, Grecia, Malta e
Spagna, devono comunicare immediatamente il proprio ingresso nel
territorio nazionale al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda
Sanitaria di residenza/dimora.

Devono presentare al vettore, all’atto dell’imbarco, e a chiunque
sia deputato ad effettuare i controlli, l’attestazione di un test
per SARS CoV-2, di test molecolare o antigenico effettuato per
mezzo di tampone e risultato negativo, al massimo nelle 72 ore
antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale.
In alternativa devono sottoporsi ad un test molecolare o
antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento
dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove
possibile, oppure entro 48 ore dall’ingresso in Italia presso
l’azienda sanitaria locale di riferimento; in attesa di
sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria le persone devono
rimanere in isolamento fiduciario presso la propria abitazione o
dimora e, in seguito, fino alla comunicazione del risultato in
base alle disposizioni del Dipartimento di Prevenzione.
Durante l’isolamento domiciliare le persone devono sempre:
evitare contatti sociali; restare a casa; essere sempre
raggiungibili telefonicamente; avvertire immediatamente il medico
di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l’operatore
di sanità pubblica dell’insorgenza di sintomi (febbre, tosse, mal
di gola, raffreddore, perdita del gusto/olfatto, difficoltà di
respiro).

In caso di sintomi è obbligatorio indossare la mascherina
chirurgica e allontanarsi da eventuali conviventi, rimanere nella
propria stanza con la porta chiusa arieggiando l’ambiente, in
attesa del trasferimento in ospedale o centro di isolamento, se
necessario. Le disposizioni sopra descritte non si applicano al
personale viaggiante e agli equipaggi dei mezzi di trasporto.
Per quanto riguarda i datori di lavoro, essi sono tenuti a
informare tutti i dipendenti e collaboratori di segnalare
tempestivamente al proprio medico curante e al medico competente
qualsiasi malessere che possa essere ricondotto alla Covid-19:
febbre, mal di gola, tosse, raffreddore e alterazioni del
gusto/olfatto, difficoltà respiratorie.

È d’obbligo per ogni azienda dotarsi del Protocollo di
prevenzione del contagio Covid-19 e di portarlo a conoscenza
degli interessati con apposita comunicazione. È obbligatorio che
i datori di lavoro permettano l’ingresso nel luogo di lavoro ai
propri dipendenti inviati all’estero per esigenze lavorative e/o
ai soggetti chiamati dall’estero per essere assunti, solo dopo
che essi abbiano adempiuto alle misure precauzionali previste per
le persone provenienti dall’estero da leggi o altri
provvedimenti. L’obbligo si applica anche alle agenzie di
somministrazione di lavoro.
ARC/Com/EP/pph

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